Ep

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Pyroxene
Etichetta: Inverse Records
Uscita: 2017
Durata: 24:44
Voto: 3.5/5

I Pyroxene sono un nome nuovo all’orizzonte dell’heavy metal sloveno. I metallari “geologico-chimici” di Lubiana, fornitori ufficiali di Helium 3, possono vantare una bella sfilza di concerti in un tempo di attività relativamente breve. I Pyroxene sono sinonimo di band instancabile e »autogestita«, che cioè lavora in modo indipendente, per conto suo. Il filo rosso della serie dei loro live è stato questo: i Pyroxene si sono presentati come una band in crescita continua, che da un concerto all’altro non accumula soltanto esperienza preziosa sul palco, ma si affina sempre di più e plasma il proprio stile musicale.

Così, a maggio di quest’anno, è arrivato finalmente il loro primo documento di studio ufficiale. “Ep” contiene cinque pezzi. Quattro sono originali, e stilisticamente sono parecchio devianti. Il disco, in sostanza, ci offre uno sguardo sul primo passo della band, che con idee audaci e piacevolmente variegate (cosa che nel metal non guasta mai) posa la pietra angolare su cui col tempo costruirà il proprio io musicale riconoscibile, cioè la propria carta d’identità sonora. Tirate le somme, “Ep” porta con sé un dossier musicale riconoscibile e particolare, il che significa che i Pyroxene sono sulla strada giusta per definire una loro unicità.

Già il primo pezzo spiazza, perché poggia su una chiave ritmica “arabesca” che potrebbe portare dalle parti di un tempo in 9/8, ma i Pyroxene non sono mica il Dave Brubeck Quartet, quindi niente paura: nessuno si metta a parlare per caso di prog, di jazz o di qualche stranezza d’avanguardia. No. L’iniziale Fireborn è un brano cupo, rovinoso, catartico, che rotola lento con un riff vorace di ispirazione Black Sabbath, rifinito da una bella “arabesca” ritmica che gli dà il fascino di base. Fireborn potrebbe benissimo dare il titolo all’intero disco, perché racconta chi sono i Pyroxene (i »pirosseni« sono, per la cronaca, rocce magmatiche). Pyroxene, o “Fireborn” se preferisci, è l’ultimo della sua specie, quello che metterà ordine su questo pianeta dopo essere stato strappato dal letargo astrale, nelle profondità della crosta terrestre, dagli schiavi del capitalismo. Nato dal fuoco, insomma, che col suo risveglio e la sua furia porta eruzioni vulcaniche finali su tutto il pianeta. Queste ripuliranno la Terra dal male di quella virosi nociva chiamata umanità e porteranno la redenzione a miliardi di anime che schiavizzano/siamo schiavizzati dal capitalismo. La fine è uguale per tutti. Morte e distruzione. Quindi sì. Apocalisse. Subito! Compresa la copertina, ispirata al messaggio di Fireborn, che potrebbe tranquillamente chiamarsi anche Pyroxene. Un pezzo che picchia duro e sorprende sempre, perché tira fuori idee già espresse in passato dalle imprese eroiche delle band che costituiscono l’ispirazione compositiva dei Pyroxene, senza la minima traccia di rincorsa alle mode. La band plasma le sue soluzioni in una composizione così personale che viene facile concludere: “Sì, questi sono i Pyroxene e nessun altro!”. E questa sensazione non ti abbandona nemmeno nel resto dell’ascolto di questo documento.

Il principale compositore dei quattro brani originali è il chitarrista Kristjan Hacin, e questi quattro pezzi ci mostrano un tipo dai gusti d’ascolto ampissimi, con una sensibilità musicale stratificata e più che soddisfacente. Per questo “Ep” è una garanzia di ascolto interessante per tutti i suoi scarsi 25 minuti di musica. Già il secondo pezzo, infatti, offre una deviazione di stile verso il suono tradizionale dell’heavy rock, o addirittura del rock’n’roll. Un salto negli anni Ottanta, per esempio nell’album »Point of Entry« dei Judas Priest. Parliamo di Bullets Fly. Pezzo super. Con un pizzico di dissolutezza in più, anche se i Pyroxene, nonostante tutto, mantengono quel teatrino drammatico e oscuro che dà loro il marchio definitivo di band heavy metal.

