DGM: Endless
Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 18. 10. 2024
Produzione: Simone Mularoni
Durata dell’album: 56. 27 min
Genere: Progressive Metal
Voto: 9.0/10
I DGM sono ormai, possiamo dirlo, dei leggendari prog metaller italiani, in pista dalla metà degli anni Novanta! Negli ultimi cinque anni hanno ritrovato una carica inesauribile: «Endless» è già il terzo album in studio della band in questo lasso di tempo, cosa di norma insolita per il genere su cui si concentra artisticamente la formazione. Ma nel caso dei DGM le cose stanno diversamente. La band cavalca un’ispirazione creativa gigantesca, e la carica che i DGM hanno in questo momento è così abbondante che potresti tagliarla a fette spesse come il pane: a meno di un anno dall’uscita di «Life», a metà novembre 2023, ha portato al gruppo e ai suoi fan un nuovo album in studio!
I DGM sono una band che crea sotto l’influsso delle icone del progressive metal Dream Theater. Considerando il codice fiscale del gruppo, è piuttosto logico. Però fanno le cose a modo loro. Mantengono un’ascoltabilità eccezionale, nonostante l’abbondante teatralità che mettono in scena tra mille follie di manovre eseguite magistralmente, in un ‘complicare’ tecnico da lasciare a bocca aperta. A questo ‘sfarzo’ non sfugge dunque nemmeno l’ultima fatica in studio, «Endless». Del resto non potrebbe essere altrimenti: i fan, in caso contrario, il gruppo lo ‘linceranno’ come minimo.
L’album “Endless” è un’opera concettuale. Racconta di un uomo che si lancia in un viaggio di fantasia e si chiede come sarebbe stata la sua vita se, nei momenti di svolta del suo cammino, avesse scelto in modo diverso. Magari in qualcuna delle sue storie immaginarie vi ritroverete in tanti.
I DGM sono una squadra di una competenza eccezionale. Sbagliare è difficile. Sotto ogni aspetto. A plasmare il suono ci ha pensato ancora una volta l’eccezionale virtuoso della chitarra, arrangiatore e produttore Simone Mularoni. Il suono conserva una vitalità organica, un calore. Il fraseggio chitarristico è spesso avvolto dal calore dell’accompagnamento delle linee di tastiera che imitano il suono dell’Hammond. Quanto agli arrangiamenti, anche stavolta tutto è al posto giusto. Come per i dischi precedenti, tra cui l’ottimo predecessore «Life» (2023), «Endless» è la quintessenza del meglio che si chiede e ci si aspetta dai DGM. La pomposità del dramma teatrale che il gruppo crea attraverso atmosfere e passaggi di motivi conduttori, dove non mancano alternanze tra parti veloci e lente, funziona nel noto splendore del magistrale ‘eccesso alla ricetta italiana’. Ed è proprio questo il fascino più grande del disco. Le melodie musicali, in cui regna il fantastico Marco Basille, sono inserite in un fare musica prog metal, dove si danno la mano, in un dialogo astutamente bilanciato, le escursioni affilate delle acrobazie chitarristiche di Mularoni e la sensualità superiore delle tastiere di Emanuele Casali. A tutto questo si aggiunge una nota di figure rifinite di neoclassicismo, onnipresente anche nel nuovo lavoro della band. L’album parla così un linguaggio sinfonico, a tratti persino operettistico, estremamente bombastico, e proprio per l’esito altamente musicale con cui convince dall’inizio alla fine possiamo definire i DGM, in senso lusinghiero, i ‘Symphony X italiani’.
Una cosa però va sottolineata! «Endless» è una bestia diversa dal predecessore «Life». Sul nuovo album la band ha reso un omaggio più marcato al volto e alle opere della vecchia scuola del progressive rock, senza però rinnegare nemmeno un briciolo della sua abrasiva forza distruttiva metal. Come sapete già da soli, negli anni Settanta gli italiani brillavano con un ramo tutto loro del progressive rock, definito da formazioni come, tra le altre, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi (PFM), Le Orme, eccetera… Per questo sono da sempre non solo straordinariamente ricettivi verso il genere etichettato come ‘progressivo’, ma anche, da sempre, favorevoli a esso in generale! Negli arrangiamenti del nuovo album si sono così ‘insinuati’ flauto, archi, persino sassofono, pianoforte classico, mentre i passaggi sono abbondantemente avvolti nel mantello della sonorità Hammond. Per questo «Endless» porta, tra le altre cose, anche una gradita scossa alla discografia del gruppo. Con tutto ciò la band non ha sacrificato un briciolo della propria riconoscibilità artistica: ha ‘interiorizzato’ alla grande tutte le novità, inserendole nel proprio dossier musicale. Se non prima, questa constatazione sarà confermata definitivamente dalla conclusiva … Of Endless Echoes.
L’album «Endless» si sviluppa in modo molto dinamico. Perché è ricco di spunti nelle idee, di conseguenza sono variegati anche gli stati d’animo lungo tutto il suo minutaggio! Anche sulle ali dell’ottima ballad Solitude, che richiama le influenze dei Symphony X, dove la band non perde un briciolo della convincente dinamite artistico-creativa con cui entusiasma l’ultimo lavoro «Endless». Con questo disco i DGM restano tra le migliori band progressive metal della scuola classica. Dritti al centro del bersaglio! Un punto caldo del genere progressive metal a livello globale! Il nuovo album è un’ulteriore prova della straordinaria rifinitura della formazione. Un lavoro di grande esperienza, di quella che arriva con i chilometri percorsi. E per il gruppo è stata una strada lunga e tortuosa. È arrivato il tempo del raccolto e dei frutti abbondanti. «Endless» è un nuovo frutto tra questi e, a quanto pare, così resterà anche in futuro. Il nuovo album è dunque un altro capolavoro nell’opera variopinta di questo stimato quintetto, che per parecchio tempo non vorrà saperne di lasciare i vostri lettori musicali!
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Promises
2. The Great Unknown
3. The Wake
4. Solitude
5. From Ashes
6. Final Call
7. Blank Pages
8. …Of Endless Echoes
Formazione:
Simone Mularoni – chitarra, tastiere
Marco Basile – voce
Emanuele Casali – tastiere, flauto
Andrea Arcangeli – basso
Fabio Costantino – batteria
