Eric Clapton
Artista: Clapton, Eric
Etichetta: Polydor Records
Uscita: 1970
Durata: 36.41
Voto: 3/5
Dopo il sanguinoso naufragio dell’esperimento Blind Faith, Eric Clapton ha cercato di tenersi alla larga dagli occhi del pubblico. Distrutto psicologicamente e a corto di motivazione, il chitarrista si è presto inventato un modo di restare dentro la musica in circostanze per lui decisamente insolite: quello di chitarrista di accompagnamento nella formazione di Delaney & Bonnie and Friends. Come gli capiterà ancora molte volte in carriera, l’avventura con i coniugi Bramlett è arrivata per Clapton al momento giusto. Ben radicato nella pace e nella penombra serena dell’anonimato, il ruolo di spalla l’ha tenuto vicino alla musica e, per la prima volta in carriera, Eric si è ritrovato libero dalla pressione spietata e delirante del circo mediatico. Clapton ha sfruttato quella via di mezzo per schiarirsi le idee e per una sobrietà emotiva di cui aveva un disperato bisogno, che ha scrollato di dosso le emozioni negative del musicista, come la rabbia e soprattutto la paura di salire sul palco, e i risultati di questa riabilitazione psichica indispensabile si sono infine cristallizzati proprio nella nascita del debutto di un musicista straordinario.
Il debutto solista del leggendario chitarrista, prevedibilmente intitolato semplicemente Eric Clapton, è germogliato durante due pause del tour di Delaney & Bonnie and Friends. Non stupisce quindi che il cast musicale dell’album sia in pratica una copia esatta dell’organico della carovana in concerto dei coniugi Bramlett. Per dare il via alla carriera solista, Clapton è riuscito a reclutare un’intera schiera di ottimi musicisti: oltre a nomi come Clark Radle, Bobby Whitlock e Jim Gordon (tutti e tre, più avanti, nel ruolo di capofila dei Derek And The Dominos, avrebbero scritto i vertici delle proprie carriere musicali), all’album hanno contribuito anche Stephen Stills e Leon Russell. Com’era logico aspettarsi, a confezionare l’album in studio ci ha pensato lo stesso Delaney Bramlett.
Eric Clapton è un disco estremamente cauto, che si aggrappa con i denti per non avventurarsi nell’ignoto e, almeno altrettanto, per non tornare indietro nel passato. Le 11 tracce dell’album sono legate con garbo in un insieme coeso, che offre un’immagine sonora molto compatta, privata di proposito di qualsiasi sfogo strumentale più sostanzioso. Per la prima volta Clapton si mette alla prova con l’impatto del materiale autoriale, che con poche eccezioni finisce ingrato nella categoria della minestra rock & roll poco speziata, con qualche deviazione verso soul e blues rattoppata alla meno peggio. Con un risparmio ponderato delle munizioni chitarristiche, qui ci troviamo davanti alla sottigliezza di pezzi come Lonesome and a Long Way From Home, Easy Now e I’ve Told You For The Last Time, spunti tutti sommato dignitosamente imbrigliati, che però non regalano picchi. Al battito rilassato dell’album contribuiscono senza riserve Lovin’ You Lovin’ Me e la leggermente più riuscita Don’t Know Why, malinconica e pacata escursione di Eric nelle acque del soul. Il più vicino approssimarsi al blues Clapton lo serve con il gioco fantasioso di riff di Bad Boy, che insieme a After Midnight, Let It Rain e Blues Power forma la solitaria compagnia dei quattro favoriti sicuri del disco.
Nonostante la mancanza di spontaneità e di energia creativa, Eric Clapton è senza dubbio una pietra miliare di carriera, con cui il chitarrista ha finalmente osato tenere testa ai tormenti della propria stasi creativa. Ironia della sorte, è stata proprio la tiepidezza del debutto ad aiutare Clapton a rafforzarsi nello sviluppo sicuro di quell’ispirazione artistica che in realtà non aveva mai davvero abbandonato il musicista. Nel crepitio ancora timido delle scintille di idee creative, lentamente ma con sicurezza si stavano risvegliando l’antico ardore e la determinazione di un musicista la cui sensibilità, la flessibilità interpretativa e la forza artistica sarebbero esplose in piena luce solo negli anni a venire.
Formazione
Eric Clapton: voce, chitarra
Delaney Bramlett: chitarra ritmica, voce
Leon Russell: pianoforte
Bobby Whitlock: tastiere
John Simon: pianoforte
Carl Radle: basso
Jim Gordon: batteria
Jim Price: tromba
Bobby Keys: sassofono
Tex Johnson: percussioni
Bonnie Bramlett: cori
Rita Coolidge: cori
Sonny Curtis: cori
Jerry Allison: cori
Stephen Stills: cori
Produzione
Delaney Bramlett
Tracklist
1. Slunky
2. Bad Boy
3. Lonesome and a Long Way from Home
4. After Midnight
5. Easy Now
6. Blues Power
7. Bottle of Red Wine
8. Lovin’ You Lovin’ Me
9. I’ve Told You For the Last Time
10. Don’t Know Why
11. Let It Rain