Con i Niet alle prove aperte al pubblico! (2008)
Luogo: Delavski dom / Jevnica / Slovenia
Data del concerto: 17.05.2008
Spettatori: 30
Prezzo del biglietto: 0,00€
Una delle reunion più importanti dell’anno scorso sul suolo sloveno, quella dei Niet, porta finalmente un po’ di colore e una sana ventata rock su una scena rock slovena vuota e grigia, una ventata che dovrebbe dare una mano all’alternativa a risvegliarsi e rafforzarsi, a riprendersi un po’ di primato, di attenzione mediatica e di attenzione da parte del pubblico sloveno. Il loro album illustrato di vagabondaggi e ribellione, fatto di repertorio punk rock classico, torna d’attualità… aspettiamo le reazioni.
Se RockLine non avesse tra le sue file un’attivista dei Niet così scatenata, questa sera, con i ragazzi alle prese con la prova generale prima del grande concerto del ritorno a Križanke di Lubiana a fine maggio 2008, di sicuro non mi sarei ritrovato nella sala del Delavski dom a Jevnica, un buco dimenticato da dio, schiacciato tra le rive della Sava e i versanti occidentali di Janče.
Prima della prova i tipi erano di spirito vivacissimo e super motivati. Anzi, sono stati pure puntuali: alle 20.00 in punto, l’ora ufficiale d’inizio annunciata per la generale, hanno chiamato noi pochi curiosi per dirci che stavano per cominciare a segare. Il risveglio primaverile dei Niet, nella formazione con Igor Dernovšek (chitarra), Aleš Česnovar (basso), Tomaž Bergant Breht (batteria), Robert Likar (chitarra, anche The Drinkers), il nuovo arrivato dai piedi bollenti Borut Marolt (voce), Tanja Ukmar (voce, cori) e con un ospite speciale, la leggenda del rock sloveno Borut Činč (tastiere, Buldožer), ha preso le posizioni di battaglia senza freni. Assetati di rock e con il volume a palla. Soprattutto per quanto riguarda le chitarre: tirate ben oltre l’optimum, tanto che sul palco durante la prova era tutto un fischiare e crepitare di oscillazioni sfrenate. Ovviamente questo fa benissimo all’energia cruda e originaria della tradizione punk rock, di cui i nostri buoni vecchi Niet seguono ancora diligentemente la formula anche nella nuova era, però un po’ più di pietà per l’attrezzatura magari si poteva anche averla. E pure per il decano Borut Činč, il cui organo arrivava alle orecchie solo nelle parti iniziali dei singoli pezzi.
L’attenzione principale era ovviamente tutta per il nuovo cantante Borut Marolt. Il ragazzo è fatto della pasta giusta. Ha il timbro giusto per i Niet, un’intonazione un po’ più bassa, un approccio senza illusioni, concreto, con quel pizzico necessario di rabbia e agonia psicotica che nei Niet, band dilettantesca fino al midollo, ci vuole per forza! Anche Tanja Ukmar brilla ancora del suo splendore sfrenato, quando con le sue urla femminili completa l’immagine dei vari brani.
I Niet non si sono dimenticati come si spacca. Hanno ridato vita al loro repertorio classico con foga. Si sentivano un entusiasmo e una carica da parte del gruppo che, come carburante, in reunion di questo tipo è indispensabile. Soprattutto considerando che in questi giorni di maggio del 2008 stanno pubblicando il nuovo album “Bil je maj”, con la raccolta dei loro più grandi classici, suonati di nuovo, con la nuova formazione, con Marolt alla voce. A dimostrare che i Niet hanno conservato tutta la loro contagiosità velenosa, durante la prova a Jevnica, è stata soprattutto l’interpretazione sentitissima di un Borut Marolt a tratti furioso oltre ogni limite, che si è infilato con successo la tuta da operaio del compianto Primož Habič. Un ottimo indicatore è stata anche una dozzina di ragazzini in età da scuola dell’obbligo che durante la prova si buttavano come matti qua e là a tempo con la band.
Non è mancato qualche battibecco involontario tra i ragazzi nella ricerca dell’affiatamento, ed era del tutto normale per una prova, eppure la forza distruttiva della loro espressione musicale ha funzionato in modo convincente per più di un’ora e 20 minuti, il tempo che ci hanno messo a sfondare il repertorio di 24 pezzi! Non c’è quindi da temere che tra dieci giorni a Križanke di Lubiana la neonata divisione Niet non sia scaldata alla giusta temperatura di lavoro per infiammare, incantare e conquistare di nuovo tutta la Slovenia. In bocca al lupo, ragazzi!
Scaletta dei Niet:
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