Rise Up
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: W.E.T.
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2013
Durata: 44:02
Voto: 4.5/5
Il progetto W.E.T. è nato nel 2009 e nello stesso anno ha pubblicato il debutto in studio »W.E.T.«. Dietro la formazione ci sono i mecenati della Frontiers Records: un bel lavoro di lobbying degli agenti A&R e dei capoccia dell’etichetta, che hanno messo sotto lo stesso tetto due eccellenti polistrumentisti, compositori, arrangiatori e produttori svedesi, Robert Såll (W come Work Of Art) ed Erik Mårtensson (E come Eclipse), e come terzo hanno chiamato un veterano vocale americano del rock melodico, il cantante Jeff Scott Soto (T come Talisman).
Insomma, un’altra storia svedese di rock melodico. Eclipse e Work Of Art sfornano album eccellenti. Se l’ultimo disco degli Eclipse è stato uno dei migliori prodotti di rock melodico dell’anno scorso, lo stesso vale per l’ultimo album in studio dei Work Of Art, uscito l’anno prima. Una conferma di quanto Såll e Mårtensson siano autori di musica potenti e dall’ispirazione inesauribile. La storia dei W.E.T. si piazza da qualche parte nel mezzo. Tra gli approcci produttivi di Work Of Art ed Eclipse. I W.E.T. suonano decisamente più carichi dei Work Of Art, ma le chitarre non sconfinano mai in quella produzione quasi powermetal a cui gli Eclipse si aggrappano volentieri. Il buon vecchio Jeff Scott Soto, che l’anno scorso ha pubblicato anche un nuovo, ottimo album solista, con le sue caratteristiche vocali e con le melodie principali che sceglie per i versi serve su un piatto d’argento le sensazioni della vecchia scuola AOR (Journey). Il debutto, più cauto, era ancora più impregnato di questa sensazione rispetto al nuovo album dei W.E.T.
La forza di persuasione di quello che combinano Såll e Mårtensson è fuori dal comune, e il primo album del progetto si è guadagnato simpatie enormi tra i fan del rock melodico, tanto che le richieste di un nuovo disco da parte loro sono arrivate a raffica. Ovvio che »Rise Up« segua le fondamenta del debutto. Propone di nuovo un assortimento di pezzi straordinariamente vario, ma a far scintille sono soprattutto quelli suonati a tempo medio, dove il crescendo d’atmosfera dei ritornelli, tagliati in modo vorace, scoppietta in maniera particolarmente efficace (Shot, Learn to Live Again, On The Run o la title track, con uno dei migliori ritornelli dell’album in assoluto). La maestria negli arrangiamenti del tandem Mårtensson/Såll è confermata dalle due ballad dirompenti Still Believe In Us e Love Heals. In tutto questo, in dosi minime, si insinua anche un’occhiata agli elementi »glam revival« di band come Wig Wam o H.E.A.T. – nella ritmicamente »sculettante« Bad Boy e nella conclusiva Still Unbroken. Ne segue in automatico che questo è un album carico di quella pomposità tossica e inconfondibile che solo l’AOR sa creare. Faccio notare che i W.E.T. hanno dedicato ancora più attenzione alla cesellatura delle armonie vocali rispetto al predecessore e con queste hanno di nuovo implementato in modo magistrale l’accensione di picchi pomposi d’atmosfera nei ritornelli. Anzi, di più. Hanno messo insieme Soto e Mårtensson in veri e propri duetti vocali, una mossa logica e utilissima, visto che Mårtensson è la voce guida degli Eclipse e (è provato) anche un cantante eccellente.
Quando ci si aggrappa ai paragoni tra sfumature sonore, sia »Rise Up« che il debutto tirano più verso il modo di comporre degli Eclipse che verso quello dei Work Of Art. Soprattutto per la densità del muro di riff, incomparabilmente maggiore rispetto ai più precisi Work Of Art, che in produzione lasciano più spazio alle tastiere. A rafforzare questa sensazione contribuisce anche l’effetto dei due reclutati dagli Eclipse nel progetto W.E.T.: il principale »solista« di chitarra su »Rise Up«, Magnus Henriksson, e il batterista Robban Bäck. In un contesto del genere la voce di Soto si trova alla grande e anche quella sensazione alla Talisman, imprigionata nella struttura dei brani, non manca. Il puzzle dei background musicali a cui appartengono i protagonisti del progetto W.E.T. è insomma perfetto.
Questo è un album che ti terrà sveglio dal primo all’ultimo secondo. La continuità del predecessore »W.E.T.« (2009), portata a un livello superiore. Un disco cucito addosso agli amanti della scuola scandinava del rock melodico e di una produzione sontuosa, che respira a pieni polmoni in ogni elemento e che, in quanto tale, detta il limite di sviluppo della produzione moderna nel rock melodico della nuova era, sull’intero pianeta! Se sei un fan del rock melodico e investi in questo album, non sbagli. I ragazzi hanno così tanta routine, conoscenza ed esperienza da sapere esattamente quali mosse sono lecite e quali no quando si tratta di creare il prototipo della vera »infiammabilità« AOR. E »Rise Up« è esattamente questo.
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Formazione
Jeff Scott Soto – voce
Erik Mårtensson – chitarra, basso, tastiere, voce
Robert Säll – tastiere, chitarra
Robban Bäck – batteria
Magnus Henriksson – chitarra, assoli di chitarra
Produzione
Erik Mårtensson & Robert Säll
Tracklist
1. Walk Away
2. Learn to Live Again
3. Rise Up
4. Love Heals
5. What You Want
6. The Moment
7. Bad Boy
8. On The Run
9. Broken Wings
10. Shot
11. Still Believe In Us
12. Still Unbroken
