Exciter – il nostro obiettivo è suonare sempre più estremi, disco dopo disco! (2009)

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Luogo: club Ke Me Meo / Argelato (Bologna) / Italia
Data dell’intervista: 28.03.2009

Gli Exciter sono leggendari thrash/speed metaller canadesi, originari di Ontario. Una band pionieristica che, con la sua comparsa sulla scena, ha influenzato in modo decisivo lo sviluppo di una vera pletora di gruppi thrash metal in giro per il mondo e, insieme a questo, la crescita di popolarità di questo filone dell’heavy metal. Johnny Ricci (chitarra), Rob “Clammy” Cohen (basso) e Rick Cherron (batteria) li abbiamo beccati del tutto per caso al loro arrivo alla terza edizione del Play It Loud, che si è tenuta nella cittadina di Argelato, vicino a Bologna, per la precisione al Ke Me Meo. I ragazzi, che non nascondevano affatto il loro ottimo umore, si sono presi senza problemi un po’ di tempo per fare due chiacchiere. Mentre parlavamo così, davanti all’ingresso del backstage del club, alle nostre spalle si è formata una marea nera di fan che aspettava di salutare la band. È stato un momento bellissimo…

RockLine: Come mai stasera gli Exciter si sono ritrovati qui, e siete un po’ stanchi per il lungo viaggio?

John: Riceviamo un sacco di proposte per suonare in questa parte del mondo, soprattutto per date singole, come quella di stasera qui al festival. L’anno scorso, per dire, abbiamo suonato in Spagna, Germania, Bulgaria, Grecia. Qui stasera al Play It Loud in Italia, invece, è la nostra prima data europea di quest’anno. Gli inviti a suonare in realtà ci arrivano da tutto il mondo, direttamente dai promoter locali. Quanto ai voli lunghi come quello di oggi, ormai ci siamo abituati e non ci creano grossi problemi, quindi stasera siamo qui, prontissimi a suonare heavy metal!

RockLine: Per caso si sta preparando un tour europeo di un mese insieme a qualche altra band? Per gli Exciter si sta muovendo qualcosa del genere?

John: In pratica la storia è la stessa. Dipende dalle proposte. Ma ci pensiamo di continuo e lo vogliamo di sicuro tantissimo. Un tour in Europa di tre, quattro o cinque settimane sarebbe fantastico. Ci serve solo la proposta. Cioè qualcuno che ci inviti. Per gli Exciter, in questo senso, tutte le opzioni sono sempre aperte. L’Europa è il nostro mercato più forte, quindi il nostro obiettivo è salire sui palchi europei il più spesso possibile.

RockLine: E il pubblico canadese, cioè il vostro pubblico di casa, come accoglie gli Exciter? Com’è la situazione del metal da voi?

Clammy: È molto “magrolina”.

Rick: In pratica la scena metal in Canada non esiste proprio. Ogni band che arriva dal Canada e suona heavy metal è di base costretta a fare concerti fuori dal Canada per farsi conoscere. Quindi lì non hanno proprio nessuna occasione. Posso dire insomma che da noi non c’è proprio nessuna vera scena metal. Noi siamo fortunati a poter suonare in giro per il mondo.

RockLine: Secondo voi perché in Canada è così?

Clammy: Se devo essere sincero, non ho davvero idea del perché. L’interesse va a ondate. Ci sono anni in cui non si muove niente, poi arriva una serie di anni in cui scelgono delle band e le aiutano con promozione e concerti, e poi di nuovo tutto si calma del tutto. La cosa va avanti a ondate, senza una vera continuità, una costanza. In questo momento i venti favorevoli per l’heavy metal da noi sono davvero al punto più basso possibile.

RockLine: Avete un nuovo cantante, Kenny, e avete pubblicato il nuovo album “Thrash, Speed, Burn”. Com’è finito Kenny negli Exciter e come si è inserito nella realizzazione dell’album?

John:  In realtà è stato Kenny a contattare noi. Degli amici gli avevano detto che gli Exciter cercavano un nuovo cantante in rete e lo avevano spinto a presentarsi al provino. Kenny è di New York. È arrivato al provino, che è andato benissimo. Eravamo davvero contenti della sua voce e così l’abbiamo preso nella band. I pezzi per il nuovo album, in quel periodo, erano già sostanzialmente finiti. Abbiamo dovuto adattarli un po’ al modo di cantare di Kenny.

Clammy: Per fortuna anche Kenny ha un senso dell’umorismo contorto come quello di tutti gli altri nella band, ah, ah, ah….

RockLine: Kenny è un cantante che con la voce può arrivare a vette estreme.

John: Sì. Era esattamente questo il punto, la condizione di base quando cercavamo un nuovo cantante. Soprattutto e in particolare per il passato degli Exciter, per i nostri lavori precedenti. I nostri fan sono abituati alla voce alta degli Exciter. Finora Kenny si è rivelato per noi un colpo azzeccatissimo e la sua voce funziona alla grande negli Exciter. Devo anche dire che subito dopo l’uscita del nuovo album c’è stato un interesse enorme per gli Exciter. Un interesse come quello che abbiamo vissuto con l’uscita di “Thrash, Speed, Burn” non lo ricordo negli ultimi 20 anni della nostra carriera. Abbiamo ricevuto anche molti più inviti a suonare in Europa, più recensioni del nuovo album, e su vari media sono usciti più articoli sugli Exciter. Abbiamo fatto davvero una bella cosa. Il nostro nuovo album ha dei momenti musicali eccezionali!

RockLine: Immagino che adesso siate pieni di energia. Le idee per il nuovo album stanno già nascendo?

John: Di energia siamo sempre pieni e certo, stiamo già scrivendo anche il nuovo materiale per il nostro prossimo album in studio. Sai com’è con gli Exciter.  Da un disco all’altro cerchiamo di suonare ancora più estremi, estremi, estremi…. Negli Exciter la sperimentazione non ci attira granché, ma ci sforziamo sempre di ottenere sul nuovo album un suono ancora più estremo di quello del precedente. Per esempio, tante band che non hanno un grande successo iniziano a pensare di cambiare qualcosa nella musica, sofisticare il suono, cambiare stile,… tutto nella speranza che questo apra loro la strada a più occasioni di salire sui palchi. Nel caso degli Exciter, una mossa del genere sarebbe senza dubbio sbagliata.

RockLine: La mia impressione generale è che in Europa in questo momento stia tornando a crescere l’interesse per il thrash o lo speed metal.

Clammy: Sì. In Europa le masse stanno riscoprendo il thrash metal. Anzi. Vedo che la cosa è in crescita e c’è un sacco di interesse ovunque, tranne che in Nord America, da dove veniamo noi.

RockLine: Per gli Exciter ci sono in programma date nei festival europei questa estate?

John: Per ora non abbiamo ancora niente di confermato. Di solito gli inviti arrivano due mesi prima delle date dei festival. Però in questo caso per gli Exciter ci sono molte opzioni aperte per suonare. Ma per adesso siamo ancora in attesa degli inviti.  

Rick: Il mese prossimo suoniamo a un festival in Messico. E si apre anche la possibilità di un tour degli Exciter in Sudamerica a settembre di quest’anno.

RockLine: Vorrei farvi qualche domanda un po’ più personale…

John: Tipo di che colore sono le mutande che porto?

Clammy e Rick (risate)

John: Volete vedere?

Rick: No, no… grazie mille, ah, ah, ah…

RockLine:  Pensavo a questo: che mi raccontiate cosa ha ispirato ciascuno di voi a diventare musicista?

Rick: Quando ero piccolo e di cattivo umore, giù di morale, i miei genitori mi mettevano spesso davanti alla radio, dove passava musica. Mi calmava, così entrambi avevano pace da me, anche per ore intere. A sette anni ho espresso il desiderio di suonare e i miei mi portavano a lezioni di batteria. Da lì in poi ricordo solo che battevo e battevo sulla batteria di continuo. Da ragazzino mi esercitavo anche quattro ore al giorno. Le prime band che mi hanno conquistato sono stati i Kiss, poi i Judas Priest e gli Iron Maiden. I miei genitori letteralmente impazzivano per il mio martellare continuo sui tamburi. Adesso però sono molto orgogliosi di me.

Clammy: Io posso dire che la musica è la parte più importante della mia vita. Per me è stato del tutto naturale prendere in mano uno strumento e iniziare a imparare a suonare. Negli anni da teenager ho cominciato a studiare la chitarra. Di base sono un chitarrista, ancora oggi suono la chitarra. Al basso sono passato del tutto per caso, quando suonavo in una band prima degli Exciter e cercavamo un bassista che si unisse a noi. Ho comprato un basso Rickenbecker e ho detto che avrei suonato io il basso per un po’, finché non avessimo trovato il bassista giusto. La cosa è andata alla grande in quel quartetto, quindi tutti volevano che restassi al basso. E tutta la faccenda degli Exciter per me è stata una fortuna pazzesca. Ho avuto davvero un gran culo. Conosco John da tantissimo tempo. Un giorno mi chiama e mi chiede se me la sento di unirmi alla band per un solo concerto nel New Hampshire, perché due settimane e mezza prima di quel concerto gli Exciter erano rimasti senza bassista. Ho accettato e ho chiesto a John di mandarmi una registrazione dei pezzi che gli Exciter avrebbero suonato al concerto, per impararli. Ho fatto la mia parte, eravamo tutti contenti perché il concerto era andato benissimo, ho salutato i ragazzi e ho detto che se avevano bisogno di un bassista potevano chiamarmi. Un anno dopo mi chiama John, ero proprio al lavoro, e mi fa: “Vogliamo che ti unisca alla band!” Ci stavo subito. In realtà ho risposto che dovevo ancora parlarne con i ragazzi della mia band, ma già subito dopo la telefonata di John avevo deciso di accettare. A dire il vero, sarei stato scemo a rifiutare un’offerta del genere. Da che mi ricordo, mi ha sempre attirato la musica più dura. Quando avevo otto anni ho scoperto i Kiss. È stato fantastico far parte dell’esplosione thrash degli anni Ottanta, di cui ero fan già da teenager, e poi avere l’onore di suonare con tutte quelle band che la stavano creando. Ovviamente è così anche oggi. Questo piacere.

John: Mi ha sempre attirato il lato più duro della musica. Per quanto mi riguarda, iniziare a suonare la chitarra è stata un’evoluzione naturale. Sono sempre stato un seguace delle band metal classiche, già degli anni Settanta. Quando siamo arrivati sulla scena la prima volta, gli Exciter hanno scioccato tutti. Band come eravamo noi allora sulla scena non ce n’erano proprio. La cosa interessante è che cercavamo solo di imitare il suono e lo stile delle band degli anni Settanta. Ma quando abbiamo scritto la musica, suonava del tutto unica e particolare. Siamo rimasti molto sorpresi dal successo del nostro primo disco. Non ci sognavamo minimamente di suonare così diversi da tutte le altre band e allo stesso tempo così freschi. Con il passare degli anni degli Exciter ci siamo tenuti alla formula stilistica e sonora già collaudata. Oggi suoniamo la stessa musica dal punto di vista dello stile, solo che siamo ancora più rumorosi. Penso che i nostri fan lo apprezzino molto, così come il fatto che nella carriera non abbiamo sperimentato granché con il nostro stile. Mi ha sempre ispirato e spinto avanti la musica più aggressiva. L’aggressività nella musica, in realtà, è la mia prima scelta.

RockLine: Quando avete suonato al Metal Camp a Tolmin, i fan metal sloveni sono rimasti davvero entusiasti del vostro show.

Rick: Oh sì, me lo ricordo. Lì era molto figo.

John: In realtà è stato divertente quando ci hanno piazzati su quel piccolo palco. Ci ha caricati ancora di più, tanto da dare ancora di più. È stato molto bello perché anche il pubblico era più vicino al palco, e così durante il concerto si è creata una vera energia tra noi e la folla.

Clammy: La gente stava letteralmente “appesa agli alberi” a guardarci, ah, ah,..

Rick: Sì. C’erano alberi. Dappertutto.

RockLine: Gli obiettivi a breve termine per gli Exciter sono quindi il nuovo disco,…

John: Sì, come dicevo. Registrare un nuovo disco. Ancora più aggressivo del precedente, ancora più rumoroso e duro, e soprattutto ancora più veloce. E goderci ogni singolo momento del nostro lavoro. Siamo sempre in tour, tra l’altro. Quindi è molto importante divertirci in tutto questo, perché non sai mai quando potrebbe succedere che questo momento, in cui ci sono date queste possibilità, non ci sia più. Perciò cerchiamo di vivere il presente, momento dopo momento, e di accoglierlo così com’è fino in fondo.

RockLine: E per questo concerto, un’osservazione un po’ provocatoria. Avete un po’ paura stasera dei Jag Panzer?

Clammy: Paura?

Rick: Perché dovremmo avere paura? Abbiamo già suonato insieme ai Jag Panzer.

John: Sono dei ragazzi super “cool”. Sono due giorni, da quando siamo qui, che giriamo in giro insieme. Che bella compagnia.

RockLine: Stasera sarà di sicuro un’esperienza devastante con voi al Play It Loud! Vi auguro un concerto spaccaossa.

John: Sì, di sicuro. Non vediamo l’ora di salire sul palco. Grazie anche a te.

Clammy: Grazie. Se hai ancora qualche domanda, mandacela via e-mail senza problemi, quando vuoi.

foto: Milan Krušič

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