Epic

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Overland
Etichetta: Escape Music
Uscita: 2014
Durata: 53;39
Voto: 5/5

Dietro il nome Overland si nasconde il cognome del grande cantante e compositore inglese Steve Overland. Steve Overland è uno dei nomi più importanti, per non dire più influenti, che hanno contribuito a rendere popolare il genere AOR negli anni Ottanta, soprattutto dopo che, sciolti i Wildlife, ha fondato insieme al fratello Chris i mitici FM. Oggi gli FM sono considerati una delle band di punta del pianeta: già con il primo album »Indescreet« (1986) avevano definito l’AOR servito »all’inglese«.

Per Steve vale una regola: più matura, più è impegnato. E per fortuna, a quanto pare, anche sempre più prolifico a livello espressivo. Abbiamo davanti il terzo album in studio degli Overland, uscito cinque anni dopo il predecessore »Diamond Dealer« (2009). Nel frattempo gli FM si sono riattivati a pieno regime e hanno pubblicato tre ottimi album in studio (il nuovo è proprio in lavorazione), mentre Steve è coinvolto anche nel progetto Shadowman (un sodalizio con il chitarrista degli Heartland Steve Morris), che ha pubblicato l’ultimo album nel 2011. Steve ha appena fatto uscire il nuovo album in studio degli Overland e già promette per quest’anno la realizzazione definitiva del  primo disco del progetto The Ozone, in tandem con un altro grande cantante britannico, Chris Ousey (Heartland, Snakecharmer).

In un’agenda stracolma, alla fine c’è stato tempo anche per il nuovo materiale degli Overland, e per l’occasione Steve ha rivoltato come un calzino la squadra di collaboratori che in studio hanno aiutato a »dare corpo« a tutte le sue idee musicali fresche. Al posto del polistrumentista e produttore svedese Martin Kronlund, che aveva dato una mano su »Diamond Dealer«, è arrivato un legionario non meno talentuoso: Christian Wolff! Un musicista canadese che in precedenza ha collaborato, per esempio, con Rob Moratti (Final Frontier, ex-Saga) e con la band On the Rise. Al basso c’è Larry Antonino, un nome della leggendaria formazione americana Unruly Child; dietro le pelli si è seduto lo straordinario Jay Schellen, anche lui legato agli Unruly Child, che ha suonato pure in Asia, Hurricane, World Trade, Circa, GPS (e l’elenco non è ancora finito). Se ci aggiungi uno dei maghi della chitarra più acuti e raffinati, nonché arrangiatore e produttore, Mike Slamer (Seventh Key, ex-Steelhouse Lane), che ha messo a disposizione altri assoli di chitarra e ha suonato anche basso e tastiere in questo album, è chiaro che qui c’è una combriccola eccezionale di musicisti magnifici. Tra l’altro, come ospite speciale presta i cori anche il bassista dei Kansas Billy Greer, che con Slamer forma il nucleo creativo di base dei Seventh Key.

Il nuovo album offre un sound più misurato, diciamo pure più radiofonico rispetto al predecessore »Diamond Dealer«, dove la chitarra sapeva a tratti »ruggire« in modo più concreto, sfogando decibel di riff. In ogni caso è difficile stabilire quale sia l’album più radiofonico degli Overland, ma le finezze si assomigliano. E »Epic«, con la sua melodicità concisa, conquista e ti si attacca addosso all’istante come un veleno! Le tastiere riacquistano più carattere espressivo (come nel primo disco), e a brillare c’è anche una forza ancora maggiore negli arrangiamenti delle straordinarie armonie vocali, che accompagnano un Steve Overland sempre pieno di sangue e sentimento: l’uomo dalla tipica «messa in piega» vocale, con quella pesantezza particolare e un raffinato sentimento soul pop.

Si può dire che con »Epic« Steve Overland abbia messo sul piatto, in termini di produzione sonora, il prodotto più maturo di tutte e tre le uscite a nome Ovelrand fino a oggi. Tutti i mattoni del suono stanno negli arrangiamenti in perfetto equilibrio. Il quadro sonoro è sfruttato al meglio. Anche dove un riff di chitarra potrebbe dominare sugli altri elementi, le chitarre non spingono affatto in primo piano, ma restano sempre furbescamente bilanciate con le tastiere.

