Decapitated – dal dolore nasce la forza! (2012)
Autore: Rok Klemše
Luogo: Vojenska pevnost Josefov, Jaromer, Repubblica Ceca
Data dell’intervista: 12.08.2010
I Decapitated sono stati fondati nel 1996 dai fratelli Wacław “Vogg” Kiełtyka (chitarra) e Witold “Vitek” Kiełtyka (batteria) e già con l’album d’esordio, il capolavoro di death metal tecnico Winds of Creation, la band si è catapultata tra le formazioni metal polacche più importanti. Hanno continuato a sfornare dischi di qualità fino al quarto album, Organic Hallucinosis, che li ha lanciati tra le stelle del death metal europeo, e ancora più sbalorditiva era la bravura tecnica dei membri, soprattutto dei fratelli Kieltyka, tanto più per la giovane età della band. Quando è nata, Vogg e Vitek avevano 15 e 12 anni, e al momento dell’uscita questa band tecnicamente impressionante aveva un’età media di appena 23 anni! Ma proprio il tour di promozione di Organic Hallucinosis ha portato una tragedia che ricorda la scomparsa prematura del bassista dei Metallica Cliff Burton. Il 28 ottobre 2007, al confine tra Russia e Bielorussia, i Decapitated hanno avuto un incidente stradale in cui è morto il batterista Vitek, mentre il cantante Covan ancora oggi non si è ripreso del tutto. Vitek aveva 23 anni. Il futuro della band era in forte dubbio, e Vogg, la mente del gruppo, dopo la morte del fratello era a pezzi. Ma a metà del 2009 Vogg ha annunciato che stava mettendo insieme una nuova squadra, completata a luglio dal batterista austriaco Kerim “Krimh” Lechner e a novembre dal cantante Rafal Piotrowski. A luglio 2011 i Decapitated rinnovati hanno pubblicato un ottimo disco di “ritorno”, Carnival Is Forever, e proprio di questo hanno parlato al Brutal Assault dello scorso anno i due nuovi arrivati, Krimh e Rafal.
RockLine: È bello vedere che per i Decapitated sta iniziando una nuova vita dopo la tragedia. Voi come vi siete sentiti, quando vi siete trovati a prendere il posto di Vitek e Covan?
Krimh: Di sicuro con noi è iniziato un nuovo capitolo per la band. Non è stato facile, è stata una grossa sfida, e per raggiungere l’obiettivo ci siamo davvero fatti il mazzo. Per i primi mesi abbiamo provato praticamente non stop. Tutti vogliamo tirare fuori solo il meglio di noi, e secondo me è per questo che la nuova squadra funziona così bene. Per quanto mi riguarda, io non penso nemmeno troppo al fatto di aver sostituito Vitek: non potrei e nemmeno vorrei. Voglio solo fare il mio lavoro e divertirmi mentre lo faccio.
Rafal: Per me vale lo stesso. Non è stato facile, ma abbiamo deciso di farlo. Vogg ha scelto noi, e rispettiamo questa decisione e ne siamo orgogliosi. Proviamo e lavoriamo sodo, in pratica siamo una band nuova e stiamo costruendo questa formazione da zero, a carne e ossa. Ci è voluto un po’ prima che tutto partisse, ma …
Krimh: .. adesso abbiamo un disco nuovo! (risate)
RockLine: Ma come ha fatto Vogg ad arrivare a voi?
Krimh: Vuoi raccontare tu la tua storia? (risate)
Rafal: No, tranquillo, vai pure tu.
Krimh: Ok, allora vado io. Nel 2007 ho caricato su YouTube un video in cui suonavo il pezzo dei Decapitated Invisible Control. Vitek e Vacek hanno visto quel video e, dopo l’incidente, nel 2009 Vogg mi ha mandato un messaggio dicendo che stava mettendo insieme una nuova squadra e mi ha invitato a un’audizione. Ero davvero sorpreso, ovviamente ho accettato l’invito, anche se non ero sicuro di essere abbastanza bravo. Voleva quattro video in cui suonavo quattro pezzi, gliel’ho mandati e sono stato scelto in base a quelli. Poi mi ha invitato a Cracovia, dove abbiamo provato insieme per quattro giorni di fila, e in quei giorni abbiamo deciso che sarebbe stato un nuovo inizio per i Decapitated. Fino alla fine del 2009 Vogg ha suonato ancora come chitarrista session per i Vader, ma subito nel 2010 mi sono trasferito in Polonia, e da lì è iniziata la rinascita della band. Abbiamo cominciato a provare seriamente, e ho conosciuto Rafal quando mi ha presentato una ragazza (risate). E questa è tutta la storia.
Rafal: Io ho conosciuto Vogg in Polonia a un concerto di beneficenza, circa un anno prima della ripartenza dei Decapitated. Prima lo conoscevo appena, ma quando ho finito gli studi ho incontrato Vogg e gli ho chiesto sul serio, per la prima volta, se avesse già trovato un nuovo cantante. Non ce l’aveva ancora, mi ha invitato a un’audizione e ci siamo trovati bene, e dopo qualche prova mi ha invitato ufficialmente nella band.
