Die Ärzte, raid punk rock da pronto soccorso su Lubiana
Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data: martedì, 21.05.2019
Die Ärzte sono considerati uno dei pezzi da novanta del rock’n’roll e del punk rock nei paesi di lingua tedesca del Vecchio Continente. Erano già su tutte le pagine della rivista BRAVO nella prima metà degli anni Ottanta, quando avevano appena iniziato la loro carriera scintillante. Ricordi e nostalgia non sbiadiscono, e negli anni Die Ärzte sono diventati delle vere star, tanto da riempire e sbancare per gioco i palazzetti più grandi di Germania, Svizzera e Austria. Dodici album in studio, oltre sette milioni di dischi venduti in carriera fino a oggi e il singolo fresco di uscita «Drei Mann – Zwei Songs», uscito il 01.05.2019.
Con il nuovo tour chiamato «Miles & More Tour» Die Ärzte hanno fatto un blitz di due settimane in dieci città europee, tra cui Varsavia, Praga, Zagabria e ovviamente la nostra Lubiana! La notizia che avrebbero suonato al CUK Kino Šiška di Lubiana è stata quindi una vera sorpresa. In pratica un’esclusiva da club, che è andata ovviamente sold out in pochi giorni, con i biglietti letteralmente spazzati via dall’armata calorosa e fedele di fan austriaci e tedeschi della band. Quella sera i visitatori sloveni erano solo curiosi capitati lì per caso, mentre anche i vecchi punk rocker sloveni brillavano per la loro assenza, il che, visto che Die Ärzte sono una vera schiera di leggende del punk rock e che si trattava di un’esibizione davvero esclusiva, sorprende non poco, e questo a prescindere dal fatto che, da sloveno, devi prima di tutto masticare il tedesco per divertirti davvero ai concerti della band.
Comunque. I tedeschi, sempre puntuali ed estremamente pignoli, sono saliti sul palco alle nove in punto di sera. Come annunciato. Urla e un’ondata di entusiasmo da stadio hanno accompagnato il loro ingresso sul palco del Kino Šiška, e la band, nella formazione con Farin Urlaub (orig. Jan Vetter) a chitarra e voce, il batterista e incrollabile «vampirologo» Bela B. (orig. Dirk Falsenheimer) e il bassista di origini cilene Rodrigo González, che prima della reunion del 1993 suonava con Bela B. nei Depp Jones, ha salutato il pubblico prima in tedesco, poi gli ha chiesto con garbo di rinunciare per stavolta al «crowd surfing», per motivi di sicurezza.
La band ha messo in piedi una maratona di oltre tre ore, un mix dei brani più amati (gli hit) della carriera e di vecchi classici. Ha suonato senza dubbio anche entrambi i pezzi nuovi del mini EP appena uscito, cioè Abschied e Rückkehr. Tanto parlare tra un pezzo e l’altro, con Bela B. e Farin Urlaub che si rimpallano gli interventi, fa parte del collaudato e immancabile folklore dei loro show, e il pubblico lo aspetta sempre con fame e impazienza. Proprio questi intermezzi sono il campo di battaglia per le raffiche di umorismo. La band ha sparso un bel po’ di messaggi di pace e riconciliazione, che invitano ad accettare la diversità. Che sul palco volino reggiseni non è una novità, e la band ha pure punzzecchiato il pubblico dicendo che più ragazze «a seno nudo» ci sarebbero state durante il concerto, più a lungo avrebbe suonato. Gli errori continui, spesso anche teatralmente voluti, e la lunga ostinazione con una chitarra completamente scordata, che praticamente urla al tecnico di accordarla, sono cose che al vero purista musicale danno di sicuro fastidio all’istante. Ma non ai veri punk rocker e in generale ai fedelissimi di Die Ärzte, che queste maniere da parte della band semplicemente le pretendono. Farin Urlaub non imparerà mai a suonare la chitarra, ma è proprio questo uno degli eterni fascini della band. A metà show la band si è scambiata gli strumenti e Rodrigo ha sfoderato alla chitarra un assolo davvero niente male. A sorpresa la band ha attaccato anche Klaus, Peter, Willi Und Petra, che non suonava dal vivo dal 1985, mentre Tittenmaus è stata eseguita su richiesta, ovvero come bis scelto dal pubblico.
