Valse Brutal
Artista: Kržišnik, Borut
Etichetta: KUD France Prešeren
Uscita: 2009
Voto: 4/5
Borut Kržišnik si è fatto conoscere in passato grazie alle collaborazioni con formazioni come Marcus 5, Borghesia e Laibach, ma ultimamente si fa notare solo con le sue creazioni personali. Già due anni fa ci aveva regalato una musica splendida per uno spettacolo di danza, nell’album intitolato Sacre du Temps, e ora torna sulla stessa strada, di nuovo in veste classica, con l’album Valse Brutal.
Su questo disco Kržišnik riparte esattamente da dove si era fermato con il progetto precedente. Ritroviamo la sua versione moderna della musica classica, piena di dissonanze, imprevedibilità, rischio. Mi azzardo a dire che Kržišnik si sia ispirato parecchio alla musica del grande compositore russo Igor Stravinskij e di qualche altro compositore classico d’avanguardia più contemporaneo. Come ho già detto, su Valse Brutal si sentono tutti quegli elementi tipici della musica d’avanguardia: melodie insolite e schemi imprevedibili. Spesso anche i musicisti d’avanguardia finiscono per cadere in schemi stereotipati, che col tempo, volente o nolente, si creano pure lì (anche nella musica d’avanguardia). Eppure, anche se al primo ascolto l’album sembra solo il seguito di Sacre du Temps, Kržišnik non segue proprio gli stessi percorsi del predecessore, anzi: ti sorprende di continuo con qualcosa di nuovo.
Kržišnik ha suonato di nuovo l’album da solo. Ma a differenza del lavoro precedente, dove comunque aveva avuto un po’ di aiuto da collaboratori che suonavano veri strumenti classici, stavolta crea tutto il suono da sé con le sue tastiere, che suonano in modo sconcertante come una vera orchestra classica. Non sono mai stato un grande fan degli effetti in musica, perché di solito suonano artificiali e poco convincenti, ma le tastiere di Kržišnik sono identiche agli strumenti classici veri, e ci riescono solo i compositori con un orecchio fuori dal comune, perché anche la minima sfumatura fuori posto o una mancanza potrebbe rovinare parecchio la qualità del lavoro. Qui però non succede. È tutto come dev’essere.
Kržišnik porta avanti la sua visione da dove l’aveva lasciata con Sacre du Temps. E perché no? Dal punto di vista artistico Sacre du Temps è stato un successo pieno, e la storia continua con Valse Brutal, che è altrettanto classico, vario e drammatico del predecessore, anche se comunque diverso. Questa non è davvero musica per chi ama il rock “a pioggia”, ma se avete tempo, sedetevi e lasciatevi andare a questo gioco di suoni. Borut Kržišnik non ha deluso, di nuovo. Gli si può rimproverare al massimo che stavolta, a livello sonoro, non fa niente di nuovo, ma la musica è strutturalmente parecchio diversa da Sacre du Temps, ed è proprio per questo che la sua versione di classica d’avanguardia resta fresca e attuale.
Formazione
Borut Kržišnik – orchestra virtuale
Produzione
Borut Kržišnik
Tracklist
1. Intruder
2. Goldbach’s Conjecture
3. Valse Brutal
4. Ludi Amphitheatrales
5. Dreams and Frames
6. Corridors of Power
7. Polite Predators