En Suite

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Artista: Spaltklang
Etichetta: Fazzul Music
Uscita: 2009
Voto: 4.4/5

Finalmente ci siamo! Sono passati tre anni da Lontano e ora Markus Stauss e la sua banda di fedelissimi hanno finalmente chiuso il loro ultimo capolavoro, che si chiama En Suite. A Markus possiamo perdonare l’attesa, visto che ha sempre le mani in pasta anche in un sacco di altri progetti.

Ancora prima di sentire il disco sapevo che sarebbe stato spettacolare, perché Markus non ci ha mai servito niente di brutto. Restava solo una domanda: la band avrebbe ripreso da dove aveva lasciato con Lontano, o si sarebbe buttata su territori musicali nuovi?

È vero, En Suite non mostra un lato totalmente nuovo degli Spaltklang. Resta un jazz-rock da applausi, ma nel complesso il disco è un po’ più pacato. Ci sono meno momenti furiosi rispetto ai lavori precedenti. Il gruppo punta di più sulle sue qualità cameristiche e sul lato neoclassico e folk, cose che c’erano sempre state, ma mai in questa misura. Il risultato finale è quindi più morbido, ma regala lo stesso piacere d’ascolto degli altri dischi degli Spaltklang.

Ancora una volta resto a bocca aperta davanti alla capacità della band di tirare fuori melodie così leggere e orecchiabili. Ed è ancora più incredibile se pensi che la gente li infila di solito tra le formazioni avant-garde. Stauss ha chiaramente un ottimo orecchio per le melodie che ti si piantano in testa, e anche qui fa centro.

Si capisce al volo che negli Spaltklang suonano musicisti brillanti, ma non se la tirano mai. L’impressione d’insieme conta più della tecnica fine a sé stessa, e questo non vuol dire che non sappiano suonare. Anzi, tutto il contrario! Quando hanno la possibilità di mostrare di che pasta sono fatti, il loro talento salta fuori eccome. Nessuno strumento domina, ma ogni membro ha il suo momento sotto i riflettori.

Che altro dire? È l’ennesima impresa riuscita ai giganti svizzeri. Il disco è pieno di umori e impressioni diversissimi. Ancora non mi spiego perché non siano più rispettati, soprattutto pensando a come riescono a creare musica complessa che però conserva un sacco di elementi melodici. E mi dà ancora più fastidio vedere che la band sforna ogni volta prodotti di tale qualità. Spero che un giorno gli Spaltklang ottengano finalmente il riconoscimento che meritano, ma per ora il premio più grande è probabilmente la consapevolezza di aver creato un altro capolavoro senza tempo.

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Finalmente l’attesa è finita. Sono passati tre anni da Lontano e ora Markus Stauss e la sua banda di fedelissimi hanno finalmente concluso il loro ultimo capolavoro, intitolato En Suite. Immagino che a Markus si possa perdonare la lunga attesa, visto quanto è impegnato con i suoi mille altri progetti.

Ancora prima di ascoltare il disco sapevo che sarebbe stato un trionfo, perché da Markus non ho ancora sentito niente di brutto. C’era solo da capire se l’album avrebbe ripreso da dove aveva lasciato Lontano, o se avrebbe esplorato territori nuovi.

Bisogna ammettere che En Suite non mostra un lato del tutto diverso degli Spaltklang. È sempre un jazz-rock strepitoso, ma nel complesso il disco è molto più pacato. Non ci sono tanti momenti feroci come nei lavori precedenti. La band sembra concentrarsi un po’ di più sulle sue qualità cameristiche e sul lato neoclassico e folk, che c’è sempre stato, ma non a questo livello. Quello che otteniamo è quindi un album molto più calmo, che regala lo stesso piacere d’ascolto di qualsiasi altra uscita degli Spaltklang.

Ancora una volta resto stupito dalla capacità di questa band di tirare fuori melodie così memorabili, il che è ancora più incredibile se pensi che la maggior parte della gente li mette nel campo dell’avant-garde. Stauss ha chiaramente un ottimo orecchio per un motivetto accattivante e anche stavolta lo dimostra.

È piuttosto evidente che negli Spaltklang suonano musicisti brillanti, ma il loro modo di suonare non è mai appariscente. Di solito vengono privilegiati il suono complessivo e il risultato finale rispetto alla pura bravura tecnica. Questo però non significa che questi ragazzi non sappiano suonare. Anzi, tutto il contrario! Nei momenti in cui si lasciano andare, la loro abilità con gli strumenti diventa chiarissima. Nessuno strumento sembra dominare, ma ogni musicista ha la sua occasione di stare sotto i riflettori.

Che altro posso dire? Questa è un’altra impresa trionfale per questo ensemble svizzero. È un album pieno di umori e impressioni così diversi. Continua a essere incredibile che gli Spaltklang non siano più rispettati in tutto il mondo, date le loro capacità di creare musica intricata che contiene comunque diversi momenti melodici. È ancora più frustrante perché la band sforna prodotti di tale qualità una volta dopo l’altra. Un giorno gli Spaltklang otterranno, si spera, il riconoscimento che meritano, ma per il momento immagino che il loro premio più grande sia la consapevolezza di aver prodotto ancora un altro capolavoro senza tempo.  

Formazione

Markus Stauss – sassofoni
Stephan Brunner – basso elettrico
Oliver Vogt – violino
Rémy Sträuli – batteria, tastiere

Produzione

Markus Stauss

Tracklist

1. Amuse-bouche
2. Von Anbeginn
3. Heartbeat
4. En Suite
5. Ideen
6. Evocazione
7. Open Directions
8. Molto Lento

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