Fat Again
Artista: Steensland, Simon
Etichetta: Altrock
Uscita: 2009
Voto: 4.4/5
Simon Steensland è conosciuto soprattutto per il suo album The Zombie Hunter, registrato nel 1996, da cui ha preso anche il soprannome (the zombie hunter). Per un bel po’ è sparito dalla scena musicale, ma negli ultimi cinque anni ha lavorato sodo a un nuovo disco, che finalmente ha visto la luce quest’anno. Si chiama Fat Again.
Prima di tutto devo ammettere che prima di questo album non avevo mai sentito una nota di questo compositore, ma mi ha convinto subito con la potenza di questa musica magnifica. Secondo me Steensland è un compositore eccezionale, con un gran senso del dramma, della complessità e della melodia, soprattutto se pensi che la sua musica viene spesso etichettata come avanguardia.
Il primo e l’ultimo pezzo somigliano parecchio agli Univers Zero, più o meno del periodo di Heatwave. Certi passaggi all’armonium mi ricordano perfino i Ceux du Dehors. Sembra che tutti gli strumenti imitino gli Univers Zero: basso, chitarra, tastiere, batteria, clarinetto. Era chiaramente l’influenza più grande per Steensland. Per me non è per niente un problema, visto che di Heatwave ce n’è stato uno solo e finora niente gli è mai suonato davvero vicino, e se Steensland ha deciso di rendere omaggio a quel meraviglioso album, per me va benissimo, soprattutto perché lo fa molto bene. I pezzi nel mezzo sono più originali. Mi piacciono un sacco le parti vocali, che a volte suonano come cantate da fantasmi. Qui si sentono tante influenze del folklore scandinavo, che ogni tanto mi fanno pensare anche ai Sigur Ros. Si potrebbe pure dire che le parti vocali, in qualche modo, ricordano i Magma. In questa parte centrale ci sono anche dei bei momenti strumentali. L’unica volta che in questa sezione Steensland torna all’influenza Univers Zero è in Hide & Seek, ma non è così palese come nel primo e nell’ultimo brano.
Probabilmente il difetto più grosso dell’album è anche il suo pregio più grande. Il primo e l’ultimo pezzo mostrano chiaramente l’influenza degli Univers Zero, ma sono ben concepiti, arrangiati e suonati. È uno dei migliori album d’avanguardia che mi siano capitati ultimamente. Certo, non è il più originale, ma la mancanza di innovazione è ampiamente compensata da composizioni intricate.
L’album è curato in modo maniacale, su questo non ci sono dubbi. Mi sembra anche piuttosto tosto da ascoltare: tantissime strutture e ritmi complessi. A me personalmente l’influenza degli Univers Zero non dà fastidio, guardo al disco da un punto di vista strettamente musicale, che è eccezionale. La musica è bella, pesante e aggressiva. Si potrebbe dire lo stesso degli Univers Zero ai tempi di Heatwave. Anche se la musica di Steensland è un po’ simile, per me resta comunque abbastanza originale. Tutti i brani sono interamente suoi e se la cava alla grande.
Sull’album ci sono anche tanti ospiti importanti, tra cui Morgan Agren (Kaipa, Mats & Morgan, tra gli altri), e questo contribuisce decisamente a un suono migliore. La batteria di Agren è particolarmente buona, e lo stesso vale per i bellissimi arrangiamenti vocali.
Per me Fat Again è uno dei migliori album usciti negli ultimi anni. Sì, prende in prestito parecchio dagli Univers Zero, ma di copie molto più sfacciate ne ho sentite eccome. Ho l’impressione che Steensland voglia comunque fare qualcosa di nuovo, per arricchire il suo amore per gli Univers Zero. Credo gli sia riuscito di creare un album di tutto rispetto, per me uno dei migliori del 2009.
—————————————————————————————————————————————————————-
Simon Steensland è conosciuto soprattutto per il suo album The Zombie Hunter, registrato nel 1996, da cui ha preso anche il soprannome. Per un bel po’ è sparito dalla scena musicale, ma negli ultimi cinque anni ha lavorato sodo a comporre e registrare il suo nuovo album, che ha visto la luce nel 2009. L’album si chiama Fat Again.
