Downwind

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gong
Etichetta: Arista Records
Uscita: 09.02.1979
Durata: 40:06
Voto: 4/5

Nel 1977 l’eccentrico musicista australiano Daevid Allen decise di rimettersi alla guida della sua versione dei leggendari Gong, pionieri della scena canterburiana del progressive rock, sotto il nome provvisorio di Planet Gong. Al batterista francese Pierre Moerlen, che aveva ereditato da Allen quel che restava dei Gong spacerock e negli anni seguenti li aveva trasformati in un vero collettivo jazz rock fusion, non restò altro da fare che mettere il proprio nome sulla band, per evitare la confusione che sarebbe potuta nascere sui diritti d’autore. »Downwind« fu il primo album ufficiale della fazione Gong di Moerlen, nata ufficiosamente già nel 1976 con »Shamal«.

Pierre, suo fratello minore Benoit alle percussioni, il bassista Hansford Rowe (che in seguito avrebbe co-fondato i Gongzilla), il nuovo chitarrista Ross Record e il percussionista Francois Causse decisero per »Downwind« di ritoccare un po’ la ricetta jazz fusion strumentale ormai collaudata, con un sacco di percussioni di ogni tipo, e fecero una cosa che, a parte »Breaktrough« (1986) , non avrebbero più ripetuto in nessun album dei Pierre Moerlen’s Gong – sfornarono due ibridi hard rock/pop/soft rock, »Aeroplane« e »What You Know«, dove ha lasciato il suo segno come ospite l’ex chitarrista dei Rolling Stones Mick Taylor, alla sua seconda collaborazione con i Gong di Moerlen. Entrambi questi pezzi atipici, con il chitarrista Record alla voce, lasciano parecchio perplessi, perché ricordano un incontro non proprio riuscitissimo tra Uriah Heep e Air Supply. Aver deciso di non rifare niente di simile negli album successivi, »Breaktrough« a parte, fu quindi la scelta giusta.

»Crosscurrents« ricorda nello stile l’approccio al jazz fusion che Moerlen aveva imposto sul predecessore in studio »Expresso II« (1978) – dominio assoluto di batteria e percussioni di ogni genere. Tra i prestigiosi ospiti stavolta spicca Mike Oldfield, che ha messo la sua inconfondibile firma chitarristica sull’ottima title track di dodici minuti, dall’impronta progressive rock, dove alle tastiere c’è anche Steve Winwood (Traffic), un’altra leggenda dell’età d’oro del progressive rock. Ottimo anche lo strumentale »Emotions«, dove tra i suoni fragili del vibrafono e i sipari sinfonici a conquistare di più è la malinconica violino di Didier Lockwood (Magma). È incredibile come il suono di chitarra così caratteristico di Oldfield si prenda il centro della scena e faccia sembrare questo pezzo, intriso di atmosfere mistiche, un brano solista dimenticato del suo periodo creativo migliore.

Convince meno la cover, comunque dignitosa, della delizia ritmica »Jin-Go-Lo-Ba«, creata nel 1959 dal percussionista nigeriano Babatunde Olatunji e resa popolare soprattutto dai Santana, che nel 1969 l’avevano ripresa con il titolo »Jingo« per il loro album d’esordio, anche se oltre ai Gong di Moerlen l’hanno rifatta in seguito parecchi altri musicisti. La direzione sonora che avrebbe poi prevalso nelle uscite successive dei Gong di Moerlen è forse rappresentata al meglio dal brano di chiusura »Xtasea«, pieno di variazioni percussive con bacchette «a martello», morbidi arrangiamenti di violino e succose parti di chitarra, mentre in primo piano c’è un’atmosfera straordinariamente piacevole.

Con »Downwind« i Gong di Moerlen hanno toccato lo zenit creativo e messo a segno un altro album molto interessante, che in certi punti però mostrava già qualche crepa e i primi piccoli segnali di crisi creativa. A dire il vero non c’era niente di strano se poi, sul piano creativo, le cose con le uscite in studio successive, sempre più vuote dal punto di vista artistico, sono andate solo in discesa. Ironia della sorte: dei tre pezzi di stile diverso con cui Moerlen voleva dare una ventata d’aria fresca al suono della band su »Downwind«, a convincere davvero è stata solo la title track, mentre le due composizioni commerciali con elementi soft rock non le avrebbe rimpiante nessuno.

Formazione

Pierre Moerlen – batteria, percussioni, organo, sintetizzatore, piano elettrico, voce
Hansford Rowe – basso
Ross Record – chitarra, voce
Benoît Moerlen – vibrafono
François Causse – percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Mike Oldfield – chitarra, basso, tamburo irlandese (3)
Steve Winwood – tastiere (3)
Didier Malherbe – sassofono (3)
Didier Lockwood – violino (2,6,7)
Mick Taylor – chitarra (5)
Terry Oldfield – flauto (3)

Produzione

Pierre Moerlen

Tracklist

1. Aeroplane (2:39)
2. Crosscurrents (6:11)
3. Downwind (12:30)
4. Jin-Go-Lo-Ba (3:24)
5. What You Know (3:40)
6. Emotions (4:44)
7. Xtasea (6:39)

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