Con i Nightwish nel ballo di luna e passione (2009)
Luogo: Palasport / Pordenone / Italia
Data del concerto: 31.03.2009
Numero di spettatori: 3
Prezzo del biglietto: 35,00€ / 40,25€
Pordenone o Zagabria? Che importa? Niente. Basta che siano vicine! Nightwish – i metallari sinfonici finlandesi! Stavolta il concerto dei Nightwish si è tenuto al Palasport, che può ospitare all’incirca 4000 persone. Quando siamo arrivati davanti al palazzetto alle 17.00, un bel po’ di gente era già in coda davanti ai cancelli per accaparrarsi le prime linee di battaglia e scatenarsi con i propri dèi del metal. Però il concerto era ancora lontano dal sold out. Si sono radunati solo circa 2000 spettatori, e non di più. I cancelli avrebbero dovuto aprire alle 19.00, ma per dei problemi tecnici di una delle band di supporto sono stati aperti solo alle 20.00. Prima dei Nightwish a scaldare la folla ci hanno pensato ben tre band di supporto: Indica, Pain e Volbeat.
| INDICA: |
Questa band finlandese, nata nel 2002, è formata da 5 simpatiche ragazze: la cantante Jonsu, che oltre a cantare suona anche chitarra e violino, Heini alla voce e al basso, Sirrku alla voce e alle tastiere, Jenny alla chitarra e Laura alla batteria. Le ragazze suonano una versione leggera di hard rock melodico e ammaliante, che ama sfiorare atmosfere pop. Per il riscaldamento iniziale ci hanno regalato cinque pezzi dal loro ultimo album “Valoissa”, che è il loro quarto in totale. Il pubblico ha accolto la band a braccia aperte, soprattutto la parte maschile. Purtroppo bisogna dire che alla resa visiva non corrisponde quella vocale, che zoppica un po’ rispetto a tutti gli altri elementi degli Indica, e a far traboccare il vaso ci ha pensato la “cover” di Wuthering Heights di Kate Bush, dove Jonsu non avrebbe dovuto avventurarsi per nessun motivo al mondo!
| PAIN: |
I metallari industriali svedesi, nati nel 1996 sotto la guida del leader e “mastermind” Peter Tägtgren, visionario musicale e tutor di tantissime band scandinave di vari generi heavy metal, sono saliti sul palco come secondo gruppo della serata. Prima dei Pain, Peter guidava i death metaller Hypocrisy, che però lasciò proprio in quell’anno per fondare i Pain, che lui stesso una volta definì così: “The biggest fucking band in the genre!” Il motivo principale dell’addio agli Hypocrisy è proprio la voglia di sperimentare anche con altri generi della scena metal. Gli altri membri dei Pain, oltre al vocalmente “irritabile” Peter, sono David Wallin (batteria), Michael Bohlin (chitarra) e Johan Husgafvel (basso). Al concerto di ieri ci hanno proposto una scaletta di sette pezzi dal loro ultimo album “Cynic Paradise”, più qualche brano più vecchio dai dischi precedenti. Il pubblico si è scaldato per bene e li ha accolti alla grande. Nonostante a febbraio avessero fatto il giro dell’Europa con un tour da “headliner”, accompagnati dai Brother Firetribe (la formazione del chitarrista dei Nightwish Emppu Vuorinen), dopo un’esibizione così non puoi fare a meno di farti venire l’acquolina in bocca e di desiderare di rivedere i Pain il prima possibile in un concerto tutto loro da “headliner”!!!
| VOLBEAT: |
I Volbeat sono una specie di mix tra fusion, heavy metal e rockabilly che arriva dalla Danimarca. Sono nati nel 2001. La band è composta dal cantante e chitarrista Michael Poulsen, dal chitarrista Thomas Bredahl, dal bassista Anders Kjolholm e da Jon Larsen alla batteria. Finora la band ha pubblicato tre album in studio e il DVD Sold Out. Al concerto di ieri hanno sfoderato una vera dose di energia, che ha portato il pubblico quasi all’apice, perché il culmine della serata era riservato ai Nightwish. I Volbeat, che sono capitati in Italia con un tour da “headliner” del tutto per caso nello stesso periodo dei Nightwish, per l’occasione, dopo un accordo preventivo tra i management delle due band per sole due date (Pordenone, Mantova), hanno vestito i panni della band di supporto. Il gruppo, che in tour promuove l’album in studio uscito lo scorso anno, “Guitar Gangsters And Cadillac Blood”, ci ha regalato sei pezzi in tutto e, già che c’erano, qualche bel ricordo di Elvis Presley e Johnny Cash, quindi grazie a loro.
