Con gli Šank Rock ottobre è sempre un gran mese (2014)
Luogo: Koštabona / Slovenia
Data del concerto: 25.10.2014
Numero di spettatori: 1500
Prezzo del biglietto: 12,90 € (in prevendita) / 15,00 € (il giorno del concerto)
La prima volta è stata bella, la seconda pure, quindi non c’era motivo di non andare a un concerto degli Šank Rock anche la terza volta quest’anno. Da noi buona parte delle ghiottonerie musicali capita più o meno nella metà occidentale del paese, e stavolta non ha fatto eccezione – gli Šank Rock, nell’ambito della manifestazione »Oktober je dober«, si sono fermati a Koštabona, sopra Capodistria, sul Litorale.
Il Litorale è da sempre un posto amato dai rocker sloveni – qui hanno sempre trovato ascoltatori col cuore in mano per il buon rock. Non sorprende quindi che, a poco più di un mese dal concerto a Dornberk, nel Goriziano, gli Šank Rock abbiano puntato di nuovo verso il sudovest sloveno. Il Litorale ha voluto bene ai leggendari rocker sloveni per tutti i 30 anni della loro carriera, e la gente del posto ha dimostrato ancora una volta di non essersi dimenticata degli Šank Rock e di volergli bene come il primo giorno.
Anche se il sudovest del nostro paese è per tradizione tra le zone più calde, a fine ottobre sul Litorale si respirava già aria d’inverno: a Koštabona, un paesino a qualche chilometro fuori Capodistria, ci ha accolti una bora gelida. Per fortuna l’organizzatore aveva sistemato tutto sotto un tendone enorme, che nemmeno i forti venti del Litorale sono riusciti a mettere in ginocchio. E il vento freddo che girava intorno agli angoli non è riuscito a raffreddare l’attesa infuocata dentro quelle pareti di tela.
Sul Litorale si fa festa tardi, e così, anche se arrivavamo da lontano, poco dopo le otto di sera eravamo tra i primi visitatori sotto il tendone, dove si stavano ancora ultimando i preparativi. Dentro faceva ancora freddo, quindi prima dell’inizio ci siamo scaldati con uno šank, come si conviene a un concerto degli Šank Rock. Il tendone era davvero enorme, quindi si riempiva e si scaldava molto lentamente, e l’attesa per la prima band si è trascinata un bel po’. Ma poco dopo le dieci ci siamo arrivati: sul palco sono saliti i Why not. I membri della band sono già piuttosto noti al pubblico di casa, visto che suonano in vari posti del Litorale da parecchi anni. Davanti a un pubblico ancora scarso hanno intrattenuto con cover di classici del blues-rock, in cui hanno infilato i loro pezzi originali. Gli ospiti che arrivavano a ondate si sono sciolti man mano che andava avanti lo show e hanno premiato i musicisti con cori e applausi. L’atmosfera sotto il tendone ha cominciato a scaldarsi più in fretta. Dopo una buona mezz’ora i Why not hanno ceduto il palco alla band successiva – i Sixtynine. Anche i Sixtynine sono di casa sul Litorale e vanno avanti da un paio d’anni buoni. Al momento si stanno preparando all’uscita del primo album, intitolato You are me. La band, oltre al cantante Tomaž Klepač, noto dal programma Znan obraz ima svoj glas e dotato di una voce tutta sua, è formata da Tadej Tadič alla chitarra, Igor Marasovič alla batteria e Danijel Brezec al basso. I ragazzi si sono presentati con brani originali, in cui hanno infilato qualche cover. Con la loro musica e la loro esibizione hanno entusiasmato soprattutto gli amanti dei ritmi rock più duri e moderni, pieni di testi di un amore sentito che ogni tanto sfocia anche nel dolore. Il loro show cattura lo sguardo soprattutto grazie al dinamismo del frontman, che sul palco ha lasciato davvero anima e cuore e per tutto il tempo ha spinto il pubblico a partecipare. Era evidente che sul palco si trova benissimo, e i ragazzi agli strumenti lo seguivano quel tanto che bastava perché, quando Tomaž lasciava il palco durante i pezzi strumentali, lo spettacolo restasse comunque interessante da guardare. I Sixtynine si sono dimostrati una band che lascia un’impressione positiva, e dopo l’uscita del primo album li vedremo di sicuro su un sacco di palchi in giro per il paese.
Il tendone si è riempito con costanza per tutta la sera e, quando sono arrivate le star della serata, era finalmente pieno a sufficienza. Verso mezzanotte è iniziato il concerto che aspettavamo tutti. Sul palco, sulle note della base registrata, sono entrati uno dopo l’altro i membri degli Šank Rock. La formazione è composta dai vecchi membri Cveto Polak al basso e Matjaž Jelen alla voce, dal ritornato Bor Zuljan alla chitarra, e a fargli compagnia ci sono Roman Ratej alla batteria e Sašo Gačnik alle tastiere.
