Coheed And Cambria al Flex di Vienna

0 1.298

Luogo: Vienna / club Flex / Austria

Data: sabato 10 agosto 2019

I rocker progressive americani Coheed And Cambria stanno spingendo a tutta forza il loro ultimo album Vaxis I (recensione QUI). Certo, il focus è più che altro sul tour americano, ma il loro giro tocca anche il suolo europeo. Visto però che in circa vent’anni di carriera non hanno battuto più di tanto l’Europa, per loro sono riservati soprattutto club più piccoli. Stavolta la band aveva confermato solo qualche data nell’Europa più centrale. Il giro li ha portati anche a Vienna, nella sala del Flex. La sala è grande più o meno come due Gala hala di Lubiana, il che ha voluto dire un concerto più intimo.

Come spalla si sono presentati i giovani Polyphia, che stilisticamente forse non erano proprio l’abbinamento ideale ai Coheed And Cambria, ma questo non vuol dire che non valga la pena vederli. Per gli amanti del metal strumentale moderno i Polyphia possono essere una vera delizia. Il quartetto ha conquistato soprattutto con le chitarre. Certo, anche la sezione ritmica non ha mollato di un centimetro, ma i veri punti di forza sono proprio i due chitarristi, che fanno impazzire con il loro suono preciso. Gli assoli praticamente non finiscono mai. Anche suonare su ritmi più complessi non gli crea alcun problema. Il bassista ha provato per tutto il tempo a caricare il pubblico, che ha risposto soprattutto nelle prime file, mentre tutti gli altri aspettavano la band principale. La band, che per ora ha tre album alle spalle, ha senza dubbio il potenziale per qualcosa di più grande, ma con un suono così complesso le grandi folle non le raggiungeranno.

Restano loro, i Coheed And Cambria, tornati a Vienna dopo tanti anni di assenza. La sala, piena il giusto, ha regalato alla band una gran bella risposta, tra ritornelli cantati a squarciagola e salti, e non è mancato nemmeno qualche stage diver. La forma della band è ancora ottima. La voce di Claudio Sanchez è potente e non si sente nessun segno di cedimento. Ogni tanto è mancato un po’ il fiato, ma con tutte quelle linee di chitarra e le parti vocali che deve cantare, è logico che non fili tutto liscio come l’olio. L’affiatamento della band è semplicemente eccezionale. A dare una mano a Sanchez con i cori ci sono spesso il chitarrista Travis Stever e il bassista Zach Cooper, che hanno fatto in modo che il suono, con le armonie vocali, fosse ancora più ricco. L’esperienza non gli manca di certo. In tutto questo tempo hanno raggiunto, com’è ovvio, un certo livello di professionalità, per cui da un loro concerto ci si può aspettare il meglio.

Sulla scaletta i Coheed and Cambria devono andarci piuttosto cauti. Gli album ormai sono una dozzina, e i pezzi famosi non finiscono mai. Ma in primo piano c’era ancora la promozione di Vaxis I: Unheavenly Creatures, il che voleva dire che sarebbero saltati dei pezzi da alcuni album. Ovviamente la band ha aperto con The Dark Sentencer, che è anche il pezzo d’apertura dell’ultimo lavoro. Un opener ottimo, di quelli che la band ne ha creati solo pochi. È seguito il proseguimento più logico, con la title track, il primo hit dell’album attuale. Poi un salto nel passato con In Keeping Secrets of Silent Earth: 3, che ha accontentato i fan più vecchi, con la band che ha rimesso in primo piano gli elementi post-hardcore. La semplice ma contagiosa A Favor House Atlantic ha fatto venire voglia di cantare, ma già con la più recente The Gutter la band ha mostrato il suo lato più tosto. Con True Ugly il ritmo è diventato ancora più veloce. La dinamica della scaletta è stata insomma decisamente varia.

Dall’album No World For Tomorrow la band non può prescindere. Ed ecco quindi la title track, la tiratissima Gravemakers & Gunslingers e la celebre ballad Mother Superior. La band è tornata all’album attuale con Old Flames, un pezzo saltellante, per il quale la band ha girato anche un videoclip. Dopo una pausa la band è tornata con la melodica The Pavillion e ha chiuso con Welcome Home, che in realtà è il più grande hit della band. Durante il pezzo è comparso anche uno stage diver che, a furia di saltare, ha dato fastidio e alla fine ha anche innescato una rissa nel pubblico. Sanchez era visibilmente furioso per la rissa, tanto che a fine pezzo la band ha lasciato il palco in un lampo.

Il concerto si è quindi chiuso con un retrogusto amaro, frutto di un fan ubriaco che ha passato il limite. Per il resto, però, il concerto dei Coheed And Cambria è stato più che all’altezza, nonostante il fatto che la band abbia lasciato fuori parecchi pezzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie