Eros Ramazzotti tifa per la Slovenia (2009)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Hala Tivoli / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 19.11.2009
Numero di spettatori: 8
Prezzo del biglietto: 79,00€ (platea) / 69,00€ (tribuna)

Eros Ramazzotti, la star italiana, praticamente l’unico che il pianeta Terra ha conosciuto anche fuori dai confini della nostra vicina occidentale, l’Italia. I prezzi astronomici dei biglietti non sono stati una scusa per il pubblico per saltare il concerto di Lubiana, a conferma di quanto Eros Ramazzotti sia un nome grande e ben radicato tra gli sloveni. Bello. Già gli ZZ Top, il 16.10.2009, avevano riempito ben bene la grande sala di Hala Tivoli, e così i Dream Theater, il 31.10.2009. Stavolta però le tribune erano davvero piene da scoppiare, mentre in platea è rimasto ancora qualche posto libero (per via del dilemma tra l’acquisto di un biglietto carissimo – tribuna – e uno ancora più carissimo – platea).

Il musicista italiano, che nella sua carriera ha venduto in tutto oltre 36 milioni di album, quest’anno ha pubblicato il nuovo lavoro in studio “Ali e Radici” (2009). Per l’esibizione nella grande sala di Hala Tivoli, vista la produzione impegnativa che accompagna le sue apparizioni sui palchi del tour mondiale in corso, ha affittato anche la piccola sala di Hala Tivoli, dove ha piazzato il personale tecnico responsabile dell’intera regia video.

Il tipo è salito sull’ampio palco della grande sala alle otto e venti di sera. Un palco allestito con container come quelli che si vedono sul ponte delle navi cargo transoceaniche, impilati in file da tre per due, che durante il concerto si spostavano e si allargavano a piacere. Davanti ce n’era piazzato un altro. E all’inizio un gruppetto di operai ha teatralmente “scoperchiato” il container, e dentro abbiamo visto una “Bella Addormentata” che si risveglia: Eros, alle prese con l’opener Appunti e note. Ovviamente Eros ci è entrato salendo dei gradini ricavati nel palco. Dopo questo pezzo il container sparisce dal palco, che sembra diventare visibilmente più grande, inondato da una luce più intensa, e su cui si nota una band di accompagnamento di dieci elementi. Tra loro musicisti del calibro di Reggie Hamilton (basso), Everette Harp (sassofoni) e uno dei migliori chitarristi da studio al mondo, direi il “grande” Michael Landau.

A Ramazzotti non serve sprecare chissà quanta energia. Fa tutto il suo repertorio, hit dopo hit. Eppure nel business dei grandi nomi le cose non sono mai semplici come sembrano al primo ascolto. Un calibro maggiore muove più soldi, ma ha bisogno di molto più spazio. La band di dieci elementi ha accompagnato il cantante senza una sbavatura per tutto il concerto. Lui si è messo a tracolla anche la chitarra e ha fatto capire di saper tirare fuori anche qualche assolo serio. In ogni caso al suo fianco vegliava sempre l’attentissimo Michael Landau, noto per il suo tocco squisito, cosa che dimostrava anche il suono dei suoi assoli. Sì. Il quadro sonoro era eccezionale, un suono pulitissimo, e non sono mancati i brividi lungo la schiena, a conferma che quella sera eravamo di sicuro nel posto giusto.  Alcuni pezzi in tutti questi anni hanno subito ritocchi negli arrangiamenti. Forse “correzione” è un termine troppo pesante. Diciamo piuttosto un upgrade di maturità. Per esempio Terra promessa, vincitrice a Sanremo 1984, con cui Ramazzotti si aggiudicò il primo posto nella categoria miglior “newcomer”, era condotta con un ritmo quasi funky groove e un tocco rock ben marcato delle chitarre.

L'”Eros tascabile” ha saputo accendere gli sloveni con qualche piccolo gesto da grande uomo. Il primo è stato congratularsi con noi per la meritata qualificazione ai Mondiali di calcio, che l’anno prossimo si giocheranno in Sudafrica, dopo aver sollevato teatralmente sul palco una sciarpa da tifoso sloveno e aver urlato: “Sloven-ja, Sloven-ja, Sloven-ja!!!” Poi ha dedicato un’attenzione speciale a insegnarci la pronuncia della lettera “H” (ripetuto più volte: “Ha-vala!”), cosa rara per i nostri vicini occidentali, che di solito neanche provano a dire una parola in sloveno.

Ramazzotti è un cantante eccellente, un animale da palcoscenico che gode sotto i riflettori. La vivacità della messa in scena è stata sostenuta da tre dolci coriste, che in I belong to you, brano che nell’originale Ramazzotti canta con Anastacia, si sono ritrovate con parti vocali principali condivise. Eros le ha ringraziate con un dolcissimo: “Le mie tre caramelline!” Il suono ha comunque sparato molta più durezza rock di quella a cui siamo abituati dagli album in studio. Il tocco rock era particolarmente marcato nei momenti in cui sul palco c’erano ben tre chitarre elettriche. Stavolta Eros ha trovato un pubblico piuttosto freddo. Per fortuna a Tivoli è arrivato anche un piccolo drappello di fan italiani scatenati, che cantavano a squarciagola i versi insieme alla star e in qualche modo spezzavano il torpore spento della folla durante il concerto. Curioso che in sala si siano pigiate circa 7500 persone senza far partire chissà quale casino.

Un concerto per cui dovevi metter mano al portafoglio con decisione, che funzionava sul principio della pura routine studiata a memoria, ovviamente mascherata dal grande capitale investito nella produzione scenica. Così Ramazzotti ha regalato al pubblico sloveno appena un’ora e 40 minuti di compagnia e poi ha tolto le tende. Per quei soldi (o anche meno) di solito ti becchi almeno due ore piene (se non di più) di repertorio, quindi posso concludere che ci ha presi bellamente per il naso.

foto: Robi Lipej 

Scaletta

1. Appunti e note 2. Dove c’è musica 3. Un attimo di pace 4. Quanto amore sei 5. Stella gemella 6. Terra promessa 7. Una storia importante 8. Adesso tu 9. Se bastasse una canzone 10. Bucaneve 11. Un’emozione per sempre 12. I belong to you 13. Musica è 14. Favola 15. L’ombra del gigante 16. L’aurora 17. L’orizzonte 18. Ali e Radici 19. Fuoco nel fuoco 20. Più bella cosa 21. Parla con me 22. Questo immenso show 23. Controvento 24. Non possiamo chiudere gli occhi

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