Edge Of Infinity
Artista: Lunatica
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2006
Voto: 3/5
I Lunatica sono quella band che, volente o nolente, sfrutta furbescamente l’assenza di Tarja nei Nightwish. Insomma, una splendida voce femminile gotica è al centro e rappresenta l’attrazione principale del sound della band. Una band come i Lunatica conquisterà il pubblico più giovane, quello che adora gruppi come i Nightwish, ma anche gli Elis. Però i Lunatica non coltivano il tipico “drive da power metal”: preferiscono viaggiare su una linea di mezzo, spesso più vicina all’hard rock melodico. Le tastiere costruiscono un solido tappeto sonoro, sono messe in primo piano in fase di produzione e fanno da contrappeso alla pari al riffing di chitarra nel quadro sonoro complessivo. Gli arrangiamenti e la produzione delle tastiere sono quelli tipici delle band sinfoniche più incisive, soprattutto nel power metal, e così anche i Lunatica si portano dietro una dose di pompa ed epicità che riconoscerebbe al volo pure un cieco.
I pezzi sono totalmente prevedibili, ma sottolineano comunque che i Lunatica sono una giovane band di talento e dalle grandi ambizioni, su cui bisogna contare seriamente in futuro. L’album si apre con un’introduzione atmosferica affidata al cantante degli Yello Dieter Meier, poi con la title track si accende in modo epico e “power metal”, tra una cavalcata sostenuta dal doppio pedale della batteria e una voce da soprano operistico piazzata sempre al centro, cantata con autorevolezza e tanta sicurezza. Poi arriva quello di cui si parlava prima: con Sons Of The Wind si insinuano le coordinate dell'”hard rock” melodico. È il pezzo che regna sovrano, grazie a un arrangiamento sinfonico di tastiere eccezionale, alle armonie vocali di “back” aggiunte con cura, ai bellissimi passaggi di raccordo tra il pre-ritornello, che sale di intensità fino al culmine, e un ritornello pomposo. È un pezzo rifinito dalla testa ai piedi, sia nell’esecuzione sia come composizione, soprattutto quando l’atmosfera si spezza di colpo in una parte strumentale centrale tirata, che la band mantiene “power metal” fino all’uscita. Who Are You porta con sé uno dei ritornelli più forti e uno dei contrasti atmosferici più marcati tra il pre-ritornello e un ritornello incisivo e rapace. È il tipo di pezzo ideale da pubblicare come “singolo”. Semplice e diretto, senza il minimo arzigogolo. Un brano breve dalla grande melodia, che ti entra subito sotto la pelle e ha un grosso potenziale da “singolo” di successo. Anche dopo l’album non perde nulla in dinamica, che continua a ondeggiare in alto. Ecco infatti Out!, a metà tra lento e veloce. Le tastiere sono colpevoli di un’atmosfera drammatica tutta particolare. Particolare perché qui si crea un clima che è tipico solo di questo pezzo. Quel tocco oscuro cresce ancora nel ritornello grazie a un “drive” di chitarra moderno, massiccio ma semplice. Credo di non fare una gaffe troppo grossa se butto lì come “orientamento” vicino l’atmosfera degli Evanescence. Le coordinate dell'”hard rock” melodico tornano a scintillare in Song For You, dove la voce femminile è condotta su una tonalità un filo più bassa e non prende vita con la stessa intensità, ma i Lunatica hanno risolto la cosa magistralmente invitando John Payne (GPS, ex-Asia) a cantare un duetto su questo brano, che salva letteralmente la canzone dal cliché, tanto che viene voglia che il passionale Payne se la cantasse tutta da solo, anzi, anche di più. Che Sascha Paeth e Miro ci abbiano messo le mani, negli arrangiamenti e nella produzione, non è difficile capirlo al più tardi dalla sinfonicità debordante delle tastiere, che circondano il riff principale “power metal” di Together (già il titolo è tipicamente “power”). Questo pezzo e il successivo, Thee Power Of Love, risultano un po’ troppo da cliché, specie il secondo, che nelle linee ricorda Song for You, solo che viaggia a tempo di ballad. Qui l’album perde un po’ di slancio e di fascino. Ma verso la fine le cose vengono rimesse a posto con successo. Worlds Unleashed, forgiata a tempo veloce, risveglia di nuovo l’attenzione e spezza la monotonia che si era creata con grande efficacia. È uno dei picchi dell’album. Qui il potenziale della voce di Andrea è sfruttato praticamente al massimo: nel ritornello, una delle melodie più impressionanti del disco (parlando di bombasticità travolgente), lei letteralmente brucia di passione. Subito dopo c’è EmOcean, il pezzo più lungo, con un eccezionale finale sinfonico ed epico. Nella parte conclusiva, tra una marea di passaggi fluidi, il contrasto di motivi tra le tastiere e il riff di chitarra e un tempo medio-veloce, ci si avvicina all’atmosfera dei Savatage. Questo pezzo conferma il grande potenziale della band quando si tratta di scrivere arrangiamenti. È il brano più impegnativo del disco, per come unisce gli arrangiamenti e per la loro complessità. Sono uniti però in modo raffinatamente fluido, che scivola senza intoppi attraverso i recettori uditivi umani fino alla corteccia associativa del cervello, e ascoltando questo pezzo non è esclusa la possibilità di una scarica dell’ormone della felicità (per tutti voi più sensibili alle vibrazioni di questo tipo di musica). La scelta un po’ sfortunata della band è solo quella di infilare nell’album, dopo EmOcean, una versione in pratica identica del brano, con il duetto tra Andrea e Oliver Hartmann. La seconda versione è assolutamente migliorata grazie al contributo di Oliver e come tale potrebbe tranquillamente chiudere l’album, mentre la versione con una sola voce si poteva depennare dal disco senza alcun rimorso. Le ripetizioni, infatti, danno sempre fastidio.
I Lunatica sono una band con un grande potenziale. Certo, “Edge Of Infinity” non rappresenta ancora il punto più alto dell’opera della band. In certe parti del disco c’è ancora spazio per migliorare le composizioni. “Edge Of Infinity” ha una produzione imponente, e una grande cura è stata dedicata soprattutto agli arrangiamenti sinfonici e atmosferici nei passaggi di raccordo. L’attrazione principale della band e dell’album è ovviamente la voce femminile, che impedisce ai Lunatica di suonare da cliché e apre i sipari che offrono alla band tutte le opzioni per mettersi al fianco dei Nightwish nella gara per il dominio della popolarità. Andrea, infatti, è piena di incanto!
Formazione
Andrea Datwyler – voce
Andre Leuenberger – chitarra
Sandro D’Incau – chitarra
Alex Seiberl – tastiere
Emilio Barrantes – basso
Ronnie Wolf – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Dieter Meier – narrazione (1)
John Payne – voce (6)
Oliver Hartmann – voce (11)
Produzione
Lunatica
Tracklist
1. Introduction
2. The Edge Of Infinity
3. Sons Of The Wind
4. Who You Are
5. Out!
6. Song For You
7. Together
8. The Power Of Love
9. Words Unleashed
10. EmOcean
11. EmOcean*
Durata dell’album: 54.20