Death Walks Behind You

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Atomic Rooster
Etichetta: Sanctuary Records
Uscita: 1970
Durata: 45:27
Voto: 4.5/5

»Death Walks Behind You« è stato il secondo album dei leggendari innovatori britannici del prog rock e dell’hard rock Atomic Rooster, nonché il loro primo con il cantante/chitarrista John Du Cann (1946-2011), ex membro degli Andromeda, in formazione. Insieme al batterista Paul Hammond (1952-1992), ex membro dei The Farm, prese il posto del bassista/cantante Nick Graham e del leggendario batterista Carl Palmer (ELP), aiutando il capobanda, il brillante organista Vincent Crane (1943-1989), a spingere gli Atomic Rooster ancora un passo più in là, con una fusione di rock progressivo e hard rock che per l’epoca era insolitamente innovativa.

Così si completò la loro formazione classica, quella che incise »Death Walks Behind You«, per molti versi il loro lavoro più rifinito, segnato da cima a fondo dal suono temperamentoso dell’organo Hammond di Crane, dalle pennellate di chitarra incandescenti di Du Cann e dai giri di batteria senza compromessi di Hammond, con cui la band è riuscita a gettare ponti tra due generi diversi. L’assenza del basso Crane l’ha risolta alla grande con la pedaliera dei bassi, mentre Du Cann, nelle interpretazioni vocali di testi intrisi di nichilismo d’ogni sorta, è ancora più convincente del suo predecessore.

L’atmosfera dell’album è per lo più parecchio cupa, soprattutto nella classica d’apertura, la title track, una specie di prototipo dello standard Atomic Rooster, con un’ambientazione da brividi, un tempo lento e un riff di chitarra infernale, mentre in mezzo le linee scintillanti dell’organo Hammond scorrono senza pietà. L’approccio vocale rabbioso di Du Cann si fonde alla perfezione con il testo occultista sulla personificazione della morte, che con la sua mano ossuta e la sua falce ti aspetta al varco dietro ogni angolo. Tra un testo così, la chitarra incandescente e le finezze ritmiche incisive, si potrebbe parlare di un bel esemplare di proto metal. Lo strumentale dinamico »VUG« è lanciato a un tempo più veloce, con acrobazie d’organo piene di temperamento sopra frasi di chitarra indomabili. Hammond, certo, non teneva il passo con lo straordinario talento del suo versatile predecessore, anche se un paio di volte ci è andato vicino, ma con i suoi passaggi massicci e senza compromessi si incastrava comunque benissimo nell’immagine degli Atomic Rooster di allora, ancora un po’ ruvida sul piano sonoro.

»Tomorrow Night« è un’altra classica indimenticabile, a tempo lento, con il canto inconsolabile di Du Cann sui guai d’amore, accompagnato da pianoforte, escapade d’organo maliziose, passaggi di batteria secchi e campanacci. »Seven Lonely Streets«, a tempo sostenuto e ritmicamente molto complessa, si apre con un’introduzione sacrale all’organo che, insieme a possenti passaggi di batteria e riff di chitarra crudi, crea un’atmosfera decisamente melodrammatica. L’approccio vocale di Du Cann stavolta è quasi un po’ claustrofobico, e si sposa bene con il condimento ritmico di giri di batteria caotici. Gli assoli di organo Hammond e chitarra, con un tempismo perfetto, sembrano una sfida a distanza a chi dei due stende l’altro a colpi di virtuosismo.

»Sleeping For Years« è un altro divertente esperimento hard rock, con un’introduzione tutta oscillazioni dichiarate sulle corde della chitarra, da cui a poco a poco, tra strati massicci d’organo e ringhi di chitarra arruffati, nasce una melodia davvero divertente. Crane e Du Cann, anche stavolta, non risparmiano assoli ramificati che ancora oggi faranno impazzire tutti i buongustai della musica. Un filo meno interessante, »I Can’t Take No More« è uno standard dall’umore ribelle, con passaggi d’organo a più strati e un approccio vocale furioso, conseguenza dell’ennesima amara delusione d’amore, mentre potenti frasi di chitarra tagliano il tutto. La romantica classica »Nobody Else« è una semi-ballad adagiata sul pianoforte di Crane, tenuta insieme da passaggi di chitarra malinconici e da una voce delicata. È una semi-ballad perché nella seconda parte, salata di strumentale, la struttura e l’atmosfera cambiano completamente e prendono sfumature un po’ più luminose. Il testo è marcatamente nichilista e riflette il rifiuto di un mondo impazzito.

La conclusione, un’opera d’arte progressive rock, l’epico strumentale »Gershatzer«, è prima di tutto una dimostrazione di altissimo livello dell’infinito talento di Crane, all’organo ma anche al piano, perché il leggendario tastierista, segnato da una vita tragica, qui brilla con una serie di assoli da restare senza fiato, lanciando il guanto di sfida a Keith Emerson (ELP) e Jon Lord (Deep Purple), i virtuosi delle tastiere più apprezzati del prog rock e dell’hard rock di quel periodo. Col tempo anche Hammond ha il suo momento, con una vera e propria orgia solistica alla batteria, e anche lui lancia il guanto al suo celebre predecessore Carl Palmer (ELP).

Il cupo capolavoro »Death Walks Behind You« è il lavoro più compiuto dell’intera storia di questo culto del rock britannico e classico del progressive rock. È un album che ancora oggi è un obbligo per chi ama il suono possente dell’organo Hammond e per chi apprezza un approccio più incisivo al rock progressivo. Per quanto suoni bizzarro e tragico, soprattutto se si pensano i testi cupi, d’impronta occultista, e la copertina azzeccatissima, che mostra il famoso dipinto del leggendario pittore e poeta inglese William Blake intitolato Nabucodonosor (il sovrano dell’antica Babilonia nel pieno della sua presunta follia, che è anche un’allusione ai periodici problemi mentali di Crane), i tre membri della formazione classica degli Atomic Rooster che incise questo album sono purtroppo tutti morti. Nessuno di loro è arrivato a una vecchiaia avanzata.

Formazione

Vincent Crane – organo Hammond, pianoforte, voce di accompagnamento
John Du Cann – chitarra, voce
Paul Hammond – batteria, percussioni

Produzione

Atomic Rooster

Tracklist

1. Death Walks Behind You
2. VUG
3. Tomorrow Night
4. Seven Lonely Streets
5. Sleeping For Years
6. I Can’t Take No More
7. Nobody Else
8. Gershatzer

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