| NIGHTWISH: |
Cosa si può ancora scrivere su una delle band più popolari, se non addirittura la più popolare del metal gotico-power sinfonico, se non che Tarja Turunen per loro è il passato, mentre Anette Olzon è il bel futuro dei Nightwish. E alla lettera! Chiunque ami davvero i Nightwish, con il fantastico Tuomas in testa, il virtuoso Emppu alla chitarra, Marco al basso e l’ottimo Jukka alla batteria, ha potuto accomodarsi senza riserve sulle molle di una vera festa musicale e visiva! Quella schiera di eterni brontoloni, “fan” polarizzati e pieni di dubbi su cosa siano i Nightwish senza Tarja, e che ce ne importa di loro? Sono rimasti a casa al calduccio e si sono persi di nuovo un sacco di roba. I Nightwish, con la loro popolarità straordinaria e il tour “The Dark Passion Play”, che dura da più di due anni e non ha nessuna intenzione di fermarsi tanto presto, visto che gli porta fedelmente un bel po’ di soldi, oggi sono una specie di “dèi” sul trono di tutto il mondo del metal gotico-power.
Il concerto dei Nightwish era composto da quindici pezzi in tutto, più ovviamente un’introduzione e un finale. Soprattutto l’apertura in duetto è stata davvero fantastica: lì Tuomas alle tastiere e l’ospite speciale del tour dei Nightwish, il musicista scozzese Troy Donockley (flauti, cornamusa), creano in un attimo un battito magico. Quest’ultimo si è unito di nuovo alla band sul palco quando questa è arrivata ai brani The Islander e Last of the Wilds.
Il concerto parte con due pezzi energici, 7 Days to the wolves e Dead to the world. I fan vanno in delirio e si fondono con la band, tutto il palazzetto canta, i Nightwish ci portano via semplicemente con brani come Nemo, Sahara, Dark Chest of Wonders, dove finisce anche la prima parte del concerto. La civettuola principessa Anette ha convinto con una voce altezzosa, sicura e decisamente autoritaria. È curioso però che durante il concerto non abbia mai cercato di calarsi in un ruolo che attirasse tutta l’attenzione su di sé, ma sia sempre sembrata in sintonia e un membro alla pari del quintetto Nightwish. Meglio che non si sia permessa niente del genere, perché le ferite lasciate da Tarja nella band sono evidentemente ancora troppo fresche.
Tuomas, piazzato per l’occasione sul palco dentro una barca improvvisata, in linea con il tema del disco “Dark Passion Play”, sudava visibilmente tra uno headbanging a tutto spiano e un aggrapparsi ostinato alle tastiere, mentre Marco ed Emppu durante il concerto hanno fatto qualche energica piroetta da sinistra a destra e, con gesti e sorrisoni esagerati a sfoggiare il candore dei denti, hanno infiammato il pubblico in modo diabolico. La band ha conquistato con un altissimo livello di professionalità, un’incredibile intesa sul palco e una sincronia con cui, in questo tour maratona, si capiscono praticamente a occhi chiusi. Con Dark Chest Of Wonders la parte regolare dello show è volata via fin troppo in fretta e il palazzetto è sprofondato nel buio.
Seguono i forti richiami del pubblico e i Nightwish tornano con altri due pezzi. Ghost Love Score e, per il gran finale, l’immancabile Wish I Had An Angel, che ha mandato il Palasport in fiamme, senza ritorno, fino al cielo. Così si è chiusa, dopo un’ora e 40 minuti, una serata indimenticabile in compagnia dei Nightwish, di quelle che ne vorremmo ancora e ancora! E allora ci è rimasto solo il pensiero finale: “Zagabria, arriviamo!”
tutte le foto: Jure Frelih tranne le foto n. 19 – 21: Robi Lipej
Scaletta
INDICA: 1. Intro 2. Elä 3. Siren Song 4. Ikuinen virta 5. Wuthering Heights 6. Pahinta tänään PAIN: 1. I’m Going In 2. Zombie Slam 3. End Of The Line 4. Just Hate Me 5. Same Old Song 6. Follow Me 7. Shout Your Mouth NIGHTWISH: 1. Intro 2. 7 Days To The Wolves 3. Dead To The World 4. The Siren 5. Amaranth 6. Romanticide 7. Dead Boy’s Poem 8. The Poet And The Pendulum 9. Nemo 10. Sahara 11. The Islander 12. Last Of The Wilds 13. The Escapist 14. Dark Chest Of Wonders —bis— 15. Ghost Love Score 16. Wish I Had An Angel 17. Outro
Galleria fotografica



















