La scaletta non ha riservato sorprese – perché mai cambiare qualcosa che ha già attecchito così bene tra la gente? Anche il timore che la scaletta di questo concerto fosse un po’ più corta di quella di un mese fa allo Zeleni Gaj si è rivelato infondato. I ragazzi hanno evidentemente deciso di far felice il pubblico ovunque con le loro due ore e mezza di performance. Sono rare le band che reggono il palco così a lungo senza pause, e già per questo un concerto degli Šank Rock regala vera soddisfazione ai buongustai da live. Hanno attaccato duro, con la canzone Rockerji, e il pubblico ha mostrato subito la voglia di partecipare. La scaletta conteneva un mix equilibrato di ballate e pezzi più tosti, e che parecchia gente fosse già stata al concerto allo Zeleni Gaj è diventato chiaro quando i rapidi fasci dei riflettori hanno annunciato la You Smear My Innocent Name di Zuljan e tra il pubblico si è sentito sussurrare »Ora arriva quel pezzo…«. Le dita veloci di Bor Zuljan anche stavolta non hanno deluso – con una precisione sensuale si facevano strada tra le corde e ne tiravano fuori una fusione fulminea di suoni che ha portato i presenti all’estasi.
Gli altri membri hanno raggiunto Bor sul palco e, dopo Hitro drugam, è arrivata la canzone di Matjaž nata durante l’ultima pausa degli Šank Rock, Počasi…je lepo. Dopo Lahka dama e Dobro in zlo è toccato anche al bassista Cveto Polak con il suo momento solista. Cveto si era già fatto più volte un giro per il palco col suo basso, davanti al fotopit, e il pubblico aveva salutato con entusiasmo questo suo gesto. È seguita una versione acustica di Želim, da si tu, che i ragazzi hanno fatto sfociare con bel garbo in Jaz in ti. Anche stavolta i momenti acustici hanno aggiunto al concerto un pizzico di dolcezza e di sensibilità commovente, che con i suoni della chitarra acustica e la meravigliosa melodicità della voce si sono fusi in una vera bomba emotiva.
Bor ha ripreso in mano la chitarra elettrica durante Hvala za vse, poi gli Šank Rock hanno reso omaggio anche ai Led Zeppelin con Whole Lotta Love, in cui Roman Ratej ha infilato pure il suo assolo di batteria. Nella parte regolare dello show, ovviamente, non poteva mancare il loro mega successo Metulj, durante il quale i giochi di luce, le mani del pubblico che ondeggiavano e il ritornello cantato in coro hanno creato una specie di atmosfera magica. La parte regolare del concerto si è chiusa con la versione slovena di Should I stay or Should I go – Al’ ostanem al’ naj grem. Appena la band è scesa dal palco, il pubblico ha subito chiesto a gran voce il bis, e non c’è voluto molto ad aspettarlo. Per cominciare gli Šank Rock hanno suonato Rebel Yell, in ricordo del concerto di Laško, quando sul palco si era unito a loro anche Steve Stevens. Dopo Delam, kar paše mi c’è stata una lunga introduzione di Sašo Gačnik alle tastiere, che ha annunciato l’immancabile Pravljica o mavričnih ljudeh. Gli Šank Rock hanno chiuso lo show dopo due ore buone con l’invito al prossimo party targato Šank Rock, che si terrà a fine dicembre alla Rdeča dvorana di Velenje. I ragazzi sono usciti di scena, e alle prime ore del mattino sul palco sono tornati i Why Not, che hanno fatto divertire gli ospiti ancora a lungo dopo che l’orologio aveva ormai spostato le lancette sull’ora solare, mentre noi ci siamo avviati piano piano verso la lunga strada di casa.
La fotogalleria utilizzata proviene dal concerto degli Šank Rock allo Zeleni Gaj (Dornberk) del 20.09.2014 – il reportage di RockLine lo puoi leggere QUI!
Scaletta
- Rockerji
- Vzemi ali pusti
- Jaz nimam noč za spanje
- Puščava sna
- Maček
- Tih bod in igraj
- Ker te ljubim
- TV
- You Smear My Innocent Name
- Hitro drugam
- Počasi…je lepo
- Lahka dama
- Dobro in zlo
- Hočeš nočeš
- Želim, da si tu
- Jaz in ti
- Hvala za vse
- Whole Lotta Love
- Le 17
- Laški pir
- Metulj
- Dej bolj na glas
- Al’ ostanem al’ naj grem
- Rebel Yell
- Delam, kar paše mi
- Pravljica o mavričnih ljudeh
- Pridite na žur
Galleria fotografica



