Prima di tutto devo dire che prima di questo disco non avevo mai sentito una sola nota della sua musica, ma sono stato letteralmente travolto dalla pura potenza di questa grande musica. Secondo me Steensland è un compositore meraviglioso, con un grande senso del dramma, della complessità e della melodia, soprattutto se pensi che la sua musica viene spesso etichettata come avanguardia.
La prima e l’ultima composizione dell’album sono, bisogna ammetterlo, molto simili agli Universe Zero, più o meno del periodo di Heatwave. Certi passaggi all’armonium mi ricordano perfino i Ceux du Dehors. Sembra che ogni strumento imiti gli Univers Zero: basso, chitarra, tastiere, batteria, clarinetto. Era chiaramente l’influenza principale di Steensland. Io personalmente non lo considero un problema, perché di Heatwave ce n’è stato davvero uno solo, niente altro suona proprio uguale, e se Steensland vuole rendere omaggio a quel meraviglioso album, io lo saluto, tanto più che lo fa estremamente bene. I pezzi nel mezzo sono un po’ più originali. Mi piacciono in particolare le parti vocali, con le voci fantasmatiche. Qui si notano molte influenze del folklore scandinavo, che ogni tanto mi ricordano perfino i Sigur Ros. Si potrebbe dire anche che certe parti vocali somigliano in qualche modo ai Magma. In questa parte centrale dell’album ci sono pure dei momenti strumentali davvero belli. L’unica volta che in questa sezione Steensland torna alle sue influenze Univers Zero è in Hide & Seek, ma non è così palese come prima.
Suppongo che il difetto più grosso dell’album sia anche il suo pregio più grande. Il primo e l’ultimo pezzo possono mostrare chiare influenze Univers Zero, ma sono costruiti, arrangiati e suonati benissimo. Questa è una delle migliori musiche d’avanguardia nuove che ho sentito ultimamente. Certo, non è il più originale, ma la mancanza di inventiva è più che compensata da composizioni intricate.
L’album è fatto estremamente bene, su questo non ci sono dubbi. Lo trovo anche un ascolto parecchio impegnativo, con strutture e ritmi complessi. Le palesi strizzate d’occhio agli Univers Zero non mi disturbano, prendo questo album per quello che è. La musica è bella, complessa e aggressiva. Molto di questo valeva anche per gli Univers Zero nel periodo di Heatwave. Anche se la musica di Steensland ha una certa somiglianza, sento comunque che ci sia parecchia originalità e non è che Steensland abbia usato una citazione diretta degli Univers Zero. Tutte le composizioni sono sue e fa un ottimo lavoro anche in questo.
L’album vede anche la partecipazione di diversi ospiti di rilievo, tra cui Morgan Agren (Kaipa, Mats & Morgan, tra gli altri), e questo contribuisce decisamente al suono migliore del disco. La batteria di Agren è particolarmente buona, così come i vocal arrangiati magnificamente.
Per me Fat Again è uno dei migliori album usciti negli ultimi anni. Forse è un po’ derivativo, ma di cose molto più derivative ne ho sentite. Ho la sensazione che Steensland stia ancora cercando di fare qualcosa di nuovo, da aggiungere al suo amore per gli Univers Zero. Credo che ci sia riuscito, creando una bella opera d’arte e uno dei migliori album del 2009.
Formazione
Simon Steensland – basso, tastiere, chitarra, campanelli, armonium, violoncello, banjo, voce
Robert Elovsson – tastiere, clarinetto
Arvid Pettersson – Fender Rhodes, fisarmonica
Einar Baldursson – chitarra
Morgan Ågren – batteria
Aurelia Le Huche – voce
Eva Rexed – voce
Produzione
Simon Steensland
Tracklist
1. Der Klang Von “Musik” 16.13
2. Lost In The Ark 02.00
3. Merde! 00.25
4. Memories Of Jan Jösta 2.27
5. Loch Ness 2.20
6. Hide & Seek 08.26
7. Fräls Oss Ifrån Ondo 02.05
8. The Queen Of Sweden 01.52
9. Petite Merde 00.26
10. The Lion Tamer 20.23