Dasein
Artista: First Fragment
Etichetta: Unique Leader Records
Uscita: 2016
Durata: 56:29
Voto: 5/5
Il metal canadese negli ultimi anni è sempre più sotto i riflettori, in certi casi è addirittura superiore alla scena americana o europea, e l’ondata di band canadesi eccellenti sembra non voler finire mai.
I First Fragment del Québec, dopo anni e anni di duro lavoro, hanno finalmente pubblicato il tanto atteso esordio: un capolavoro di death metal tecnico neoclassico di quasi un’ora, intitolato »Dasein«.
La band esiste ufficialmente dal 2007. Nei primi due anni ha messo insieme un EP, intitolato »The Afterthought Ecstasy« [2010]. In quel periodo ha scritto anche gran parte del materiale finito sul nuovo disco, ma senza un batterista stabile non era possibile suonare dal vivo. Poi nel gruppo è entrato Philippe Boucher e finalmente hanno potuto portare la loro musica sui palchi, anche se purtroppo non è durata molto: nel 2014 Boucher ha lasciato la band per motivi personali. Il motivo, probabilmente, è che si era unito ai Beyond Creation, che dopo l’uscita dell’esordio »The Aura« avevano iniziato a fare tour con regolarità. I First Fragment si sono ritrovati di nuovo senza una formazione stabile, ma questo non li ha buttati giù. Quello stesso anno, primi in Canada con tutti i testi esclusivamente in francese, hanno firmato con un’etichetta americana. Qualche anno dopo, al termine di un lungo processo di registrazione, il 20 maggio di quest’anno i First Fragment hanno finalmente pubblicato il loro esordio per Unique Leader Records.
Il disco è stato prodotto dal chitarrista Phil Tougas con l’aiuto di Mathieu Marcotte e Hugues Deslauriers, mentre della parte grafica si è occupato Sam »Stigma« Nelson. Già la copertina, a prima vista, è molto interessante: non cambia praticamente nulla se la guardi dritta o capovolta, e il passaggio dai colori caldi a quelli freddi (e viceversa) cattura alla grande il senso di una transizione generale, che è poi la sensazione che ti dà la musica stessa.
Dal punto di vista della produzione l’album è impeccabile. Il suono è cristallino, ogni strumento si sente alla grande, e a questo contribuisce moltissimo anche la voce, che variando timbro e altezza si adatta alla scenografia strumentale in modo che le frequenze non si pestino i piedi a vicenda.
Dal punto di vista musicale, Dasein è davvero qualcosa di speciale. La base del genere è senza dubbio il death metal tecnico, ma si sentono fortissime influenze del metal neoclassico, soprattutto sul fronte chitarristico, e si notano soprattutto negli inserti solistici. Sul disco non mancano nemmeno gli assoli di basso di Vincent Savary, che si sente estremamente nitido nel mix generale e ha linee sempre molto interessanti. Molto interessanti anche le influenze flamenco, che emergono soprattutto in due brani strumentali e che legano l’album in un insieme coerente. Quello che distingue i First Fragment dagli altri colleghi di genere è il fatto che tutti i loro testi sono in francese.
Il cantante David AB, attraverso testi complessi e molto personali, esplora il concetto alla base di Dasein. La parola fa parte della terminologia di base della filosofia fenomenologica di Heidegger, e la sua traduzione sarebbe »esserci« – essere consapevoli del proprio essere, coltivare un rapporto consapevole con il mondo che circonda l’individuo, e allo stesso tempo fare i conti col fatto che la scoperta del proprio essere e della propria individualità è condizionata dall’esperienza del mondo attraverso gli altri e dall’essere in comune. Conoscere il Dasein dovrebbe quindi aiutare a capire l’esistenza, e questo potrebbe portare alla soluzione di vari problemi sociali ed esistenziali.
Ma nonostante la produzione eccellente, le ampie influenze di genere e un concept lirico-filosofico unico, l’album dà il meglio di sé nella composizione. Pur nella sua estrema tecnicità, il disco è incredibilmente facile da ascoltare e scorrevole, riesce a tenere incollata l’attenzione e in meno di un’ora non ha praticamente un momento debole né una ripetizione monotona. I brani sono vari, ma tutte le digressioni seguono il filo rosso dell’album, e il risultato finale è un insieme coerente e unico.
Sorprende il fatto che la gran parte del materiale di Dasein sia stata scritta tra il 2004 e il 2010, eppure il tutto suona molto più fresco della maggior parte del death metal tecnico moderno. I brani sono opera del chitarrista ritmico Gabriel Brault-Pilon e del virtuoso Philippe Tougas, che dà il meglio soprattutto negli assoli.
Sull’album ci sono come ospiti il produttore Mathieu Marcotte (Augury, Humanoid), Malcolm Pugh (Inferi, A Loathing Requiem), Collin McGee (Elderoth) e l’icona del metal tecnico Christian Münzner (Alkaloid, Spawn of Possession, ex. Obscura, ex. Necrophagist). Quest’ultimo, nel brano Mordêtre et Dénaissance, si scambia con Philippe ben 15 assoli di chitarra. Le batterie sono state registrate da Troy Fullerton (Severed Savior), mentre come membro stabile l’anno scorso si è unito alla band Samuel Santiago (ex. Gorod).
Dasein è un disco da ascoltare per intero, dall’inizio alla fine, e ti lascia la sensazione di aver sentito qualcosa di davvero unico, tanto che lo rimetti su volentieri una seconda volta. Probabilmente per il nuovo album non ci sarà da aspettare troppo, visto che i First Fragment dicono di avere già scritto più di 200 brani.
I First Fragment hanno firmato un album con tutte le carte in regola per diventare un classico di culto del genere. Dasein è senza dubbio un disco che merita l’ascolto e un serio candidato a miglior album d’esordio dell’anno.
Formazione
Vincent Savary – Bass
David AB – Lead vocals
Troy Fullerton (Severed Savior) – Drums
Phil Tougas – Guitar, vocals, all solos
Gabriel Brault-Pilon – Guitar
Guest musicians:
Christian Muenzner (Spawn Of Possession, Alkaloid, ex. Necrophagist, ex. Obscura)
Mathieu Marcotte (Augury, Humanoid)
Malcolm Pugh (Inferi, A Loathing Requiem, Diskreet)
Collin Mcgee (Elderoth)
Produzione
Phil Tougas, Mathieu Marcotte, Hugues Deslauriers
Tracklist
1. Le Serment de Tsion
2. Dasein
3. L’Entité
4. Émergence
5. Mordêtre et dénaissance
6. Prélude en sol dièse mineur
7. Archétype
8. Gula
9. Voracité (Apothéose, partie 1)
10. Psychan (Apothéose, partie 2)
11. Evhron