Gilgamesh

0 13

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gilgamesh
Etichetta: Caroline Records
Uscita: 1975
Durata: 37:04
Voto: 4/5

La scena di Canterbury del progressive rock britannico era fatta di un sacco di gruppi pittoreschi e, a livello di stile, incredibilmente diversi tra loro. Tra i rappresentanti più interessanti di quella scena c’erano senza dubbio i Gilgamesh, che prendono il nome dall’antico re-eroe divino sumero e che, per buona parte della loro carriera relativamente breve – due album in studio – hanno puntato tutto sul jazz fusion.

I Gilgamesh sono stati fondati nel 1972 dal tastierista Alan Gowen e dal batterista Mike Travis, mentre negli anni successivi nelle loro file è passata una marea di musicisti di enorme talento. Per gran parte della carriera sono rimasti strettamente legati ai colleghi di Canterbury Hatfield And The North e National Health, con cui hanno condiviso una bella serie di concerti e scambi di membri. Nella prima incarnazione dei Gilgamesh c’era anche il futuro bassista hard rock/metal Neil Murray (Colosseum II, National Health, Black Sabbath, Whitesnake, Gary Moore, Brian May, MSG e tantissimi altri), che più tardi è tornato per un breve periodo dai vecchi compagni.

Nel 1975 la fortuna ha finalmente sorriso ai Gilgamesh, che sono riusciti a firmare con la Caroline Records e a registrare lì il loro omonimo esordio, oggi considerato un classico della scena di Canterbury e del jazz rock fusion. L’album si apre con una suite epica di dieci minuti in tre parti, in cui spicca quella centrale dal titolo comico »Phil’s Little  Dance – For Phil Miller’s Trousers«, dedicata al maestro della chitarra Phil Miller (Hatfield And The North, National Health, Matching Mole, Short Wave): contiene un motivo etereo costruito sulle vocalizzazioni che Gowen crea con le tastiere, fragili arrangiamenti di pianoforte e malinconici passaggi di chitarra firmati Phil Lee, sostenuti da sottili linee di basso di Jeff Clyne.

Il sound di »Gilgamesh« è per la maggior parte strumentale: un jazz rock fusion melodico e malinconico, con arrangiamenti raffinati e funambolismi di chitarra, mentre a livello di stile i più vicini a loro sono Hatfield And The North e National Health. Dopo un’apertura eccellente arriva il pezzo più breve, »Lady And a Friend«, costruito su passaggi di chitarra acustica e arrangiamenti di pianoforte da natura morta. »Notwithstanding« è una composizione decisamente più complessa, con tanti cambi di tempo insoliti e ‘capricci’ di chitarra imprevedibili, il tutto condito da sottili sfumature ritmiche. »Arriving Twice« è una breve ouverture incentrata sul pianoforte che introduce la successiva suite complessa in tre parti, meno entusiasmante di quella d’apertura, ma in cui l’interazione tra giri ritmici complessi e fluidi, variazioni di chitarra e cupi arrangiamenti sinfonici torna a livelli invidiabili.

»For Absent Friends« è una breve ninna nanna per chitarra acustica, seguita dall’ultima suite in tre parti dell’album, che per qualità non ha niente da invidiare all’epica d’apertura. A un’introduzione misteriosa segue una sezione turbolenta, con passaggi di chitarra scintillanti, salti di batteria da garage e brillanti arrangiamenti al piano elettrico, mentre le intelligenti soluzioni ritmiche si alternano di continuo. Il risultato finale è una vera prelibatezza per tutti i buongustai del jazz rock fusion.

I Gilgamesh forse non sono stati i rappresentanti più innovativi e divertenti della scena di Canterbury, ma nella loro breve esistenza hanno firmato con l’esordio senza dubbio uno dei classici di questo movimento musicale. Poco dopo l’uscita del disco si sono sciolti. Gowen ha allora fondato i National Health insieme a Dave Stewart, ma nel 1977 ha deciso di registrare ancora un album dei Gilgamesh, intitolato »Another Fine Tune You’ve Got Me Into« (1979), in cui è comparso anche l’ex bassista dei Soft Machine Hugh Hopper. Il ritorno è durato poco e oggi, purtroppo, la figura e l’opera dei Gilgamesh sono note solo ai fan più devoti della scena di Canterbury del progressive rock.

https://www.youtube.com/watch?v=AW8Zia28FRI

Formazione

Alan Gowen – pianoforte acustico ed elettrico, clavinet, sintetizzatore, mellotron, arrangiamento vocale (7-c)
Phil Lee – chitarra
Jeff Clyne – basso, contrabbasso
Michael Travis – batteria, percussioni

MUSICISTI OSPITI:
Amanda Parsons – voci di accompagnamento (1-c,7-c)
Dave Stewart – arrangiamenti vocali (7-c)

Produzione

Gilgamesh e Dave Stewart

Tracklist

1. One End More / Phil’s Little Dance – For Phil Miller’s Trousers / Worlds Of Zin (10:20)
– a) One End More
– b) Phil’s Little Dance – For Phil Miller’s Trousers
– c) Worlds Of Zin
2. Lady and Friend (3:44)
3. Notwithstanding (4:45)
4. Arriving Twice (1:36)
5. Island Of Rhodes / Paper Boat – For Doris / As If Your Eyes Were Open (6:39)
– a) Island Of Rhodes
– b) Paper Boat – For Doris
– c) As If Your Eyes Were Open
6. For Absent Friends (1:11)
7. We Are All / Someone Else’s Food / Jamo And Other Boating Disasters – From The Holiday Of The Same Name (7:48)
– a) We Are All
– b) Someone Else’s Food
– c) Jamo And Other Boating Disasters – From The Holiday Of The Same Name
8. Just C (0:45)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie