Tigrova Mast
Artista: Tigrova Mast
Etichetta: Raig
Uscita: 2007
Voto: 4.4/5
La band croata Tigrova Mast è nata quando il chitarrista e tastierista dei Seven That Spells, Niko Potočnjak, ha trovato altri due pazzi disposti a dargli una mano a creare una musica il più sballata e sperimentale possibile, ancora più dei Seven That Spells.
I Tigrova Mast suonano una musica che si fa fatica a definire in altro modo se non d’avanguardia. Il termine sembra cucito addosso a loro, perché sono davvero così diversi. Il bello è che sono diversi senza sforzarsi. Si vede che seguono e basta la musica che vogliono suonare, e quella carica si sente anche nelle composizioni, talmente piene di entusiasmo da stamparti un sorriso in faccia. Oltre agli elementi sperimentali c’è un sacco di psichedelia, soprattutto nei temi d’organo. E ovviamente non mancano nemmeno le parti arabeggianti e balcaniche. Insomma, tutto quello che ha la giusta energia finisce su questo album.
Anche il file divx che mostra la band durante un concerto a Zagabria dice parecchio sull’energia incredibile di questa formazione. È un vero casino punk e metal, anche se nella musica non c’è nemmeno una chitarra. Quando vedi i ragazzi salire sul palco, pensi che sarà una cavolata. Niko Potočnjak suona una tastierina in miniatura e molti penserebbero a un giocattolo per bambini. Ma quello che quel tipo combina con questo “giocattolo” è pazzesco.
I Tigrova Mast fanno musica d’avanguardia contemporanea. Potremmo dire che sono una specie di evoluzione dei Mr. Bungle, o che c’è un bel po’ di Ruins (ma senza voci). Potremmo tirare in ballo band simili, ma il fatto è che questi ragazzi non seguono le mode. Suonano una musica tutta loro, schiacciasassi, che ti trascina con il suo entusiasmo e la sua spinta.
All’inizio la musica sembra abbastanza semplice, ma più la ascolti e provi a seguirne gli schemi, più ti accorgi che è composta e strutturata in modo eccezionale, e anche i ritmi sanno essere parecchio ostici. A prima vista un trio con l’energia e l’approccio punk, ma sotto c’è molta più profondità e conoscenza musicale.
Come capo non ufficiale della band si potrebbe indicare Niko Potočnjak (o Brain). Suona delle tastiere in miniatura chiamate microkorg. Il suono è quello di organi d’altri tempi e l’effetto è davvero particolare. A volte mi sembra di essere negli anni Sessanta, altre volte suonano moderne. Roba splendida! Poi c’è il bassista pazzo, con linee bombastiche, pulsanti, importantissime e quasi metal. Il suono del basso è bello in primo piano, e fa benissimo. Anche Jannick Top stava in primo piano nei Magma. Infine c’è il batterista, che tiene il ritmo alla grande e non ha certo un lavoro facile, visto che i ritmi sono spesso piuttosto complicati.
Questa band è incredibile. L’energia che si sente sia sull’album in studio sia nella registrazione dal vivo è fantastica. I ragazzi sanno suonare, ma sanno anche divertirsi. Sono dei veri intrattenitori e non stupisce che si siano interessati a loro anche i giapponesi (al mastering dell’album c’era il leggendario Yoshida Tatsuya (Ruins, Koenjihyakkei)). L’album è una follia sperimentale totale, un’esplosione selvaggia che non si trova neanche in molti dischi metal e punk. Tutti gli amanti della musica selvaggia, sperimentale e d’avanguardia contemporanea si divoreranno questo disco, perché passa in un lampo. Non ti accorgi nemmeno che sono passati 33 minuti (più altri 37 di video). Una delle migliori band di oggi, su questo non ho dubbi. Spero solo che prima o poi passino di nuovo per la Slovenia, così posso vivermi di persona la loro energia pazzesca.
————————————————————————————————————————————————
La band croata Tigrova Mast è nata quando il chitarrista e tastierista dei Seven That Spells, Niko Potocnjak, ha trovato altri due pazzi disposti ad aiutarlo a creare la musica più strampalata che si possa immaginare, ancora più dei Seven That Spells.
