Domenica rovente a Hammersmith con i Def Leppard
Luogo: Hammersmith Apollo, Londra, Regno Unito
Data del concerto: 17.06.2006
Presenze: 5039
Prezzo del biglietto: 11.500 SIT (32,50 GBP)
Ce l’abbiamo fatta, anzi, ce l’ho fatta: finalmente ho visto i Leppard a Hammersmith, Londra. Il vecchio teatro dal nome leggendario può ospitare un pizzico più di 5000 persone, e al concerto di domenica si è visto eccome.
Erano appena le 17.30 e sulla strada rovente davanti alla sala c’era già una coda di fan lunga una trecento metri, e tutti aspettavamo impazienti che alle 19.00 aprissero le porte. L’ingresso in sé è stato tranquillissimo e sorprendentemente veloce (più di un organizzatore sloveno potrebbe prendere esempio dagli isolani).
Finalmente dentro, al fresco, di nuovo in coda per qualcosa di liquido e rinfrescante, e un attimo dopo eccoci nella sala stracolma, che offre un’ottima visuale sul palco da qualsiasi angolo. La folla rumorosa aspettava impaziente l’inizio mentre, quasi nel buio totale, fissavamo tutti il grande telo sopra il palco con la proiezione dell’album Yeah!.
Alle 19.30 in punto si sente un accento irlandese un po’ attempato: è il cantante della band spalla The Sensational Alex Harvey Band. In poco meno di mezz’ora hanno chiuso il loro set, in cui per i miei gusti c’era un pezzo buono e basta; per il resto erano di sicuro pensati per un pubblico un po’ più âgé, ma vabbè. Ancora qualche minuto di pausa perché i roadie preparino il palco per i Cheap Trick, band che aveva accompagnato i Leppard già nel tour nordamericano dell’anno scorso. Poco dopo le 20:00 risuonano le chitarre di altri vecchi volponi che presentavano anche loro il nuovo disco in studio, in particolare con delle chitarre “custom made”, di cui ne hanno sfoggiate parecchie. Un’ora di set con i loro più grandi successi e qualche pezzo del nuovo album. A dire il vero, si vedeva che quelli venuti solo per i Leppard guardavano già un po’ di traverso e aspettavano la fine dei Cheap Trick, e alle 21.00 ci siamo finalmente arrivati.
Sono le 21:00, quindi ai Leppard restano al massimo 1 ora e 45 di show, che sarebbe splendido, ma siccome sarebbe stato troppo perfetto, i tecnici hanno dovuto trafficare sul palco per una buona mezz’ora, così che poco prima delle 21.30 è finalmente iniziato il succo della mia gita da weekend sull’Isola. Hellraiser ha aperto la serata e già dall’inizio si capiva che sarebbe stata una festa pazzesca. Il suono era eccezionale, potente con la giusta dose di bassi, Elliott aveva accordato bene le sue corde vocali, come gli altri i loro strumenti. A completare l’ottimo audio, hanno aggiunto anche un accompagnamento visivo eccellente sul telo dietro il batterista, dove scorrevano animazioni con i classici motivi alla Leppard e naturalmente immagini dal vivo, che hanno dato una dimensione speciale a tutto l’evento. .
Seguono alcuni pezzi ottimi, soprattutto Let it go, che ha chiuso alla grande, in puro stile rock, quella che è stata più o meno la prima parte. Come seconda parte sono arrivati i brani del nuovo album Yeah!, dove al pubblico, nonostante un caldo ormai quasi insopportabile, non è mancata l’energia per saltare sui ritmi di 20’th Century Boy, Hangin’ On The Telephone e dell’attuale singolo Rock On. Come si addice al tema rock, la festa continua con una versione dilatata dell’ottimo Rocket, seguita da un attimo di respiro, perché per la terza parte hanno preparato tre pezzi da urlo uno dietro l’altro, senza pause. Armageddon It, Photograph e Animal hanno fatto tremare Hammersmith da cima a fondo. Come sempre Rock Of Ages è stata presentata da Rick Allen, il batterista che da anni e anni pronuncia quelle quattro parole di apertura che ancora oggi in pochissimi capiscono.
E questo è tutto, be’, quasi, ovviamente c’è ancora il bis. La ballad When Love & Hate Collide non era proprio la scelta migliore, per me, in un repertorio senza pezzi lenti, ma vabbè, che i ragazzi suonino fino in fondo come si deve, perché stiamo ancora aspettando uno dei brani chiave degli ultimi vent’anni…Pour Some Sugar On Me, che è arrivata come chiusura del tour inglese di due date e insieme ha chiuso la tranche europea del tour di Yeah!.
I ragazzi hanno lasciato un sacco di entusiasmo e belle sensazioni in un pubblico visibilmente sfinito, ma nessuno avrebbe detto di no a qualche pezzo in più. Peccato davvero che la scaletta sia stata più corta del previsto, ma il merito va alle autorità londinesi, che dopo le 22:45 vogliono dormire in pace.
Setlist
01.Hell Raiser
02.Rock Rock (Till You Drop)
03.Let’s Get Rocked
04.Make Love Like A Man
05.Promises
06.Hysteria
07.Let It Go
08.20’th Century Boy
09.Hanging On The Telephone
10.Rock On
11.Rocket
12.Photograph
13.Armageddon It
14.Animal
15.Rock Of Ages
———bis———-
16.When Love & Hate Collide
17.Pour Some Sugar On Me
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