Cleansed in Fire è il seguito, a livello di messaggio, dell’iniziale Fireborn, il che vuol dire che “Ep” è in parte concettuale. Nel messaggio di questo brano tutte le anime del pianeta Terra attraversano una fase di purificazione e di unione con l’essenza della divinità Fireborn-Pyroxene, il nuovo messia interstellare. In copertina è disegnato il tempio della purificazione, attraversato dalle masse umane. Cleansed In Fire porta un nuovo punto di rovina, stilisticamente vicino all’iniziale Fireborn: di nuovo si avvertono passaggi ispirati alla figura e all’opera dei Black Sabbath, il pezzo rotola lento, con un senso di perdizione ineluttabile, ma ha un sacco di passaggi e un crescendo sempre drammatico fino alla fine. Anche nel riuscitissimo passaggio “mid-eight” i Pyroxene si dimostrano abili costruttori di composizioni, perché in un brano tutt’altro che monotono mantengono la compattezza e il filo rosso necessari.

Electric Funeral è un omaggio ai Black Sabbath e si incastra sempre molto bene nell’immagine di questo EP. La band la suona a modo suo, con una bella “pettinatura pyroxeniana”. L’ultimo pezzo è Helium 3. È il punto più vecchio di questo lavoro e ha un trattamento sonoro un po’ diverso dal resto del documento. I mattoni del suono risultano più precisi e meno vivi, meno grassi. Questa maggiore “precisione” amplifica i contrasti tra gli elementi del suono, soprattutto nell’unione delle tante linee di melodie vocali. Il brano è stato registrato allo studio Evolution, da Simon Jovanovič, e per questo nel paesaggio sonoro si stacca dagli altri, che nel suono offrono invece più ruvidezza e vivezza da concerto, oltre alle sensazioni rovinosamente cupe del teatrino drammatico che si sono costruiti. Helium 3 si ispira al messaggio del film »Iron Sky«. In questo pezzo si prende la scena un assolo di chitarra eseguito magistralmente nel passaggio “mid-eight”. Sguardo cupo, oscurità, occulto, distruzione finale. 

Še c’è un altro fattore importante che dà varietà alle composizioni e che va assolutamente citato, su questo album. È la voce di Jan Tehovnik. Si adatta con grande abilità ai messaggi dei brani e sfodera un ottimo ventaglio di capacità vocali, che il giovane cantante maneggia con disinvoltura. Jan sa essere rock e un po’ monello, come nella strofa di Bullets Fly, oppure tira fuori il volume necessario (con un tocco di gutturale aggressivo) che approfondisce l’occulto e l’oscurità del dossier metal dei brani. Il cantante inserisce con abilità anche escursioni vocali nelle altezze estreme. Con queste si iscrive forse addirittura nella categoria dei cantanti metal che urlano più in alto in tutta la scena di origine slovena. Quelle altezze estreme Jan le raggiunge con un’autorità vocale pulita e costruita in modo melodico. Un cantante, insomma, con il carisma giusto, che rafforza la sensazione che i Pyroxene, già con questo disco, si presentino come una entità musicale a sé, soprattutto all’orizzonte metal sloveno.

“Ep” ha (come c’era da aspettarsi) un po’ di ingenuità da principianti, che però la band mette in ombra con un cuore incredibile, un approccio appassionato all’esecuzione del materiale e un impegno a tutto tondo. A tratti servirebbe una sistemata alla metrica dei versi inglesi, quando la voce costruisce la melodia, così che in futuro si sfrutti ancora meglio la melodia vocale sviluppata e la potenza vocale sviluppata (nel cantare i versi), ma come detto: questo è il passo fondamentale di una band e la perfezione non va cercata, né pretesa. “Ep” sarà forse piccolo per modestia di investimenti, ma per coraggio e per tutto il cuore dimostrato è un passo grande e audacemente misurato nel mondo dei Pyroxene, che suonano diversi da tutto ciò che si era visto finora nel cielo dell’heavy metal sloveno, quindi è una lettura da provare e da consumare per tutti gli appassionati di metal. Contiene ottimi spunti per una sana evoluzione di suono e di stile e per una potenziale transizione stilistica della band in futuro. Ed è l’essenziale, perché con questo disco i Pyroxene si mettono in gioco con sincerità, come entità di singolarità musicali nate dal basso e tutte loro. Dove ci sono fede e cuore, lì c’è la strada giusta. E i Pyroxene ne hanno di entrambi in abbondanza.

Formazione

Jan Tehovnik – voce
Kristjan Hacin – chitarra
Andraž Kumar – chitarra
Matevž Hrovat – basso
Domen Cizej – batteria

Produzione

Pyroxene

Tracklist

1. Fireborn
2. Bullets Fly
3. Cleansed In Fire
4. Black Sabbath’s Electric Funeral (cover)
5. Helium – 3 

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