Live – Back To The Roots (2CD)
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Dirkschneider
Etichetta: AFM Records
Uscita: 2016
Durata: 129:45
Voto: 4.5/5
Per l’ex voce storica degli Accept, Udo Dirkschneider, non si torna indietro. L’anno scorso il vecchio Udo ha deciso di ribattezzare temporaneamente gli U.D.O. in Dirkschneider e di partire per un tour in cui suonare rigorosamente solo i classici degli Accept, quelli del periodo in cui cantava con loro. Su due dischi e 24 pezzi in tutto ci aspetta quindi un tuffo nei tempi d’oro degli Accept. Doveva essere il tipo di tour dopo il quale Udo giurava che non avrebbe mai più suonato dal vivo brani degli Accept. Sono convinto che, dopo il rilancio degli U.D.O., dovrà ingoiare un bel po’ di quelle promesse. Ma aspettiamo i fatti. Il tour europeo dei Dirkschneider con il catalogo Accept purissimo si è svolto nella primavera del 2016. Udo Dirkschneider e la sua banda sono riusciti a fare sold out in trentuno delle quarantacinque date europee. Questo documento live arriva da una di quelle serate, il 2 aprile 2016, quando i Dirkschneider hanno suonato nella sala Kamminwerk a Memmingen, in Germania.
Con i suoi U.D.O., Udo ha pubblicato in passato una valanga di album dal vivo, e sono tutti ottimi, nessuno escluso. Ha sempre mescolato in scaletta il materiale degli U.D.O. con i classici degli Accept. E questa è sempre stata una formula vincente che, a ogni live uscito, non ha fatto altro che rafforzare la sua fama e il suo peso nel mondo del metal.
Dopo aver ascoltato questa registrazione vi sarà chiaro al volo che Udo non è solo la voce originale degli Accept, ma quella primaria, elementare. Non ci sono alternative. Udo è gli Accept. Tutti questi classici degli Accept con cui i Dirkschneider devastano Memmingen con una veemenza spietata suonano, a livello vocale, incomparabilmente più sicuri con Udo al microfono che con l’attuale cantante degli Accept, Mark Tornillo. Tornillo è senza dubbio un degno sostituto di Udo, ma Udo è Udo. Dove Tornillo soffre sulle note alte dei vecchi classici degli Accept, Udo le canta ancora senza il minimo problema. E questo nonostante gli anni. Con una leggerezza da piuma. Quando ruggisce è così convincente che ogni ulteriore discussione sul tema non ha più senso. Pelle d’oca, brividi che ti corrono lungo la schiena. Allora ci chiediamo: perché Udo non canta con gli Accept, se la sua voce è in una forma così fenomenale nonostante l’età? Perché si sente comodo e al sicuro con gli U.D.O. E perché il vecchietto è furbo. Sa bene che da solo può guadagnare di più suonando gli Accept che tornando a unirsi a loro. E anche se la storia dei Dirkschneider si chiuderà quest’anno dopo il tour europeo autunnale, Udo potrà riprenderla quando vuole. In qualsiasi momento. Per un altro giro di concerti. Magari tra qualche anno.
Con tutto questo, naturalmente, ha creato un bel casino, perché la qualità di questo prodotto è così alta che, mentre lo ascolti, ti viene l’acquolina in bocca e ti vengono in mente pensieri »blasfemi« del tipo: »Udo, torna negli Accept!« Il tizio non ha perso nemmeno un briciolo del suo carisma vocale, quello che gli garantisce un posto speciale nel mondo del metal. Anzi. Più passano gli anni, più la sua voce matura. Come il buon vino. In questo live non cede nemmeno per un attimo (dal punto di vista dell’esecuzione). Giusto perché non sembri tutto troppo perfetto: anche Udo è vulnerabile. Qualche stonatura vocale si insinua nel disco, il che è del tutto logico con una voce che è un vero e proprio sforzo, urlata, gutturale e incredibilmente penetrante. Un esempio è l’esecuzione di Winterdreams, dove verso la fine gli manca un po’ il fiato. È bello che queste sbavature di Udo siano rimaste. Dimostrano infatti che questo documento ha subito in post-produzione pochi o nessun ritocco, nessuna di quelle »rifinitine« da studio. È crudo e autentico al 100%. Dalla sala dritto sul supporto audio!
Sulla band che lo accompagna non serve sprecare troppe parole. Sono una copia fedele degli originali, da spaccare il capello in quattro. Certo, negli assoli ci sono differenze (la »manina« di Hoffmann resta unica e inafferrabile), ma per il resto è incredibile quanto i Dirkschneider siano precisi nell’eseguire il materiale degli Accept. Tutte le parti armoniche suonate su entrambe le chitarre, una sezione ritmica detonante di una precisione da filigrana, sopra cui si scatenano riff di chitarra devastanti dalle radici primordiali della scuola metal teutonica. Udo ha ringiovanito parecchio di recente la sua band U.D.O. In formazione ha tenuto il bassista di lunga data Fitty Weinhold, mentre alle due chitarre ha chiamato il finlandese Kasperi Heikkinen e il russo Andrey Smirnov (che suona la maggior parte degli assoli), e dietro i tamburi siede nientemeno che il figlio di Udo, Sven Dirkschneider. Udo e compagni suonano cattivissimi e, con la loro esecuzione da macchina ben oliata e assetata di sangue, non mollano di un centimetro. Mordono senza pietà, come se volessero consegnare la miglior performance della carriera. Il disco finisce quasi per sbaglio per essere una specie di schiaffo agli Accept di oggi, che dopo la reunion del 2008 e tre album pubblicati (il quarto è in lavorazione) non hanno ancora fatto uscire un live.
Cos’altro c’è di così bello in questo prodotto? La scaletta, ovviamente. È fatta di classici degli Accept. Oltre ai pezzi obbligati, che fanno parte del repertorio di ferro di ogni concerto degli Accept, ci sono anche brani che gli Accept non mettono in scaletta da un bel pezzo: Flash Rockin’ Man, Head Over Heels, Winterdreams, Wrong is Right, T.V. War, Son Of A Bitch, Starlight, Midnight Highway e Burning.
Chi non ha ancora beccato i Dirkschneider dal vivo ha quest’autunno l’ultima occasione. Visto lo straordinario successo, arrivato del tutto inaspettato per Udo e la sua squadra, i Dirkschneider hanno allungato la loro permanenza di un altro tour. Anche in questo suoneranno esattamente quello che incarna »Live – Back to the Roots«. Materiale degli Accept, cantato nel miglior modo possibile. Dall’unico e solo Udo Dirkschneider.
Dirkschneider – Midnight Highway (“dal vivo”, 02.04.2016, Kamminwerk, Memmingen, Germania):
Formazione
Udo Dirkschneider – voce
Andrey Smirnov – chitarra, cori
Kasperi Heikkinen – chitarra, cori
Fitty Weinhold – basso, cori
Sven Dirkschneider – batteria
Tracklist
CD 1:
1. Intro
2. Starlight
3. Living For Tonite
4. Flash Rockin’ Man
5. London Leatherboys
6. Midnight Mover
7. Breaker
8. Head Over Heels
9. Neon Night
10. Princess Of The Dawn
11. Winterdreams
12. Restless And Wild
13. Son Of A Bitch
CD 2:
1. Up To The Limit
2. Wrong Is Right
3. Midnight Highway
4. Screaming For A Love-Bite
5. Monsterman
6. T.V. War
7. Losers And Winners
8. Metal Heart
9. I m A Rebel
10. Fast As A Shark
11. Balls To The Wall
12. Burning
13. Outro