I Tigrova Mast suonano una musica difficile da descrivere con un termine diverso da avanguardia. Sembra il più adatto a loro, proprio perché sono così diversi. Ma il punto è che sono diversi senza nessuno sforzo reale. Si vede che suonano la musica che vogliono suonare e questo si sente nelle composizioni, così entusiaste ed esuberanti da farti spuntare un sorriso. Oltre agli elementi sperimentali ci sono anche influenze psichedeliche, soprattutto nel suono antiquato dell’organo. Non mancano nemmeno influenze arabe (usano lo stesso sample dei Chemical Brothers in Galvanize per ottenere quel sapore orientale) e balcaniche. Tutto ciò che aveva l’energia giusta è stato usato per fare questo disco.
Anche il filmato che mostra la band in uno dei suoi concerti a Zagabria dice molto sull’entusiasmo che questi ragazzi mettono nella musica. L’atmosfera ricorda parecchio il punk o il metal, anche se nella musica non ci sono chitarre. Quando vedi i ragazzi salire sul palco, pensi che non ne uscirà niente di che. Niko Potocnjak suona queste tastiere in miniatura che molti scambierebbero per un giocattolo per bambini. Eppure con questo “giocattolo” riesce a creare delle meraviglie.
I Tigrova Mast suonano uno stile d’avanguardia moderna. Potremmo dire che sono una specie di evoluzione dei Mr. Bungle e potremmo anche dire che in un certo senso somigliano ai Ruins (senza voci, ovviamente). Potremmo citare altre band simili, ma resta il fatto che questi ragazzi non seguono le mode. Suonano la loro musica selvaggia, che ti risucchia con il suo entusiasmo e la sua spinta.
All’inizio la musica sembra piuttosto semplice, ma più la ascolti e provi a seguirne strutture e schemi, più ti accorgi di quanto sia diabolicamente intricata. È ben composta e strutturata e ritmicamente complessa. A prima vista è un trio con l’energia e lo stile di suonare del punk, ma nella musica c’è molta più profondità e competenza musicale.
Si potrebbe dire che Niko Potocnjak (o Brain) sia il leader non ufficiale della band. Suona una tastiera in miniatura chiamata microkorg. Il suono ricorda organi davvero antichi e l’effetto è piuttosto particolare. A volte questi passaggi di tastiera ti riportano agli anni Sessanta, altre volte suonano moderni. È spettacolare! Poi c’è il bassista pazzo, le cui linee sono bombastiche, pulsanti, importantissime e quasi metal per natura. Il suono del basso è molto in evidenza, ed è giusto così. Anche Jannick Top era ben in evidenza nei Magma. Infine c’è anche un batterista con un gran senso del ritmo, che è più difficile di quanto sembri perché gli schemi ritmici possono essere piuttosto intricati.
Questa band è incredibile. Il livello di energia sia sull’album in studio sia nella registrazione dal vivo è fantastico. I ragazzi sanno suonare, ma sanno anche divertirsi. Sono dei veri entertainer e non c’è da stupirsi che i giapponesi si siano presi una cotta per loro (Yoshida Tatsuya si è occupato del mastering dell’album). L’album è un delirio sperimentale. È così potente che nemmeno i dischi metal o punk reggono il confronto. Chiunque ami la musica selvaggia, moderna, sperimentale e d’avanguardia se lo divorerà, perché la musica vola via. I 33 minuti (più i 37 di video) passano in un lampo. Questa è una delle migliori band moderne, su questo non c’è dubbio.
Formazione
Niko (Brain) – tastiere (microkorg)
Tvrtko (Gut) – basso
Bruno (Heart) – batteria
Produzione
Tigrova Mast
Tracklist
1. Srcolomka (1:43)
2. Pustinjski Crvi Jašu Po Trebe (2:42)
3. Intermezzo Q (0:27)
4. Dobrojutro Konjska Glavo (1:36)
5. Derviš Pogo (2:21)
6. Šakal Ga Nije Volio (1:57)
7. Intermezzo QQ (0:50)
8. Svinjska Alka (1:35)
9. Di Sam Bio Jučer, Danas Je Loše (1:34)
10. Intermezzo QQQ (0:56)
11. Zlatni Kalašnjikov (3:11)
12. Intermezzo QV (0:44)
13. Mjesec Ko Sablja (3:58)
14. Tehnika Narodu (2:12)
15. Otvorilo Mi Se Čelo (0:55)
16. Osveta Shaolina (3:02)
17. Intermezzo V (2:35)
18. Sreća Na Skarabeju (0:18)