Dirkschneider : Live – Back To The Roots
Etichetta: AFM Records
Data di uscita: 28.10.2016
Durata dell’album: 129.45
Genere: Heavy Metal
Nessuna marcia indietro per Udo Dirkschneider, ex voce storica degli Accept. L’anno scorso il tipo ha deciso di ribattezzare temporaneamente gli U.D.O. in Dirkschneider e di partire per un tour in cui suonerà rigorosamente solo classici degli Accept, e solo quelli del periodo in cui cantava con loro. Su due supporti e per un totale di 24 pezzi ci aspetta quindi un ritorno ai tempi d’oro degli Accept. Doveva essere il tipo di tour dopo il quale, parola di Udo, non avrebbe mai più suonato dal vivo brani degli Accept. Scommetto che, dopo il rilancio degli U.D.O., dovrà rimangiarsi più di una promessa. Ma aspettiamo i fatti. Il tour europeo dei Dirkschneider con un catalogo Accept purosangue si è svolto nella primavera del 2016. Trentuno date su quarantacinque in Europa sono andate sold out per Udo Dirkschneider e la sua banda. Questo documento live arriva proprio da una di quelle, il 02.04.2016, quando i Dirkschneider hanno suonato alla Kamminwerk di Memmingen, in Germania.
In passato Udo ha pubblicato con gli U.D.O. una vagonata di album dal vivo, e sono tutti ottimi. Ha sempre mescolato in scaletta materiale degli U.D.O. e classici degli Accept. E questa è sempre stata la formula vincente che, a ogni live pubblicato, non ha fatto altro che rafforzare la sua fama e il suo valore nel mondo del metal.
Dopo questa registrazione vi sarà subito chiaro che Udo non è solo la voce originale degli Accept, ma quella primaria, elementare. Non ci sono alternative. Udo è gli Accept. Tutti questi classici degli Accept con cui i Dirkschneider devastano Memmingen con una veemenza spietata suonano, a livello vocale, incomparabilmente più sicuri con Udo al microfono che con l’attuale cantante degli Accept, Mark Tornillo. Tornillo è senza dubbio un degno sostituto di Udo, ma Udo è Udo. Dove Tornillo fatica con le note alte dei vecchi classici degli Accept, Udo continua a cantarle senza alcun problema. E questo nonostante gli anni. Con una facilità disarmante. Quando ruggisce è così convincente che ogni ulteriore discussione sull’argomento perde di senso. Pelle d’oca, brividi lungo la schiena. Ora ci chiediamo: perché Udo non canta con gli Accept, se la sua voce è in una forma così fenomenale anche a questa età? Perché si sente molto comodo e al sicuro con gli U.D.O. E perché il vecchietto è furbo. Sa bene che da solo, rifacendo gli Accept, può guadagnare di più che se si unisse o tornasse agli Accept. Anche se la storia dei Dirkschneider si chiuderà quest’anno con il tour europeo autunnale, in futuro Udo potrà riesumarla a piacimento. Quando vuole. Per un altro tour. Magari tra qualche anno.
Con tutto questo ha ovviamente scatenato il caos, perché la qualità di questo prodotto è così alta che, mentre lo ascolti, ti fa venire l’acquolina e ti porta a desideri e pensieri «blasfemi» del tipo: «Udo, torna negli Accept!» Il tipo non ha perso un briciolo del suo carisma vocale, che lo mette in una posizione speciale nel mondo del metal. Anzi. Più passano gli anni, più la voce di Udo matura. Come il vino buono. In tutto questo documento live non cede nemmeno per un attimo (dal punto di vista esecutivo). Giusto perché non sembri tutto troppo perfetto: anche Udo è vulnerabile. Qualche sbavatura vocale si infila nel disco, cosa del tutto logica con le contorsioni vocali che comporta la sua performance urlata, gutturale e dal mordente pazzesco. Un esempio è l’esecuzione di Winterdreams, dove verso la fine gli manca un po’ il fiato. È bello che queste sbavature di Udo siano rimaste. Dimostrano infatti che questo documento, in post-produzione, ha subìto pochi o nessun intervento di «ritocco» da studio. È crudo e autentico al 100%. Dalla sala dritto sul supporto audio!
Sulla band che lo accompagna non serve sprecare parole. Sono una copia fedele degli originali, fino allo spaccare il capello in quattro. Certo, negli assoli c’è qualche differenza (la «manina» di Hoffmann resta unica e inafferrabile), ma per il resto è incredibile quanto siano precisi i Dirkschneider nell’eseguire il materiale degli Accept. Tutti i passaggi armonici suonati su entrambe le chitarre, una sezione ritmica detonante di precisione filigranata, su cui si esaltano riff di chitarra devastanti dalle origini primordiali della scuola teutonica del metal. Udo ha ringiovanito parecchio di recente la sua formazione U.D.O. In squadra ha tenuto lo storico bassista Fitty Weinhold, mentre alle due chitarre ha chiamato il finlandese Kasperi Heikkinen e il russo Andrey Smirnov (che suona la maggior parte degli assoli), e dietro le pelli siede nientemeno che il figlio di Udo, Sven Dirkschneider. Udo e compagnia suonano con grinta e, lungo tutta l’esecuzione, come una macchina ben oliata e assetata di sangue, non mollano di un centimetro. Mordono senza pietà, come se volessero offrire la migliore performance della loro carriera. Il disco finisce per suonare, quasi involontariamente, come una sberla agli Accept di oggi, che dopo la reunion del 2008 e tre album pubblicati (il quarto è in lavorazione) non hanno ancora fatto uscire un documento live.
Cos’altro c’è di così buono in questo prodotto? La scaletta, ovviamente. È fatta di classici degli Accept. Oltre ai pezzi obbligatori, che fanno parte del repertorio di ferro di ogni concerto degli Accept, ci sono anche brani che gli Accept non mettevano in scaletta da un bel pezzo: Flash Rockin’ Man, Head Over Heels, Winterdreams, Wrong is Right, T.V. War, Son Of A Bitch, Starlight, Midnight Highway e Burning.
Se non avete ancora beccato i Dirkschneider dal vivo, quest’autunno avete l’ultima chance. Visto lo strepitoso successo, arrivato per Udo e soci del tutto a sorpresa, i Dirkschneider hanno prolungato la loro avventura con un altro tour. Anche stavolta suoneranno esattamente ciò che incarna «Live – Back to the Roots»: materiale degli Accept, che resta sparato nel miglior modo possibile. Con l’unico e inimitabile Udo Dirkschneider.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.0 / 10
Tracklist:
CD 1.:
1. Intro
2. Starlight
3. Living For Tonite
4. Flash Rockin’ Man
5. London Leatherboys
6. Midnight Mover
7. Breaker
8. Head Over Heels
9. Neon Night
10. Princess Of The Dawn
11. Winterdreams
12. Restless And Wild
13. Son Of A Bitch
CD 2.:
1. Up To The Limit
2. Wrong Is Right
3. Midnight Highway
4. Screaming For A Love-Bite
5. Monsterman
6. T.V. War
7. Losers And Winners
8. Metal Heart
9. I m A Rebel
10. Fast As A Shark
11. Balls To The Wall
12. Burning
13. Outro
Formazione:
Udo Dirkschneider – voce
Andrey Smirnov – chitarra, cori
Kasperi Heikkinen – chitarra, cori
Fitty Weinhold – basso, cori
Sven Dirkschneider – batteria