I fan più fedeli sapevano a memoria tutti i versi, dal primo all’ultimo. Tutta la sala sold out del Kino Šiška. Come in trance hanno seguito il teatrino da varietà che arrivava dal palco, con anche una bella dose di autoironia. Immaginatevi i Siddharta che suonano a Berlino e riempiono, anzi sbancano completamente, una sala con 800 sloveni. Era una perfetta festa punk rock alla tedesca, e verso la fine Farin Urlaub non ha dimenticato di chiedere al pubblico quanti amici austriaci ci fossero. Ovviamente una netta maggioranza è esplosa e ha fatto tremare il soffitto della sala. Dopo una buona ora di concerto c’è stata una piccola emorragia. L’ho notato del tutto per caso, trovandomi proprio in quel momento fuori dalla sala. Una ventina di persone ha lasciato il locale. Ma non in massa, bensì alla spicciolata, a intervalli di dieci minuti. Era quel manipolo di sloveni finiti per caso a un concerto dei Die Ärzte che evidentemente ha gettato la spugna.
La band è tornata sul palco per ben tre bis e ha sparato in totale 38 pezzi. Se non ci fosse stato tutto quel parlare, il concerto sarebbe stato più corto, oppure i brani almeno 50. Ma teatro e giullarate devono esserci per forza ai loro concerti. Una festa davvero eccellente, superiore, in cui la band non ha nemmeno bisogno di metterci un’energia particolare, perché il concerto lo porta avanti il pubblico da solo. Il pubblico reagiva in modo teatrale, a briglia sciolta, rivivendo il casino. La chimica tra Die Ärzte e pubblico era eccezionale e irripetibile.
Un concerto decisamente unico e qualcosa di fuori dall’ordinario per la classica offerta di rock e roll in Slovenia. Un concerto eccellente. Un’energia incredibile da parte di un trio carismatico e contagioso. Un evento da club in compagnia di una band davvero grande. E non è un modo di dire: grande davvero. È proprio questo che ha reso l’evento al Kino Šiška qualcosa di speciale, unico e molto probabilmente irripetibile. All’organizzatore sloveno l’invito alla band è di sicuro tornato indietro con gli interessi, e sotto questo aspetto non sarebbe affatto una sorpresa se invitasse Die Ärzte a Lubiana ancora una volta. Un concerto di totale stacco dalla realtà, tagliato secondo la purissima filosofia tedesca della percezione punk rock, a cui vale sicuramente la pena andare (almeno una volta nella vita) anche se il tuo tedesco è un colabrodo.
autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta:
Portsmouth Sinfonia – Also sprach Zarathustra (intro registrato)
1. Rückkehr
2. Bravopunks
3. Wie es geht
4. Lied vom Scheitern
5. Wir sind die Besten
6. 2000 Mädchen
7. Ignorama
8. Ein Mann
9. Punkbabies
10. B.S.L.
11. Perfekt
12. Lady
13. 1/2 Lovesong
14. Sohn der Leere
15. Anti-Zombie
16. Tittenmaus
17. Der Graf
18. Himmelblau
19. Deine Schuld
20. Außerirdische
21. Fiasko
22. Angeber
23. Omaboy
24. Dein Vampyr
25. Klaus, Peter, Willi und Petra
26. Abschied
27. Heulerei
28. Revolution ’94 / Kopfüber in die Hölle
29. Schunder-Song
30. Ist das alles?
—bis I.—
31. Blumen
32. Westerland
33. Zu spät
…bis II.—
34. Schrei nach Liebe
35. Unrockbar
36. Junge
—bis III.—
37. Rettet die Wale
38. Dauerwelle vs. Minipli





















Problemm o majhnem številu slovenskih obiskovalcev je pomoje bolj v tem, da so bile karte razprodane pomoje v treh dneh. V lajfu nisem videl da bi šle karte tako hitro. Vem, ker sem jo hotel kupiti en teden po tistem ko so šle v prodajo.
Upam, da še kdaj pridejo k nam in da jih končno ujamem v živo.
Stari presenečaš. V pozitivnem smislu valjda. Tud to sem razmišljal, da je gotovo eden vzrokov, da so nas nemškogovreči obsedenci enostavno prehiteli v internetnem nakupu vstopnic. Zdej pa resno vprašanje. A bi šu z mano na Jag Panzer 5.6.2019 na Dunaj?