Electric Callboy conquistano Graz con ‘Hypa Hypa’ (2022)

foto: DENIS PARADIŽ 2022
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Band in scaletta: One Morning Left, Blind Channel, Electric Callboy
Data del concerto: domenica 1/5/2022
Location: Graz / Orpheum Teater / Austria


All’Orpheum Teater di Graz, sold out e per di più in un giorno festivo, dopo ben quattro rinvii del tour sono finalmente saliti sul palco gli Electric Callboy. Sì, proprio quegli Electric Callboy che non molto tempo fa, in nome della ‘correttezza’, sono stati costretti a cambiare una parte del loro nome da Eskimo a Electric.

Più di tre ore prima dell’inizio del concerto, la fila di gente davanti alle porte del locale sembrava, a prima vista, infinita. Si sentiva che l’euforia generale aveva toccato il suo picco molto prima del via. Alle sette di sera le porte finalmente si aprono e i fan più scatenati si lanciano all’assalto diretto della transenna che separa il palco dal resto del parterre. E dietro di loro frotte e frotte di gente. Bisognava assicurarsi la posizione migliore. Il pubblico era un mix di giovani e vecchi. Del resto la varietà di colori era impossibile da ignorare: da una parte ragazze in look gotico, dall’altra uomini d’affari in cravatta che ti strappavano un sorriso. Qualcuno non si era dimenticato nemmeno l’attrezzatura da palestra, per non parlare delle tute di nylon che fanno ‘fruscio’.

Il caos oltre ogni limite era previsto e il promoter ha piazzato davanti al palco, con la sua alta transenna di protezione, ben otto addetti alla sicurezza.

Già mezz’ora prima dell’inizio della serata il pubblico si scaldava le corde vocali cantando da solo, preparando così un’ottima pista di decollo per l’apertura affidata ai finlandesi One Morning Left. Si tratta di una metalcore band attiva dal 2008. Dalle nostre parti d’Europa non si sono visti molto spesso, ma con la loro esibizione hanno giustificato in pieno il ruolo di spalla degli Electric Callboy. La presenza scenica regge senza problemi il confronto con i grandi della scena, mentre l’energia ricorda più una band del paese del Sol Levante, come i Crystal Lake. Al chitarrista Leevi Luoto è riuscito di sfatare il mito secondo cui le band finlandesi non sanno cosa sia divertirsi sul palco e sono per lo più statiche. Il gruppo ha sfruttato il palco con grande abilità, ma sembrava che i finlandesi ci giocassero a ‘pinball’ – in senso meraviglioso. One Morning Left sono decisamente una formazione con un potenziale enorme per conquistare il resto d’Europa e anche altre parti del mondo. L’unico appunto sull’esibizione è la durata, decisamente troppo breve. Raramente capita che il pubblico desideri sinceramente sentire ancora qualche pezzo della band di apertura. Stavolta chiamare il gruppo per un bis era più che giustificato.

Scaletta One Morning Left:
1. Ruby Dragon
2. Neon Highway
3. !liaF cipE
4. Sinners Are Winners
5. Beat It (Michael Jackson cover)
6. You’re Dead! Let’s Disco!

Dopo una buona mezz’ora di pausa, sul palco salgono gli eurovisionisti Blind Channel, anch’essi finlandesi. Come detto, il grande pubblico li conosce soprattutto dall’Eurovision dell’anno scorso con il loro pezzo “Dark Side”, che alla fine è arrivato al sesto posto. Anche se sono più noti come nu metaller “moderni” (proprio per via di “Dark Side”), la loro esibizione assomiglia più a quella di una band post-hardcore che alle formazioni nu metal di inizio millennio.

Un proseguimento più morbido e più musicale. Ma il pubblico non si è lasciato scoraggiare: per tutto il set dei roventi finlandesi di Oulu ha sostenuto i ragazzi con una partecipazione piena di entusiasmo. Ogni volta che i cantanti Joel Hokka e Niko Moilanen volevano più reazioni dal pubblico, le ottenevano con la massima facilità. Il picco della festa con i Blind Channel è arrivato, come previsto, con Dark Side, con cui il gruppo ha partecipato all’Eurovision e che il pubblico ha aspettato freneticamente fino alla fine del set, e subito prima con la cover di Anastacia Left Outside Alone.

Anche con i Blind Channel a spiccare sul palco è stato il chitarrista. Quel diavolo di Joonas Porko. I Blind Channel hanno convinto con il loro show di essere una formazione molto affiatata, a cui non mancano né esperienza né mestiere. Sulla scena ci sono infatti dal 2013, cosa che sorprende volentieri molti di quelli che hanno conosciuto il gruppo solo l’anno scorso all’Eurovision.

I Blind Channel hanno attirato dalla loro parte, tra il pubblico, soprattutto i più giovani, in particolare quelli del gentil sesso. Durante il concerto le ragazze impazzivano con una marea di striscioni. Spuntavano ‘fuori’ da ogni parte. Sia dal parterre stracolmo che dalla balconata della sala.