L’album è di nuovo eccezionale nel centrare quelle caratteristiche che nell’AOR e nel rock melodico sono le qualità più apprezzate e ricercate! La tensione che sale dalla strofa (magari passando per il pre-ritornello) raggiunge il culmine nel ritornello, che si accende per forza in melodie perfette già al primo ascolto. Gli Overland ci riescono con il mignolo della mano sinistra. Chilometraggio, esperienza, mestiere: sono tutti qui!  E sopra a tutto c’è la cosa più importante, il senso innato per l’impostazione della brillantezza melodica. Steve Overland, nel corso degli anni di maturazione musicale, lo ha affinato fino all’optimum della sua personale percezione di »orecchiabilità melodica perfettamente definita«

Da Radio Radio fino all’ultima Time To Letting Go, l’album »Epic« ti afferra saldamente per le orecchie e, con la straordinaria pomposità dei suoi motivi di altissimo livello melodico, ti tiene in scacco. Insomma, tra un pezzo e l’altro non ci sono sbalzi di qualità. Amanti dell’AOR perfettamente limato, benvenuti a casa! Questo è un disco che trasuda contagiosità melodica e tutte quelle piccole pennellate di filigrana. Rifiniture raffinate negli arrangiamenti. Visto che i favoriti dovrete sceglierveli da soli, io personalmente indicherei come vette dell’album i pezzi di metà scaletta. Il primo è la semi-ballad Liberate My Heart, con uno dei ritornelli più belli del disco; subito dopo arriva la bombastica bellezza AOR Down Comes The Night, che rende al meglio nei lunghi viaggi notturni in auto, e poi If Your Heart’s Not In It, avvicinata al pop (ritornello »alla Toto«), dove Slamer tira fuori qualche momento chitarristico eccezionale. Certo, così su due piedi si rischia di fare torto agli altri brani, che comunque sono rifiniti nei dettagli in modo altrettanto ottimale. Impossibile poi non citare il pezzo più tosto dell’album, che proprio per questo si stacca dal resto: Rock Me. È impastato nella tradizionale maniera old school dei Deep Purple Mk III o dei primi Whitesnake. In generale, a rafforzare questa sensazione negli arrangiamenti ci pensa anche il tipico approccio vocale di Overland, che con la sua messa in piega soul evoca possibili paralleli con le caratteristiche vocali di Glenn Huhghes.

Ogni tanto, nei tratti degli arrangiamenti, »Epic« porta soluzioni che in un altro contesto musicale potrebbero virare verso il rock progressivo. Ma siccome quello che vedi e senti è quello che con gli Overland ottieni – una costante, insomma – il massimo che puoi scriverci sotto è che si tratta dell’album con più »estetica art« nel terzetto di dischi degli Overland. Quindi quello che gli Overland offrono con »Epic« resta comunque vicino al progetto Shadowman, e senza dubbio a parti degli FM e di The Ladder!

»Epic« è un album estremamente forte. A livello di composizione. Sul fronte dei contenuti è molto prevedibile (e quale album AOR non lo è?), ma dal punto di vista compositivo sta proprio al vertice dell’artigianato AOR! In produzione, con una metrica perfetta, fino a passaggi »mid –eight« elaborati con finezza, dove si sfoggiano il sapere e la forza di Mike Slamer. Ogni movimento del disco è subordinato alla costruzione assoluta di stati d’animo rapaci.

Già quando gli FM pubblicarono l’anno scorso gli album »Rockville« e »Rockvile II«, mi ero segnato che Steve Overland e la sua squadra sono maestri nell’arte di rimpacchettare una roba già venduta mille volte in modo che funzioni di nuovo a pieno sangue. Come se la vendessero per la prima volta. E la sua prolificità non si spegne. »Epic« è l’ultima prova. Un capolavoro!

Formazione

Steve Overland – voce, cori
Christian Wolff – chitarra ritmica, chitarra solista, chitarre acustiche, tastiere
Mike Slamer – chitarra ritmica, chitarra solista, tastiere, basso
Larry Antonino – basso
Jay Schellen – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Billy Greer (Kansas/Seventh Key) – cori
Billy Trudel – cori
Fredrik Bergh (ex-Street Talk) – tastiere nei brani n. 5 e n. 6

Produzione

Christian Wolff & Steve Overland

Tracklist

1. Radio Radio
2. If Looks Could kill
3. Stranded
4. Rags To Riches
5. Liberate My Heart
6. Down Comes The Night
7. If Your Heart’s Not In It
8. Rock Me
9. So This Is Love
10. Wild
11. The End Of The Road
12. Time For Letting Go

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