Empyre

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Artista: Burning Point
Etichetta: Metal Heaven
Uscita: 2009
Durata: 46:01
Voto: 4/5

I Burning Point sono power metaller finlandesi che, a differenza di tante band nate in Finlandia negli anni Novanta e dedite al power metal, non suonano tanto finlandesi quanto tedeschi! “Empyre” è il loro quarto album in dieci anni di attività, il che significa in media l’uscita di due album e mezzo  all’anno! Non è certo il vero metro della loro carica creativa, visto che la band ha sempre lottato con una formazione instabile. Solo la firma con la Metal Heaven Records nel 2005 ha finalmente posto   fondamenta solide su cui il gruppo ha potuto ricominciare a costruire. Il terzo album “Burned Down the Enemy” (2007) ha mostrato un chiaro salto di livello espressivo, soprattutto perché ha messo sul piatto alcuni arrangiamenti melodici davvero seducenti dentro inni metal compatti, con cui la band ha fatto capire di avere un potenziale enorme.

Nel 2008 la formazione dei Burning Point ha traballato ancora una volta: Jari Kaiponen ha lasciato il gruppo e dietro le pelli è finito il tastierista di allora, Jussi Ontero. Che rotazione assurda, eh? Il posto alle tastiere, rimasto libero, è stato preso da un vecchio amico della band, Pasi Hiltula (ex-Kalmah, ex-Eternal Tears of Sorrow), che aveva collaborato come ospite ai primi due album. Alla fine ne è diventato membro fisso. Niente di tutto questo ha fatto perdere il filo alla band. Anzi. Ha aiutato il gruppo a serrare i ranghi e a mordere ancora più forte!  Con  nuovi arrangiamenti, il nuovo album “Empyre” porta un ulteriore salto di qualità nel loro linguaggio musicale, dedicato a un power metal europeo ad alto tasso melodico.

I Burning Point sono arrivati sulla scena quando la prima ondata di “revival”, portata da band come Hammerfall, Primal Fear o Nocturnal Rites (allora al posto giusto nel momento giusto), era ormai passata. Il treno l’hanno perso per un soffio, e così i primi dischi sono finiti sotto il tiro di critiche frequenti, del tipo “ecco l’ennesimo cliché tra i tanti”. Non proprio un biglietto da visita simpatico, ma con tanta gavetta e perseveranza questi ragazzi hanno dimostrato con “Empyre” che quell’etichetta si può eccome scrollare di dosso.

I brani vantano ottimi arrangiamenti, con un talento innato per piazzare melodie rifinite, messe in fila nei ritornelli con un effetto bombastico che ti si pianta in testa già al primo ascolto. La band ha portato un suono dalla produzione tutta sua che, cosa curiosa, è completamente tedesco! Il riffing è vivo, posseduto, crudo, soprattutto nel quarto pezzo Face the Truth che, in mezzo a un materiale per lo più a tempo medio, è uno dei brani più aggressivi del disco e, con quella produzione, si avvicina per atteggiamento estremamente aggressivo, riff sparato in faccia e carica dell’atmosfera ai Primal Fear classici. Opla? Affermazione ardita, vero? Ti sta già venendo in mente a cosa potrebbe somigliare il tutto, dopo questa somma di analisi? Atteggiamento sonoro tedesco e crudo più un senso eccezionale per compattezza e melodia? I danesi Dream Evil sono forse il riferimento più azzeccato.

Il punto debole dei Burning Point è, come sempre, la voce di Pete Ahonen, che è prima di tutto un ottimo chitarrista e solo dopo anche un cantante. Stavolta i ragazzi hanno pensato soprattutto ai ritornelli, combinando le linee vocali di base, per lo più a tonalità media,  con parti acute. Così hanno preso due piccioni con una fava. Da un lato, con l’armonizzazione hanno riempito ancora meglio il quadro sonoro finale della band; dall’altro hanno “nascosto” furbescamente i punti deboli della voce di Pete, che ogni tanto avrebbe bisogno di un po’ più di fiato, di forza espressiva e di autorità sugli strumenti che lo accompagnano.  Nonostante questo, sul quarto album il tipo ha fatto progressi evidenti anche in questo campo, e si è finalmente liberato dello sfortunato accento che segnava il suo canto sul disco d’esordio.

Il tutto funziona perché a salvarlo è una produzione eccezionale, di quelle per cui altre band ucciderebbero d’invidia. È questa produzione a sollevare riff e motivi di base dal livello di cliché a un rango superiore, perché è proprio il suono a stregare subito l’ascoltatore con facilità e a distoglierlo dai paragoni del tipo “già sentito”. Insomma, un ottimo album di heavy metal! Un muro di riff massiccio con il sipario di tastiere sullo sfondo a creare un’atmosfera drammatica, il fascino cannoneggiante della batteria, cristallino e ben separato, con una leggera sfumatura metallica, e il rombo melodico e ben percepibile della linea di basso sono legati l’uno all’altro in un modo che crea una profondità sonora fuori dal comune e una dinamica ondeggiante, con questo suono che respira a pieni polmoni.

Con la loro invadenza melodica i Burning Point conquisteranno in fretta il vero appassionato di power metal, perché le melodie anthemiche, costruite in modo convincente nei ritornelli di “Empyre”, Fool’s Paradise, Cruel World, Blinded By Darkness e della conclusiva Only Wrong Will Survive, sono momenti che rappresentano maturi picchi d’atmosfera. ”Empyre” è un nuovo passo avanti per i Burning Point. È un album dalla visione musicale chiara, da cui traspare l’immagine di un consolidamento interno finalmente raggiunto, e proprio per questo rafforza la posizione della band sulla scena metal e conferma che con testardaggine, fede e ostinazione si può raggiungere qualsiasi traguardo!

Va ricordato anche che esiste una curiosa edizione limitata di “Empyre”, con sei impressionanti bonus track. Due sono pezzi originali della band, le altre sono cover di Running Wild (Gods Of Iron), Q5 (Let Go), The Rods (Nuclear Skies) e Kirka (I’ll Be Yours).

Formazione

Pete Ahonen – voce, chitarra
Pasi Hiltula – tastiere
Pekka Kolivuori – chitarra
Jukka Jokikokko – basso
Jussi Ontero – batteria

Produzione

Burning Point

Tracklist

01. Intro (The Godfather Theme) (01:21)
02. Empyre (04:59)
03. Manic Merry-Go-Round (04:40)
04. Face The Truth 03:35)
05. Fools Parade 04:46)
06. Was It Me 04:27)
07. Walls Of Stone 04:23)
08. Sacrifice (03:53)
09. Cruel World (04:47)
10. Blinded By The Darkness (04:23)
11. Only The Wrong Will Survive (04:48)

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