Scaletta Blind Channel:
1. Balboa
2. Died Enough for You
3. We Are No Saints
4. Over My Dead Body
5. Lose Yourself (Eminem cover)
6. Snake
7. Timebomb
8. Bad Idea
9. Left Outside Alone (Anastacia cover)
10. Dark Side

Sono le dieci (di sera, ovviamente) e l’euforia è così ‘densa’ che potresti tagliarla a fette. Compare lo striscione Hypa Hypa e gli Electric Callboy attaccano con Pump It. Il pubblico esplode. In meno di un minuto la temperatura in sala schizza di parecchi gradi. Sul palco, con il loro outfit completo di Pump it, piomba (quasi) tutta la formazione degli Electric Callboy. Anche stavolta purtroppo senza il cantante malato Kevin Ratajczak, che si unirà al tour solo ad Amburgo. Ma niente paura. Il cantante delle voci pulite Nico Sallach (tra l’altro membro dei To The Rats And Wolves) per tutto il concerto si è occupato più che dignitosamente anche di un bel po’ di veri growl. Dopo tutti i video sfottenti che gli Electric Callboy hanno sfornato di recente, il pubblico ha capito davvero solo in questo tour che gran cantante sia in realtà Nico.

Già con Pump It il pubblico spreme fuori ogni atomo di energia che ti aspetteresti dai tipici frequentatori di concerti: mentre saltavano si sentivano le vibrazioni del pavimento ogni volta che l’intera sala saltava in sincrono. Senza qualche piccolo problema tecnico, però, non si è andati avanti. Con grande delusione del pubblico, nella prima parte del set non è arrivata la pioggia di coriandoli. Ma era il male minore. Gli altri intoppi tecnici hanno avuto la precedenza. Già al secondo pezzo “My Own Summer” era chiaro che i buttafuori erano lì a ragion veduta, perché il pubblico non accennava a calmarsi. Come se la gente avesse dormito apposta per tre giorni per accumulare tutta questa energia che si scaricava così follemente all’Orpheum quella sera. Prima del terzo pezzo Hate/Love i ragazzi si sono cambiati in un lampo, trasformandosi in vestiti “normali”  – e chi saprebbe poi definire la normalità dei vestiti di questi Electric Callboy? -, con cui hanno ‘tenuto’ fino alla fine della parte regolare del concerto, chiusa con il pezzo MC Thunder II (Dancing Like A Ninja).

Bum! Parte il bis obbligatorio. We Got The Moves ti taglia le orecchie come una nonna dei Balcani con la ciabatta Adidas. Tutta la sala balla in sincrono, anzi muove la testa a tempo. In questo segue nei minimi dettagli le scene del videoclip ufficiale che accompagna questo singolo di successo. La sala poi impazzisce completamente al primo ‘breakdown’ del pezzo con “Döp dödödö döp Döp dödödö döp Döp dödödö döp Döp dödödö döp Döp dödödö döp Döp dödödö döp”, dove il pubblico letteralmente strappa il canto al cantante e lo sovrasta. Quando uno pensa che non si possa mettere in scena un picco migliore del concerto, arriva il secondo bis con la hit MC Thunder. È la hit con cui il gruppo è diventato davvero riconoscibile. Ed eccoci di nuovo lì.  I buttafuori versano lacrime di coccodrillo, consapevoli che, se il pubblico spinge di nuovo sulla transenna, non riusciranno più a tenerlo.  Ma il pubblico resta clemente. Mattoni e fondamenta del locale restano al loro posto e i buttafuori possono tirare il fiato. Almeno lo speravano. Ma lo spettacolo non era finito. Il pubblico richiama gli Electric Callboy sul palco ancora una volta, e loro attaccano Hypa Hypa, da cui prende il nome l’intero tour. Dopo tutto quel saltare, urlare e ballare uno penserebbe sul serio che il pubblico avesse finalmente ceduto. Invece anche stavolta no. Alla fine il cannone dei coriandoli ha sparato con successo la sua salva, e gli Electric Callboy si sono congedati in modo teatrale.

Ottima esecuzione di tutta la band, con un plauso speciale ovviamente al cantante Nico Sallach, che ha dominato magistralmente la situazione, grazie a cui il concerto del gruppo a Graz è comunque riuscito alla grande. Dopo un lungo periodo di isolamenti e chiusure è semplicemente fantastico tornare a un concerto così. Un concerto di magnitudo sismica, che spazza via i ricordi del Covid-19 e rimette le cose in un attimo al loro posto, cioè al vecchio posto.

È stato un evento spettacolare, di professionalità al massimo livello, che ha tirato fuori dal pubblico un sacco di vibrazioni positive, risate e gioia. Una soddisfazione post-concerto così da parte dei presenti non si sentiva da un bel pezzo. Visto che il tour «Hypa Hypa» è andato sold out in un attimo, gli Electric Callboy nel frattempo hanno già annunciato il prossimo tour, intitolato «Tekkno».

Scaletta Electric Callboy:
1. Pump It
2. My Own Summer
3. Hate/Love
4. The Scene
5. Castrop X Spandau
6. Supernova
7. Best Day
8. Back in the Bizz
9. Crystals
10. Prism (Acoustic)
11. Spaceman
12. Rehab
13. MC Thunder II (Dancing Like a Ninja)
bis:
14. We Got the Moves
15. MC Thunder
16. Hypa Hypa

Autore: Denis Paradiž
Foto: Denis Paradiž

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