Concussion Protocol

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Vicious Rumors
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2016
Durata: 49:44
Voto: 4/5

Sia per sempre lodato e benedetto l’»old school speed/thrash metal« americano. Ecco un altro monumento di una band leggendaria, figlia delle scoperte del pionierismo metal a stelle e strisce nato negli anni d’oro degli Ottanta nella zona chiamata Bay Area, a San Francisco. Parliamo insomma del nuovo album di una formazione che calca la scena metal senza interruzioni da ben trentasette anni, e che si chiama »Concussion Protocol«.

Nel 2013 l’immortale leader della band Geoff Thorpe ha di nuovo ritoccato la line-up dei Vicious Rumors. I nuovi arrivati sono il cantante olandese Nick Holleman e il bassista sloveno Tilen Hudrap, mentre durante la fase di registrazione dell’album alla chitarra ha preso il posto di Bob Capka il ritorno di un ottimo vecchio amico, Thaen Rasmussen. Quello che hai appena letto qui sopra, cioè che con gli ultimi rinfreschi di formazione i Vicious Rumors sono diventati per la prima volta in carriera una band internazionale (per un quinto anche slovena), per il metal sloveno a livello mondiale si può forse considerare il traguardo più grande (fino a oggi).  Anzi, di più. Tilen, che con il suo carattere ha conquistato in pieno il nuovo datore di lavoro Geoff Thorpe, ha firmato come coautore metà dei nuovi pezzi e a tre di questi ha dato perfino il titolo. Parliamo di Victims of a Digital World, Every Blessing is a Curse, Last of Our Kind, della title track dell’album e del primo singolo Take it Or Leave It, che tra l’altro è il primo brano in tutta la lunga carriera della band ad aprirsi con una linea di basso. E non è finita. Nella parte centrale Geoff ha addirittura lasciato l’assolo di basso di Tilen Hudrap, e le linee di basso sono messe bene in evidenza anche in vari passaggi di raccordo. Già solo da questi fatti è chiaro quanto Tilen Hudrap sia stimato dal grande Geoff Thorpe, che nella scelta del nuovo bassista aveva a disposizione una fila infinita di candidati: ne segue che Hudrap è stato scelto in una concorrenza davvero feroce tra i migliori bassisti metal del mondo.

Dopo »Warball«, l’album del ritorno della band al suo stile classico e riconoscibile, i Vicious Rumors si sono di nuovo rialzati. Dal punto di vista artistico e della maturità, ma anche in termini di visibilità, stanno vivendo un nuovo Rinascimento. Con ogni disco il suono è cresciuto, diventando più ruvido, ancora più incazzato, più estremo. Molti riff cavalcano quella incredibile linea di mezzo tra gli elementi del »Bay Area thrash« e dello speed metal della vecchia scuola americana, che negli anni è sempre stato il marchio di fabbrica della band, tenuto stretto e coltivato, e nei tempi nuovi evolutosi fino a un’unicità tutta sua, dove è scritto il carattere musicale del gruppo. Rispetto al predecessore »Electric Punishment«, che si era concesso un po’ più di sperimentazione, »Concussion Protocol« è di nuovo un album più compatto e messo a fuoco con precisione. Anche perché a legare i brani tra loro c’è un concept. L’umanità è condannata alla distruzione a causa di un gigantesco asteroide in arrivo, che inevitabilmente si schianterà sul nostro pianeta.  In tutto questo, nei testi la band è sempre socialmente impegnata e critica. Così ha sfogato in modo efficace la sua rabbia per le follie del meraviglioso mondo nuovo, la cui fine (diciamocelo) è già scritta. Altrimenti semplicemente non si può, visto che la storia non ci insegna niente.   

Geoff e compagnia restano straordinari fabbri di frasi chitarristiche. Queste sono di nuovo incastonate nelle composizioni con una foga e una passione esecutiva intatte, creando il focolaio di una tempesta furiosa che può farti saltare i timpani. Il nuovo cantante Nick Holleman è tagliato su misura per la band. È uno screamer eccezionale (lo scream finale in Take or Leave It o quello iniziale in Every Blessing is a Curse ti faranno uscire dalla pelle), con un’esplosività melodica pura che supera senza fatica tutte le altezze e nell’esecuzione vocale tiene magistralmente a freno la sua potenza. Queste voci sono di nuovo armonizzate in contrasto con linee aggiuntive. Spesso le sostiene l’approccio ruvido, di tono medio e quasi dittatoriale, delle voci minacciose di Thorpe, mentre i ragazzi trasformano con arte soprattutto i ritornelli in cori da bande di strada, che del resto è una loro costante. I brani sviluppano all’interno dell’espressione ben delimitata della band una vivacità di idee ed esecuzione sempre fresca, e »Concussion Protocol« è un nuovo traguardo di sviluppo dinamico straordinario, pieno di energia eruttiva che scroscia senza freni, dove la creazione di un’atmosfera tesa, cupa e cataclismatica accompagna l’album dall’inizio alla fine. Quando ti travolge questa “voracità” e questa “mordacità” della compattezza stessa del disco, la risposta affermativa arriva subito: l’intesa e la comunicazione tra i nuovi membri della band funzionano alla grande. Forse è proprio la conclusiva Life For a Life l’esempio di come i Vicious Rumors sappiano costruire in modo magistrale un’oscurità e una carica rovinosa incredibili. Questo pezzo, che ha il ruolo di portare al culmine la tensione dell’atmosfera cupa ed è piazzato proprio in coda all’album, ti incanta semplicemente così tanto con la sua immagine che ti viene voglia di rimettere su »Concussion Protocol« ancora e ancora (e ancora). Anche quando la band molla un po’ l’acceleratore e si lancia nella Circle of Secrets, a metà tra medio tempo e ballata dal taglio incisivo, i Vicious Rumors compensano quei momenti con un livello più alto di musicalità e raffinatezza, richiesto dalla composizione stessa. A proposito di musicalità: si sente chiaramente dall’inizio alla fine. E questo nonostante una produzione sonora incredibilmente sporca, che anche stavolta i Vicious Rumors portano avanti per tutto l’album con un atteggiamento estremamente incazzato. L’energia del disco è molto simile a quella di »Razorback Killers«, anche se i due album sono tutt’altro che uguali.

Gli assoli sono di nuovo pura poesia e un vero banchetto da gourmet per tutti gli amanti delle sparate chitarristiche mozzafiato, che lasciano sempre campo libero alle escursioni della fantasia creativa.  Oltre a Geoff e Thaen, sull’album sono intervenuti come ospiti speciali anche due ex membri dei Vicious Rumors, Brad Gillis (Night Ranger) e Steve Smyth (ex-Nevermore, ex-Testament, ex-Forbidden). Tutto il lavoro di chitarre anche stavolta è un capitolo a sé di questo album.

»Concussion Protocol« è un album eccellente e un nuovo atto trionfale dei leggendari Vicious Rumors. Un vero flagello di Dio, riflesso unico dei tempi pionieristici della vecchia scuola metal americana, trasportato nei tempi nuovi. Una squadra rinfrescata, una visione musicale chiara e una passione enorme per la musica. Ribellione e forza tengono il cuore della band al livello energetico di ambiziosi adolescenti con voglia di dimostrare. Un album dallo spirito di squadra sincero e, accanto a »Razorback Killers«, almeno all’altezza, se non migliore, del nuovo album in studio “post-Warball” della band! 

Vicious Rumors – Take It Or Leave It (video ufficiale):

Formazione

Nick Holleman – voce
Geoff Thorpe – chitarra, voce, cori
Thaen Rasmussen – chitarra
Tilen Hudrap – basso
Larry Howe – batteria

MUSICISTI OSPITI: 
Brad Gillis – chitarra
Steve Smyth – chitarra 

Produzione

Juan Urteaga

Tracklist

01. Concussion Protocol (4:56)
02. Chemical Slaves (5:50)
03. Victims Of A Digital World (4:13)
04. Chasing The Priest (4:13)
05. Last Of Our Kind (3:56)
06. 1000 Years (3:39)
07. Circle Of Secrets (5:04)
08. Take It Or Leave It (3:23)
09. Bastards (4:40)
10. Every Blessing Is A Curse (4:14)
11. Life For A Life (6:11)

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