Dream Evil: Metal Gods
Etichetta: Century Media Records
Data di uscita: 26/7/2024
Produzione: Fredrik Nordström
Durata dell’album: 41.24 min
Genere: Power Metal
Voto: 8.0/10
I Dream Evil sono una formazione power metal svedese con una carriera decisamente più lunga di quanto lasci intuire il numero di album pubblicati. La band nasce nel 1999. Sui primi tre dischi alla chitarra c’era Gus G. (Firewind, ex-Ozzy Osbourne) e dietro le pelli Snowy Shaw (tra gli altri King Diamond, Therion,…), il che la dice lunga sul potenziale del gruppo. Nella prima fase la band si è fatta notare in fretta dalla comunità metal. In tre anni ha sfornato tre album in studio di fila, che oggi sono un capitolo a parte, con «The Book Of Heavy Metal» (2004) che a vent’anni dall’uscita resta ancora il disco centrale. Nei suoi primi anni il gruppo si è guadagnato visibilità anche grazie al ruolo di opening act nel tour di «Crimson Thunder» dei connazionali HammerFall.
Poi il carro ha cominciato piano piano a rallentare. «Six» (2017), il predecessore di questo «Metal Gods», non è riuscito ad andare oltre quelli che lo avevano preceduto. Sono passati altri sette anni. Fino al settimo album! Che torna a mostrare una buona dose di abilità nel maneggiare l’arte del ‘riciclo’ di elementi che nel power metal da anni consideriamo cliché. Stavolta però i Dream Evil hanno re-impacchettato il tutto davvero bene, portandolo a un livello di produzione e di composizione che con qualche azzeccata marcia da inno ti prende in modo orecchiabile e convincente. Il risultato rimette decisamente il gruppo sotto i riflettori, e finalmente merita di nuovo un’attenzione più ampia.
Da un bel po’ il gruppo ha fatto propria anche una vena di ‘parodia’. Lo dimostrano alcuni testi, e anche i video, e visto l’eterna condanna di una musica incasellata in formati generici questo sicuramente gli giova, perché un ‘travestimento’ del genere allontana volentieri chi ascolta dal rimuginare troppo sul contenuto musicale in sé. Però i Dream Evil si ‘truccano’ troppo poco per diventare grandi come Sabaton, Powerwolf, Gloryhammer e compagnia… I Dream Evil restano in un certo senso i ‘Primal Fear svedesi’, con Niklas Isfeldt nei panni del ‘Ralf Scheepers svedese’. Incrocia un po’ di bibbia dei Judas Priest con il revival degli HammerFall a cavallo del millennio e ottieni più o meno la direzione giusta, quella che fa centro.
L’album è una bomba power metal nel senso più classico del termine. Distruttivo, potente, spaccone e pomposo. Aggressività e musicalità si danno la mano con scioltezza. I fan di vecchia data lo accoglieranno di sicuro a braccia aperte. Un mazzuolo dietro l’altro. Dalla title track d’apertura, all’attacco, alla velenosa Chosen Force, fino all’inno The Tyrant Dies at Dawn e alla fulminante, affilatissima Lightning Strikes che le tiene dietro. La cannonata più che convincente non cala nemmeno nella seconda metà del disco, con Born In Hell e NIght Stalker. Le melodie vocali sono sostenute dai cori di tanti omoni in coro (un trucco che gli HammerFall usano da sempre, ma i colpevoli di tutto, da tempo immemore, sono ovviamente gli Accept).
Un power metal compatto e, in tutto e per tutto, ‘riciclato’ alla grande, che ti prende subito. Con un diretto al volto. Dritto in fronte, senza pensarci. Era questo che cercavano i Dream Evil. Esattamente questo. Un modo per riavvicinarsi alla loro prima fase. E stavolta, dopo l’uso non proprio riuscito della stessa formula sul predecessore «Six», ci sono finalmente riusciti.
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Metal Gods
2. Chosen Force
3. The Tyrant Dies At Dawn
4. Lightning Strikes
5. Fight In The Night
6. Masters Of Arms
7. Born In Hell
8. Insane
9. Night Stalker
10. Y.A.N.A.
Formazione:
Niklas Isfeldt – voce
Mark Black – chitarra solista
Fredrik Nordström – chitarra ritmica
Peter Stålfors – basso
Sören Fardvik – batteria
Chitarristi ospiti:
Jonathan Thorpenberg (The Unguided)
Tommy Johansson (ex Sabaton)
Chris Amott (ex Arch Enemy / Dark Tranquillity)
