Crash & Burn

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Artista: Sinner
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2008
Durata: 41:17
Voto: 3.5/5

Mat Sinner è un nome pesantissimo nell’heavy metal tedesco. In pratica ne è il padrino, e dopo decenni passati a resistere testardamente sulla scena è ormai una vera leggenda vivente: l’anziano saggio, il guru per le band più giovani e, ovviamente, per i collaboratori più stretti.

Detto in parole povere, “Crash And Burn” è un disco che i fan della band metteranno in collezione senza pensarci due volte; chi invece col nome Sinner non ha nulla a che fare lo salterà tranquillamente. Il motivo è semplice: le probabilità che i Sinner cambino stile sono più o meno le stesse che i Motorhead diventino la backing band di Madonna.

Mat Sinner aveva già accennato al ritorno alle origini con “Mask Of Sanity”, e i nuovi Sinner suonano di nuovo spogli, crudi e diretti, con una bella dose di rock, ma ricoperti da elementi (soprattutto l’uso della doppia cassa) che fanno rientrare senza problemi “Crash And Burn” nella tipica, ossuta forma old school dell’approccio tedesco all’heavy metal. I primi tre pezzi del disco risultano più affilati e duri rispetto al predecessore, così nella sua prima parte l’atmosfera di “Crash And Burn” si avvicina a “There Will Be Execution” (2004). Heart Of Darkness è un incontro interessante tra il sapore piratesco dei vecchi Running Wild e l’accento delle doppie chitarre armonizzate dei Thin Lizzy. Il pezzo si distingue per un ritornello drammatico ma altamente melodico. Il tempo medio, avvolto in un manto di riff grezzi, insieme alla voce nasale, virile e inconfondibile di Mat, a piccole dosi rimpiazza perfino la grandezza della mini-suite (Question of Honour) dei giorni migliori della band, quelli di “Nature Of Evil”.

Dopo un inizio metallico senza freni, in cui i brani convivono in un dialogo dinamico, scuro e tutto metal, il disco nella parte successiva guadagna punti sul fronte del riffing rock più rilassato. Revolution è la classica botta con l’accento rock n’ roll, seguita da Unbreakable, e le due hanno in comune la sterile consapevolezza di essere i momenti meno ispirati del disco. Fist To Face, con la sua minacciosa foga da semplice riff alla Motorhead e un siluramento a tutta doppia cassa, rimette subito le cose al loro posto “standard” alla Sinner. Oltre alla sublime Little Head, di impianto rock (cover dei Marvelous 3, dall’album “Ready, Sex, Go”), Fist To Face è il pezzo più veloce e più breve del disco, con addosso la febbre (almeno) del riff di The Finalizer. I Sinner hanno sempre saputo capitalizzare il loro grande talento e la loro ampia sensibilità per il regno dell’heavy metal nei brani più pacati. Until It Hurts è il titolo giusto per questo discorso.

Quando si parla dei Sinner è impossibile evitare il discorso sui Thin Lizzy. Questo “nuovo” mini-prestito dallo “stampo di Boys Are Back In Town” è tutt’altro che nascosto in Connection, che lo segue dalla testa ai piedi tra doppie armonie di chitarra e versi ripresi in ritornello e pre-ritornello. Incredibile. A quanto pare è diventata una regola: almeno un pezzo per disco dei Sinner deve ricordare i Thin Lizzy. E se non è così, i Sinner infilano almeno una cover di un classico dei Thin Lizzy (per esempio The Sun Goes Down, Baby Please Don’t Go).

A scrivere le idee per “Crash And Burn” hanno contribuito, oltre a Mat Sinner, naturalmente il suo fedele compare dei Primal Fear Henny Wolter, Igor Gianola degli U.D.O. e il nuovo “primalfeariano” Magnus Karlsson. I Sinner hanno spogliato il disco completamente dalle tastiere. Non ci sono nemmeno lunghi duelli di chitarra solista a due voci né armonie a tre, che con il loro celebre picking un tempo davano ai pezzi un marchio inconfondibile. Anche “Crash And Burn” riporta i Sinner all’era “pre-Judgement Day”. Ogni tanto viene da rimpiangere Tom Naumann nella band, uno che nei dischi passati sapeva piazzare un riff di chitarra o un assolo davvero brillante. Era chiaro l’obiettivo: scrivere un disco rilassato, sicuro di sé e senza fronzoli, tutto dedicato all’immediatezza del riff rock/metal. È un album che si conquista senza fatica e che vi divorerete subito, da cima a fondo. Niente di rivoluzionario in termini di progresso musicale per i Sinner, ma al tempo stesso un bel regalo per i fan più fedeli della band.

Formazione

Mat Sinner – voce, basso
Henny Wolter – chitarra
Christof Leimn – chitarra
Klaus Sperling – batteria

Produzione

Mat Sinner

Tracklist

01. Crash & Burn
02. Break The Silence
03. The Dog
04. Heart Of Darkness
05. Revolution
06. Unbreakable
07. Fist To Face
08. Until It Hurts
09. Little Head
10. Connection
11. Like A Rock

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