In Hearing of

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Atomic Rooster
Etichetta: Sanctuary Records
Uscita: 1971
Durata: 41:24
Voto: 4/5

»In Hearing of Atomic Rooster« è stato il terzo album in studio della cult band di prog rock pesante Atomic Rooster, uscito proprio mentre il singolo trionfale »Devil’s Answer« regalava loro il miglior piazzamento nelle classifiche britanniche della loro lunga e movimentata carriera. Come già nei due lavori precedenti, gli Atomic Rooster non erano immuni ai cambi di formazione, che portavano sempre con sé l’inevitabile transizione sonora. Sull’onda del famoso singolo di successo, decisero di cavalcare quella inattesa e breve ondata di popolarità e di portare dentro il cantante Pete French, che al microfono prese il posto del chitarrista John Du Cann (1946-2011). Quest’ultimo non ne fu esattamente entusiasta, ma si buttò comunque a capofitto sulle parti di chitarra e sul suo nuovo ruolo nella band. I dissidi sempre più frequenti con il capo del gruppo, lo sfortunato virtuoso dell’organo e del pianoforte Vincent Crane (1943-1989), presentarono il conto e portarono, dopo l’uscita di questo disco, all’addio (temporaneo) di Du Cann.

La voce di French, salata di blues, ha spinto la band a infilare in »In Hearing of« una dose maggiore di rhythm and blues, allontanandosi in modo evidente dal prog rock di impatto e dall’atmosfera cupa che avevano fondato nei due lavori precedenti. Anche se non è il classico disco degli Atomic Rooster intriso di oscura cupezza, »In Hearing of« è un album riuscitissimo, pieno di momenti brillanti: l’organo del mago Crane, un Du Cann carico di frasi di chitarra hard rock e un Paul Hammond (1952-1992) armato di manovre complicatissime dietro i tamburi.

Il nuovo volto sonoro dei “galli atomici” si sente chiaramente già nell’opener »Breakthrough«, un pezzo solido che si apre con un ritmo cavalcante al pianoforte e con colpi secchi di batteria. La voce blues di French si incastra bene nell’atmosfera tesa da bar fumoso creata dal pianoforte di Crane e dalle passate di chitarra piene di temperamento di Du Cann. Il testo risuona della lacerazione interiore di un uomo, un riflesso dei frequenti problemi mentali di Crane. Il cupo ponte tra prog e hard rock »Break The Ice« è una creatura molto più tradizionalmente Atomic Rooster, con un riff di chitarra sinistro e un massiccio strato di organo Hammond, mentre French, con un’interpretazione sentitissima, dimostra di essere uno dei tanti talenti vocali sbalorditivi che non hanno saputo sfruttarlo per conquistare più notorietà.

»Decision/Indecision« è una ballata eterea intrisa di splendidi arrangiamenti di pianoforte che, con il canto melodico di French, stavolta senza un briciolo di amarezza blues, è sul piano atmosferico sicuramente una delle cose più belle di tutta la storia di questa cult band britannica. La giostra strumentale prog, complessa e avventurosa, di »A Spoonful of Bromide Helps The Pulse Rate Goes Down« è un’ottima vetrina del talento solistico eccezionale di tutti e tre gli strumentisti, soprattutto del maestro Crane, che ancora una volta brilla con passaggi d’organo indomabili, mentre la chitarra di Du Cann ulula come un lupo affamato. Hammond è altrettanto grande nel menare senza pietà sul suo set di batteria.

»Black Snake«, avvolta in un’atmosfera cupa, ha Crane alla voce principale. Il suo timbro frenetico, sul tessuto teso dell’organo, si sposa alla perfezione con l’atmosfera da brividi e con il testo sul serpente nero, stavolta usato in modo un po’ cliché come metafora del male. Il classico »Head In The Sky« è un hard rocker pieno di temperamento, nato dalla penna di Du Cann, e si sente eccome sotto il peso del suo riff di chitarra micidiale e senza compromessi, mentre attorno gli girano rullate impazzite e escursioni d’organo supersoniche. È un altro pezzo scatenato, con tanti assoli di organo e chitarra da restare a bocca aperta, come fatto apposta per l’approccio vocale ribelle di French.

»The Rock« è uno strumentale un po’ enigmatico, tenuto su un tempo medio, in cui si sentono chiaramente arrangiamenti di fiati in stile tromba, mentre Du Cann si regala un assolo di chitarra da leccarsi i baffi, tra un riff secco e l’altro. Le passate d’organo piene di temperamento di Crane sono di nuovo da leccarsi le dita, mentre Hammond, con il suo tempismo dinamico sulle rullate, dimostra di avere buone doti anche da batterista jazz occasionale. L’ibrido finale tra prog e hard rock »The Price« è un altro trionfo di organo e pianoforte firmato Crane, mentre French, nell’interpretazione sentita di un testo occultista, suona di nuovo come un vendicatore feroce. Il tutto è piazzato su un ritmo lento che si abbina bene all’atmosfera cupa che di solito si associa alla tradizione classica degli Atomic Rooster.

In alcune ristampe in CD c’è anche, come bonus track, il già citato singolo di successo »Devil’s Answer« (versione originale), forse addirittura l’evergreen più famoso di tutta la storia dei “galli atomici”. Gli arrangiamenti possenti di organo e sassofono si fondono alla grande con la voce di Du Cann, dal timbro un po’ impastato, creando in perfetta sintonia un’atmosfera scatenata e festaiola: non sorprende che gli ascoltatori dell’epoca abbiano premiato questo classico con un piazzamento altissimo.

»In Hearing of« è tra i momenti migliori della carriera degli Atomic Rooster, nonostante l’ennesimo cambio di assetto sonoro che gli ha impedito di fissare una vera identità sonora riconoscibile: un bene, per certi versi, perché i fan non sapevano mai cosa si sarebbero ritrovati tra le mani a ogni nuovo album. Dall’altro lato, con le uscite in studio successive la base di fan del prog rock ha cominciato ad assottigliarsi sempre di più. Du Cann, dopo i continui litigi con Crane su chi dovesse guidare la band e su come sarebbe stato il loro suono futuro, ha fatto fagotto ed è andato per la sua strada per diversi anni. Il batterista Hammond l’ha seguito e, insieme al bassista John Gustafson (Roxy Music), ha fondato i Daemon e poi gli Hard Stuff. Anche French, a fine tour, non è durato molto, ed è diventato membro della band americana Cactus. Il suo sostituto è stato il leggendario Chris Farlowe (Colosseum), e questo ha portato a un nuovo cambio di rotta sonoro per i “galli atomici”, verso le acque del soul e del funk.

Formazione

Vincent Crane – organo Hammond, pianoforte, voce su “Black Snake”
John Du Cann – chitarra
Pete French – voce
Paul Hammond – batteria, percussioni

Produzione

Vincent Crane e Atomic Rooster

Tracklist

1. Breakthrough
2. Break the Ice
3. Decision/Indecision
4. A Spoonful of Bromide Helps the Pulse Rate Go Down
5. Black Snake
6. Head in the Sky
7. The Rock
8. The Price

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