Eden

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Artista: Forgotten Eden
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: year
Voto: 1.5/5

Questa è una delle recensioni più difficili che mi sia toccato scrivere. Arrivano i simpatici ragazzi di Veliko Ubeljsko (sotto il Nanos) Forgotten Eden, ora semplicemente Eden, con il primo vero album in dieci anni di carriera. Sono davvero intraprendenti, perché coltivano uno stile musicale che oggi è clinicamente morto. Soprattutto in Slovenia. Come stile e come produzione del suono. Parliamo di hard rock melodico. Che non è affatto “out of date&shape” se riesci a vestire le idee con la giusta produzione, e contano anche altri fattori, come armonie vocali stratificate, ricche e ben fatte, e il giusto incastro tra i colori vivaci del dialogo fra riff di chitarra e tastiere. Nessuno di questi tre fattori è, per gli Eden, lontanamente rifinito alla perfezione. Hard rock melodico e AOR richiedono bombast, una produzione bombastica, che sull’album “Eden” manca parecchio.

La voce è potente e convincente nei registri alti e altissimi. Il modo di accentare i versi inglesi è un po’ goffo e in quei punti la melodia scappa dalla musica. Sarebbe bene che in futuro la band dedicasse più attenzione all’inglese, adattando e impostando i versi a un livello più alto di cantabilità. Questa goffaggine si sente soprattutto nei registri medi e medio-bassi. Meno male che qui non abbiamo a che fare con lo sloveno, cosa che la canzone Krompirjeva noč (versione slovena del brano Tonight Is The Night) conferma in pieno. Nei registri bassi la voce diventa perfino sottile, a dimostrazione che l’accordatura scelta per gli strumenti non le si addice granché: sarebbe meglio evitare il più possibile quell’intonazione in futuro, scegliere un registro più alto, oppure abbellirla a dovere con delle armonie.

Sia i riff di chitarra che le tastiere sono troppo distanti in produzione, troppo bassi, senza un vero legame reciproco e un intreccio coerente, quindi non creano un volume sonoro adeguato dove far adagiare la voce. Tonight Is The Night è l’esempio che mostra questo difetto nel modo più evidente, seguita a ruota da Girl In Love e It’s My Love, che si trova già sull’album “Forgotten Eden”. Con questa produzione “sorda” dei riff (Attenzione! Gli Eden hanno due chitarre!!!) in certi punti dell’album ti viene la sensazione di aver infilato nel lettore CD un disco di vecchio materiale inedito dei Pop Design, cantato da capo in inglese, o una nuova reincarnazione di qualcosa tipo i Rendez Vous. Siccome sull’asse riff-tastiere sullo sfondo manca la pienezza sonora, la voce a tratti, soprattutto quando si lancia nelle urla gutturali, sporge in modo troppo grezzo. Per questo può risultare perfino fastidiosa, un peccato, vista l’alta qualità che raggiunge.

I ritornelli di Straight, I Can’t Wait, Nightfalls, The End e Electric Night hanno un bel potenziale, che la mano di una produzione giusta avrebbe di certo potuto plasmare in modo molto più impressionante ed espressivo. Anche l’impostazione di questi pezzi è impressionante e i ragazzi non nascondono affatto doti e talento musicale. Nonostante certe critiche pungenti, per tutto l’album brilla l’assolo di chitarra, mai pretenzioso, che garantisce fluidità e melodia ai brani. Ma a causa della produzione piatta all’album mancano dinamica e vivacità. Il suono sembra monodimensionale e il disco nel complesso molto “indietro coi tempi”. Immagina cosa succederebbe se i Deep Purple provassero a misurarsi con i Journey, oppure ripensa a quanto fossero spaesati e persi i Rainbow di Blackmore quando negli anni Ottanta si dedicarono alle furbate AOR.

Nel complesso la cosa è senza dubbio migliorata, qualitativamente, rispetto a “Forgotten Eden”, su cui non riesco proprio a decidermi se sia un EP o un vero album in studio (controlla la durata!). Nonostante le nuove idee fresche che i ragazzi propongono, l’album “Eden” presenta ancora parecchi buchi, per rattoppare i quali la band dovrà in futuro usare un bel po’ di filo di casa. Prima di tutto bisogna spingere i riff di chitarra molto più avanti, aggiungere un suono moderno di tastiere, arricchire la voce con una giusta gamma di armonie a più voci, liberarsi dell’uso arcaico dei synth e migliorare il canto in inglese.

Detto questo, gli Eden sono una realtà musicale slovena, sono una vera band, sono rappresentanti dell’hard rock. Il coraggio ai ragazzi di certo non manca, visto che si misurano con un genere in cui tutto è già stato cantato, detto e scoperto e in cui la Slovenia non ha mai avuto una vera tradizione o continuità. Diciamo che oggi sulla scena la stanno costruendo appena, gli Eden, insieme a gruppi come Mary Rose, Seventh Angel, Rock Shock, Stone Orange, Black Diamond, ecc… Una figura importante in Slovenia, in questo senso. Non c’è dubbio che i ragazzi in futuro non miglioreranno l’album “Eden” con i suoi successori. Il metal in Slovenia è al momento in forte espansione e l’hard rock lo segue a ruota, con un certo ritardo, ma lo insegue con ostinazione.

Formazione

Jure Počkaj – voce, chitarra
Edo Sabljaković – chitarra
Iztok Kocen (Jimmy) – tastiere
Nejc Počkaj – basso, voce di accompagnamento
Miha Nedoh – batteria

Produzione

Jadran Ogrin & Eden

Tracklist

1. 1998
2. Straight
3. i Can’t Wait
4. Nightfalls
5. Tonight Is The Night
6. Electric Night
7. It’s My Love
8. Girl And Love
9. Final
10. The End
11. Krompirjeva noč*

*…bonus track

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