Epic Rockline Concert – seconda puntata! Festa punk rock a Postumia! (2009)
Luogo: Rock Cafe / Postumia
Data del concerto: 16.12.2009
Numero di spettatori: 0
Prezzo del biglietto: Ingresso gratuito
Giovedì scorso al Rock Cafe di Postumia è andato in scena il secondo atto del concorso Epic RockLine Contest. Stavolta si navigava nelle acque del punk rock. Dopo il fastoso (non) arrivo delle leggende punk zagabresi Eksodus (!), a contendersi il passaggio al secondo turno sono rimasti i padroni di casa Cosa Nostra e Taking Over Mars. Le due esibizioni hanno più o meno confermato un fatto arcinoto: anche da noi le giovani leve del punk rock oggi faticano a offrire qualcosa di davvero nuovo.
COSA NOSTRA
I Cosa Nostra sono un trio il cui bordello sonoro si definisce più facilmente come un involtino musicale piccante di garage rock & roll, con dentro, spalmati tra uno strato e l’altro, elementi inconfondibili di punk. Come si può intuire da quanto detto, la precisione non è esattamente il forte di questi nostri amici da grigliata. Ed è proprio qui che si nasconde buona parte dell’arsenale dei Cosa Nostra. La musica che il trio sputa fuori senza tanti complimenti sembra un caos totale, in un contesto non decorato e difficile da inquadrare! I Cosa Nostra, in fondo, suonano punk rock e lo fanno a tutta birra. Ma si allontanano dalla ricetta base con tutta una serie di sbandate ritmiche che arrivano all’improvviso e in intervalli annunciati di rado. Salvo pochi dettagli, s’intende. A dare una scossa inattesa alla prevedibile festa “da pogo” ci ha pensato l’instancabile piedino sulla pedaliera del basso di Matjaž Obran, che evidentemente coltiva un suo personalissimo modo di intendere la randellata ritmica accordata. Di quella ce n’era giusto un assaggio, le divagazioni erano a dir poco fuori controllo, ma proprio per questo tanto più gustose.
I Cosa Nostra hanno sorpreso con la varietà di generi, frutto di una rotazione dei ruoli sul palco fatta con un certo estro. La maggior parte del lavoro vocale l’ha portata a casa dignitosamente il chitarrista Tadej Pomperger, e di tanto in tanto il microfono è passato per intero al bassista Marko Čuturilo. Il dondolare vocale della coppia è riuscito a mettere insieme una formazione di voci unica nel suo genere, che potrebbe risultare indigesta alle orecchie abituate a un’armonizzazione melodica più concreta. Il che, ovviamente, è uno degli assi nella manica dei Cosa Nostra. Il punto di forza del trio sta proprio in questa incostanza, o se vogliamo non convenzionalità, anche vista attraverso il prisma dei confini stretti della cultura punk rock moderna. Per piacere a comando a quest’ultima qui c’è semplicemente troppa varietà di generi, e una buona dose di originalità si specchia anche in testi semplici ma tutt’altro che viziati e adolescenzialmente fastidiosi, o in deviazioni ritmiche brillanti rispetto alle strutture musicali consolidate, anzi, attese. Detta semplice: i Cosa Nostra hanno le palle, carattere e grinta, che li portano oltre l’isteria punk rock premestruale e da tendenza.
TAKING OVER MARS
Con i Taking Over Mars la storia è un po’ diversa. I ragazzi di Kranj hanno adattato la loro idea di punk all’interpretazione moderna del genere, le cui numerose incarnazioni di oggi sono di norma una uguale all’altra. La loro presenza scenica, a differenza dei predecessori, era più curata, cioè a livello di esecuzione stavano una o due categorie sopra. I ragazzi lo scambio di ruoli musicali visto all’inizio non l’hanno spinto più di tanto, anzi, durante il set i ruoli sono rimasti ben definiti, e più o meno su quella linea i giovanotti si sono inventati anche gli inserti coreografici che abbiamo visto. Probabilmente per questo i Taking Over Mars faticherebbero a rientrare tra le sfide di genere più scioccanti. Tutto quello che fanno ricorda infatti la formula collaudata dello scatenarsi musicale che, nella versione più innocua e accessibile del punk rock, o magari addirittura del punk pop, si inchina educatamente alle tendenze di oggi, cancellando però ogni traccia di gusto autentico e di ribellione credibile. In altre parole, i Taking Over Mars suonano come Zablujenci prima della vasectomia, che ha colpito i poveretti negli ultimi anni di aumento commerciale. Ok, non facciamo solo i brontoloni. Gli zii non si sono coperti di gloria con chissà quale approccio scenico innovativo, però l’hanno portato a casa con sicurezza, senza sbavature, con un alto livello di energia nell’esecuzione, che ha contribuito in gran parte all’intensità di quello che succedeva sul palco.
Possiamo dire che la serata di giovedì è filata via senza grossi scossoni. Sia i Cosa Nostra che i Taking Over Mars ci hanno messo in pentola due derivati del punk che nel corso degli anni sono cresciuti in due rami completamente diversi dell’evoluzione punk rock. C’era da ascoltare qualcosa per ognuno. Mentre i primi non disdegnano di esplorare fin dove può spingersi la propria espressione musicale, i secondi si tengono stretta soprattutto la formula collaudata, che sacrifica di proposito l’ampiezza espressiva in cambio di compattezza e accessibilità stilistica per un pubblico più largo. Alla fine è stata quest’ultima opzione a rivelarsi vincente (l’annuncio del vincitore di RockLine lo trovi qui). L’unico vero neo della serata va segnalato in fondo: la scarsa affluenza al concerto, cioè proprio quella cronica mancanza di interesse a sostenere le band non affermate, che resta il tallone d’Achille della scena dei club slovena. Insomma, da questo punto di vista è andata persa un’altra occasione per spezzare con più clamore la monotonia della vita musicale di tutti i giorni.
Foto: Mojca Perdih
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