Con Mia anche gli angioletti canterebbero, se solo avessero la bocca (2013)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Lubiana / SiTi Teater / Slovenia
Data del concerto: 14.02.2013
Presenze: 200
Prezzo del biglietto: 18,00€ / 20,00€
Ogni volta che Mia mette piede in un palco, è difficile resistere alla tentazione. Il suo nome è riconosciuto, apprezzato e ben radicato nella nostra quotidianità, come dimostra l’interesse sempreverde per i suoi concerti, che non accenna a calare. Così anche il SiTi Teater, pieno zeppo, ha accolto Mia a braccia aperte. Il giorno di San Valentino. Sul palco Mia Žnidarič e la sua squadra – un trio guidato dal marito Steve Klink (tastiere) con l’insostituibile sezione ritmica formata da Robert Jukič (contrabbasso) e Aleš Rendla (batteria).
Il SiTi Teater è sempre puntuale. Al microsecondo. Non azzardarti ad arrivare in ritardo. Il sipario si apre su una scenografia da cabaret sobria, incoronata da una luce tremolante dei riflettori, e davanti a occhi e orecchie comincia a crescere un sincero libro illustrato musicale, organico. Niente nascondino. Mia saluta subito il pubblico e nel frattempo manda il tecnico luci a puntare i fasci di luce su di loro. Un gesto straordinario, con cui ti porti il pubblico dalla tua parte in un attimo.
Mia ha di nuovo lasciato tutti a bocca aperta con la sua interpretazione unica di un repertorio ben noto, una schiera di standard jazz, soul e blues immersi in una regia da cabaret e riarrangiati attorno al ruolo centrale della sua voce, dal taglio soul che ti prende l’anima. È incredibile quanto spazio riempia nella forma dei brani la voce di Mia Žnidarič. Nell’atmosfera intima del SiTi Teater, con tutta la sensualità dell’interpretazione, brillava in pieno splendore. Mia possiede un carisma eccezionale e una tangibile ricchezza di colori vocali. Due elementi che nelle sue mani bussano in modo contagioso alla porta delle emozioni. Quella sera il pubblico era suo.
»Moon River« di Henry Mancini e Johnny Mercer si è senz’altro aggiudicata il primo posto tra le esecuzioni della serata, anche se in due punti proprio in questo brano si è avvertito che la voce di Mia per questo concerto non era al top! Ciononostante un’esecuzione splendida, guidata dalla voce dolce, carezzevole e fresca di Mia. Chi potrebbe resisterle? Stavolta resistere era senza speranza. Il concerto in due parti, con una pausa di 15 minuti nel mezzo, ha portato qualche soldino in più nelle casse del SiTi Teater, e ha fatto bene anche a Mia, che quella sera si è aiutata con pastiglie energetiche e medicinali per reggere il palco – ah, ’sto tempaccio invernale pieno di virus, ma quando finirai?! Eppure l’unica diva slovena dello smooth jazz ha nascosto benissimo, durante la performance vocale, il suo stato di salute malconcio.
Per il resto, molti brani dello spettacolo ruotavano, nel messaggio, attorno a questa o quella abitudine alimentare. Dallo sbucciare il pompelmo in modo pungente e malizioso (»Peel Me A Grape«, che ama eseguire anche Diana Krall) fino al divertente adattamento di »The Frim-Fram Sauce« di Nat King Cole; tra i pezzi dedicati al cibo, già nella prima metà del concerto uno dei picchi della serata è stato il brano originale »I Like Pie, I Like Cake«, che Steve (in uno sloveno simpaticamente imparato a memoria) e Mia hanno presentato come la terza collaborazione di Mia Žnidarič e del trio con l’ambasciata americana. In questa lista va inserito anche il birichino adattamento di »Watermelon Man«, che nell’originale appartiene a uno degli standard jazz del maestro Herbie Hancock, e la strofa sullo strudel di mele dell’adattamento di Mia di »My Favourite Things« (»Najljubše reči«), con cui un tempo, tanto tempo fa, anche il grande John Coltrane si occupava degli esercizi di respirazione.
L’entusiasmo per Feri Lainšček ha trovato il suo omaggio in esecuzioni come la fenomenale messa in musica di »Ti veš« e in un immancabile standard del repertorio di Mia, »Pobarvanka«, che la cantante ha eseguito col trio in chiusura di concerto. Ma la simpatia di Mia non è andata solo a Feri, bensì anche a Svetlana Makarovič, che stavolta non è rimasta né ignorata né inascoltata, quando Mia e il trio si sono cimentati con »Gospa Moda«, »Iskre« e »Noč«. Senza dimenticare l’interpretazione particolarmente dolce di »Ptica sem brez kril«.
Anche senza sezione fiati, orchestra o inserti di chitarra smooth jazz, Mia con il suo carisma vocale unico ha salvato la serata da gran maestra. In compagnia di uno Steve scatenato, che per tutto il tempo riempiva lo spazio sullo sfondo dell’accompagnamento con inserti jazz, Mia col trio ha messo a frutto con efficacia il proprio mestiere anche in interpretazioni più impegnative, come »Z očetom«, »Snežinka« e »Ti veš«, ma soprattutto ha fatto scintille uno dei primi pezzi del concerto, »Al si ti al’ nisi ti moj ljubi« vestito di swing (un altro adattamento di uno standard di Nat King Cole). Semplice. Sono chilometri, forza e sicurezza che sono diventati parte della vita degli artisti. Con la sua forza, il suo carisma unico e una grinta vocale famelica, Mia dimostra di essere ancora la prima violina del mestiere, e la sua capacità comunicativa, un concentrato contagioso e accessibile delle caratteristiche delle forme smooth jazz e soul-blues, ha nel parco dello spettacolo musicale sloveno un valore artistico speciale e molto stimato. Una serata meravigliosa, che ha inchiodato il pubblico alle poltroncine con un’ipnosi da cui è stato difficile risvegliarsi prima di svanire nella vita notturna del giovedì.
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