Nulti dan
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Olovni ples
Etichetta: Croatia Records
Uscita: 2013
Voto: 4.5/5
Gli Olovni ples (in italiano “Ballo di piombo”) sono una band croata di Dugo Selo. In meno di dieci anni di carriera hanno pubblicato quasi tanti album quanti sono gli anni passati sulla scena. »Nulti dan« però, a conti fatti, è una compilation. Evidentemente il gruppo è finito finalmente sotto l’ala di una label solida come Croatia Records, che già nel 2011 aveva pubblicato una compilation simile. Se »Sloboda« riassumeva una selezione dei primi tre album, l’attuale »Nulti dan« si concentra su una scelta di materiale degli ultimi tre album in studio della band, cioè »Sutoni«, »Živog Sina tvoga« e »Ludilo«. Curioso che la compilation abbia scelto come baricentro proprio l’album »Živog Sina Tvog«, anche se l’album più recente, »Sutoni«, è uscito a inizio 2013. Ma con una differenza importante. Nel booklet c’è scritto: registrato a luglio 2013. Vuol dire che tutti i pezzi di questa compilation sono stati registrati di nuovo. La produzione non lo nasconde per niente! Per questo chi non conosce la band potrebbe credere per errore di avere tra le mani un nuovo album in studio.
Comunque. Questa compilation è la prova di prima qualità che gli Olovni ples sono un gruppo di enorme talento, con una visione autoriale decisa e chiara e una scrittura acuta, che sviluppa da sempre un carattere stilistico tutto suo. Se c’è una band in cui l’etichetta indie cade al posto giusto, è senza dubbio per il carattere indipendente della scrittura, oltre che per l’attitudine stessa del gruppo. L’artismo che coltivano è particolare: fonde alcune forme di genere che compaiono volentieri nel sound e nello stile di moda delle band »alternative«, ma allo stesso tempo è chiaro che questa è una formazione che difende prima di tutto la libertà conquistata col sudore, per poter sviluppare e coltivare in pace la propria originalità! Per questo è difficile trovare i veri paralleli musicali per questa band. Sia sul suolo croato che sulla scena internazionale.
Nei brani il gruppo sviluppa un mix tutto suo di rock ‘n’ roll più cupo e »fumoso«, che si appoggia senza vergogna su elementi di blues, boogie, perfino country folk. I ragazzi hanno la vera posa da rocker. Si sente il loro mojo! I pezzi sono super focalizzati, come composizioni. Sono creature musicali dal minimalismo asciutto, in cui nemmeno un singolo gesto è di troppo e che dicono chiaramente quello che vogliono dire. Il profilo autoriale delle composizioni è quindi eccezionale e all’ascolto ti prende subito.
I ritmi guida sono per lo più a tempi medi, solidamente piantati con un tocco civettuolo, intensificati con coraggio da riff di chitarra dal suono organico ma chiaramente affilati in chiave rock. La band ricorre al suono »jangle«, l’uso di chitarre semi-acustiche, eredità dei tempi degli Yardbirds, è scontato, e spesso »inzuppa« di proposito il suono desiderato in effetti »reverb« e/o »stereo chorus«, che regalano al quadro sonoro un tocco speciale, teatrale (Ugašena svijeća porta nel colore delle frasi di chitarra un paesaggio sonoro già quasi alla R.E.M.). Nonostante le forme asciutte, che in fondo derivano dall’elementarità del rock ‘n’ roll, non si può non cogliere il chiaro retrogusto alternativo nella musica del gruppo! Nella retorica dei pezzi si insinua spesso il carattere di desperados un po’ canaglia, come dimostrano Nulti dan, Svi spavaju ed Eli, appena storte e rifinite in chiave country, mentre nei momenti in cui la componente blues domina le forme degli arrangiamenti, nell’elementarità dei riff che per il resto restano tali, senti la voracità della perdizione e della corruzione in Ti divna si, sedotta in modo erotico.
Gli Olovni ples possono contare su due voci soliste. Questa compilation non lo rende con la stessa efficacia, perché nella maggior parte dei brani scelti compare la voce solista di Tomislav Zorić. La sua voce è introversa, ha quella postura intellettuale di ribellione nascosta, di sfida condannata al fallimento, mentre l’altra voce, cioè quella nel brano Mir svoj gubim e quella di Stipe Periša, è estroversa, un vero mix da pazzi di follia e dolore. Questo approccio evoca nelle varie situazioni emozioni completamente diverse e, naturalmente, l’atmosfera voluta per ogni brano.
Il lato profondamente intellettuale di una ricca vena comunicativa lo mostrano, oltre alla poesia d’autore succosa e sentita, anche due messe in musica ingegnosissime di versi di altri poeti noti. Si tratta di due canzoni d’amore. La prima è la messa in musica della poesia Eli, scritta dal poeta croato Izidor Poljak e stampata per la prima volta nel 1909, mentre il testo di Mir svoj gubim è opera del poeta bulgaro Kiril Hristov.
L’assioma »meno è meglio« con gli Olovni ples funziona alla perfezione. Grazie a questo minimalismo musicale sfruttato con efficacia nelle strutture compositive, i pezzi cadono spesso in una ripetitività quasi dolce, che però ha un effetto inebriante e ipnotico, e proprio per questo la band evoca ancora più efficacemente le emozioni e le passioni volute. Ai brani non c’è niente da togliere e niente da aggiungere. La produzione è splendidamente contrastata tra i mattoni del suono. Riempita in modo asciutto con una dose di buon gusto di chitarre »jangle« piene di reverb, ma sempre chiaramente organiche e scintillanti. Se non conosci gli Olovni ples, la compilation »Nulti dan« è un ottimo punto di partenza per fare la conoscenza di una band che ti sorprenderà di sicuro in positivo e, alla resa dei conti, ti conquisterà in pieno con la sua originalità.
Formazione
Tomislav Zorić – voce, chitarra, armonica
Stipe Periša – voce, chitarra
Vjeran Pavlović – basso
Bojan Rađenović – batteria, percussioni, cori
MUSICISTI OSPITI:
Katarina Kramer – voce nel brano n. 3
Petra Kramer – voce nel brano n. 3
Miloš Drobnjaković – tastiere nel brano n. 9
Produzione
Tomislav Zorič & Stipe Periša
Tracklist
1. Moja ljubavi
2. Isprat će kiša
3. Svi spavaju
4. Ugašena svijeća
5. Ti divna si
6. Daj mi malo vjere
7. Eli
8. Naš izbor
9. Nulti dan
10. Što sam ja tebi
11. Mir svoj gubim