RockLine: Da poco è uscito l’ottimo album del “ritorno” Carnival Is Forever. Com’è nato, in realtà? Ci avete lavorato tutti insieme?
Krimh: È stato un mix di tutto. Alcune idee sono nate quando Vitek era ancora in vita, quasi ogni pezzo ha una parte che in realtà ha scritto lui. La base della maggior parte della musica erano i riff di Vacek, e io sulla loro base ho scritto le parti di batteria. Abbiamo lavorato tutto dicembre e io stesso non è che sapessi bene cosa stavo facendo, perché era la prima volta che registravo un disco così grosso. Ma avevo qualche idea, e quando abbiamo iniziato a provare, nei primi giorni ne sono uscite così tante che avevamo già scritto mezzo disco. Abbiamo messo insieme idee vecchie e nuove, poi Rafal ha registrato le voci in studio. Tutta la musica era comunque già scritta prima di entrare in studio, il che ci ha fatto risparmiare un sacco di tempo e ci ha permesso di concentrarci davvero solo su suono ed esecuzione. Registrare la batteria è stata un’esperienza molto interessante e, visto che avevamo i pezzi già pronti, a parte le voci e qualche piccolo dettaglio, ho potuto dedicare un paio di giorni solo a cercare il miglior suono di batteria possibile.
RockLine: Rafal, quindi le linee vocali le hai create davvero solo in studio?
Rafal: Sì, le parti musicali erano finite, e in studio io e Vacek abbiamo messo sui pezzi anche le linee vocali.
RockLine: Come paragonereste il nuovo album ai vecchi, prima da osservatori esterni e ora da membri della band? Personalmente vedo Carnival Is Forever come una specie di erede spirituale di Organic Hallucinosis.
Krimh: Fa piacere sentirlo. Quando riascolti i dischi dei Decapitated è bellissimo sentire che ognuno è diverso, ognuno ha il suo stile, il suo “vibe”. La cosa figa è che per questo abbiamo avuto anche lo spazio, la libertà di sperimentare. Certo, i fan “hardcore” chiederanno sempre Winds of Creation 2. Lo capisco, ma i Decapitated hanno sempre scritto qualcosa di nuovo e si sono sempre evoluti. Penso che questo album sia estremamente coraggioso e, se devo essere sincero, anch’io ho dovuto abituarmi al nuovo disco. È un album che devi ascoltare parecchie volte prima di innamorartene davvero e di farci l’abitudine.
Rafal: Ma dobbiamo anche capire che oggi i Decapitated sono una band nuova, a parte Vogg siamo tutti membri nuovi, anche se lui è la testa del gruppo. Abbiamo punti di vista diversi, personalità diverse e approcci diversi alla musica. Siamo persone diverse e non siamo i vecchi Decapitated, che comunque amo moltissimo, ma non volevamo rifare la stessa cosa, volevamo andare avanti. E penso che ci siamo riusciti.
Krimh: Secondo me non dobbiamo avere paura di questo album. Sicuramente è un passo in un’altra direzione, ma credo sia quella giusta. Ci siamo chiesti tutti se lo volevamo davvero e tutti eravamo d’accordo che sì, era questo. Ma hai sempre quelli che ti odiano e quelli che ti amano. Era comunque ovvio che sarebbe finita così, perché si tratta di una nuova formazione, di pezzi nuovi, e in un caso del genere sono sempre gli altri a giudicarti.
RockLine: Eppure i fan vi hanno accolto con calore, no?
Krimh: Sì, è bello vedere che abbiamo il sostegno dei nostri fan. L’album è stato accolto in modo molto positivo, anche dal vivo la risposta del pubblico è calorosa.
Rafal: Al momento dal vivo suoniamo una bella fetta del nuovo album e anche la reazione ai pezzi nuovi è buona, la gente li conosce già e a quanto pare gli piacciono.
RockLine: E come vedete il futuro dei Decapitated?
Krimh: Suonare dal vivo e provare, provare, provare (risate). Il business funziona così: devi suonare dal vivo e registrare album, ma il nostro obiettivo è soprattutto crescere come band e far sì che siamo tutti coinvolti nella creazione del prossimo disco.
Rafal: Semplicemente vogliamo essere i migliori.
Krimh: Un nuovo album arriverà di sicuro, solo che non sappiamo ancora quando, Vacek dice non prima di un anno. Le idee le stiamo già raccogliendo adesso: come abbiamo visto con Carnival Is Forever, è più facile se le idee ce le hai già da prima. Mi piace lavorare così: quando sei in studio sai esattamente cosa devi fare, invece di avere paura della registrazione perché non hai ancora le composizioni definite. È andata così con gli ultimi due album dei Decapitated, nati più o meno solo in studio. Chapeau a loro, ma probabilmente registrare in quel modo è stato estremamente faticoso. Secondo me da un pezzo si può sempre tirare fuori di più, e anch’io sono il tipo di persona a cui piace essere preparato.
Foto: Nina Grad
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