Palace: Reckless Heart
Etichetta: Frontiers Music Srl.
Data di uscita: 12. 7. 2024
Produzione: Michael Palace
Durata dell’album: 43.09 min
Genere: AOR revival
Voto: 9.0/10
Anche con il nuovo album, Palace resta fedele al revival dell’AOR. Dietro al nome Palace c’è un visionario della musica, polistrumentista, cantante, compositore e produttore: Michael Palace (musicista svedese nato in Lituania). Un talento enorme, da sottolineare. Il tizio, che per l’etichetta Frontiers Music Srl. ha fatto da prezioso session man (ha scritto materiale e suonato la chitarra negli album di Toby Hitchcock, First Signal, Kryptonite, City Of Dawn, Adrenaline Rush, Find Me, Big Time), dal 2016 pubblica album in studio anche con il nome Palace. L’ultimo, «Reckless Heart», è uscito quindi a metà luglio di quest’anno ed è il quinto album di Palace in totale.
Il nuovo disco segue la filosofia artistica dei predecessori, e per qualità si avvicina più di tutti a «One For A Road» (2022), cosa piuttosto logica, visto l’incredibile momento di ispirazione che questo musicista mantiene e porta con grande coraggio da un album all’altro. Dischi che mostrano una maturazione. Per quanto sia tutto AOR revival, anche nell’ultimo lavoro ogni cosa sta esattamente dove deve stare. Al posto giusto, insomma. «Reckless Heart» ti spara dritto in mezzo alla spensieratezza e alla gioia degli anni Ottanta. Parecchi brani del nuovo album potrebbero finire senza problemi in qualche film d’azione o fantasy cult di quegli anni, tipo «Top Gun», «Electric Dreams», «Flashdance» e «Back To The Future», e Palace farebbe milioni con i singoli. Ma i tempi, nel nuovo millennio, sono tutt’altri, e di un successo commerciale nel campo di genere che Palace occupa non si può proprio parlare. Uno dei pezzi del nuovo album si intitola addirittura Back In ’85.
Inno dopo inno. Pomp su pomp! Con la botta bombastica dei grandi ritornelli, dove i pezzi si rubano la scena per tutto l’album, «Reckless Love» non è per niente inferiore al predecessore «One For The Road». Palace sforna un nuovo album in studio a intervalli relativamente brevi, due anni. Le idee e la carica creativa non gli mancano, il che è importantissimo, perché con uscite così ravvicinate si è sempre spinti sul ghiaccio sottile della credibilità artistica. Ma sugli 11 pezzi nuovi in totale, di stanchezza creativa non c’è traccia.
Qui ci sono artisti come Radioactive, CWF, Newman, Houston e Work of Art, tra cui si trovano parallelismi molto vicini negli espedienti artistici di composizione e produzione, mentre nello stile di scrittura Palace strizza l’occhio alla tradizione dell’AOR americano della west coast, e in primo luogo salta in mente la maestria di uno come Jim Peterik (ex-Survivor). Si sentono anche la parte centrale e la seconda metà della carriera dei Toto, come una delle ispirazioni fondamentali. Michael Palace è un perfezionista. Ha un senso straordinario per lo sviluppo della musicalità, ed è incredibilmente furbo quando c’è da spingere atmosfere avvolgenti fino a un pomp marcato e al dramma da teatro. E in effetti ha fatto tutto da solo. Certo, al clic non ha potuto sfuggire, ma non è nemmeno importante. La sua voce è la cosa più essenziale. Una vera calamita, fatta su misura per il genere con cui Michael si muove. Tutti gli altri elementi che accompagnano la voce e costruiscono il paesaggio sonoro strumentale sono distribuiti in un equilibrio brillante. Fraseggi di chitarra in primo piano, circondati da strati di sintetizzatori carichi del carattere sonoro scintillante e frizzante (in senso positivo) degli anni Ottanta, in un contrasto sempre di buon gusto con la spinta elastica del ritmo. C’è la voce principale vestita al momento giusto, al posto giusto e al momento giusto con armonie vocali aggiuntive. Non mancano assoli di chitarra ben costruiti. Sul nuovo album Palace si è buttato negli Ottanta con più grinta che mai, per trovare l’anello mancante tra il 1985 e il 2024. Ascoltando «Reckless Heart» ti vengono in mente tutti quegli artisti solisti di successo commerciale degli anni Ottanta, da Richard Marx, Michael Bolton (fino a «The Hunger» compreso), a Rick Springfield, Bryan Adams, Stan Bush,…
Revival e colpi dritti al cuore della nostalgia! L’AOR degli anni Ottanta tornato in vita. Ancora una volta. Stavolta persino con più intensità di quanto ci si potesse aspettare. Vedremo per quanto tempo Palace continuerà a sfornare album così e quando gli finirà il fiato, ammesso che gli finisca. Arriverà quel momento di saturazione artistica, o Michael Palace resterà con la sua macchina del tempo comodamente spaparanzato, in un’ibernazione profonda di ‘electric dreams’ in pieni anni Ottanta?
Autore: Aleš Podbrežnik
Tracklist:
1. Reckless Heart
2. The Widow’s Web
3. Back In Your Arms
4. Girl Is An Angel
5. You Give Me A Reason To Live
6. Back To ‘85
7. For The Love
8. Turn This Car Around
9. Weightless
10. Move Me
11. Stronger By The Day
Formazione:
Michael Palace – voce, tutti gli strumenti
