Exhumation – The Early Years
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Grave Digger
Etichetta: Napalm Records
Uscita: 2015
Durata: 55:23
Voto: 4/5
I Grave Digger sono veterani di lungo corso dell’heavy metal europeo, quello del Vecchio Continente. Per essere ancora più precisi, della scena metal teutonica nata nei primi anni Ottanta. Cioè proprio quella che, sulle ali di band come Running Wild, Helloween, Scanner, Rage e anche Sinner, si è sviluppata in una variante sottogenere dell’heavy metal ben riconoscibile (nel senso più ampio dell’etichetta di genere). Insomma, l’approccio tedesco al metal.
I Grave Digger sono una band che ha vissuto una serie di alti e bassi. Il suo leader Chris Boltendahl sa che solo il lavoro duro e la perseveranza portano i risultati giusti. Con gli anni di ostinazione la band è così diventata un nome di culto; uno degli ultimi (piccoli) scossoni è arrivato un paio d’anni fa, quando ha cambiato chitarrista. Il suono di una band metal popolare si regge (o crolla) sui chitarristi, quindi certi rimpasti sono sempre una lotteria. Per fortuna il nuovo arrivato, l’esperto chitarrista Axel Ritt, soprattutto dopo gli ultimi due ottimi lavori in studio della band, si è calato alla perfezione nei panni dei suoi predecessori, e i Grave Digger hanno così mantenuto la passione creativa e, non da ultimo, con tutta la credibilità, il loro carattere musicale unico, che non ha vacillato minimamente.
Davanti a noi c’è dunque un album di vecchi pezzi suonati di nuovo. Con la formazione attuale, cioè con Axel Ritt alla chitarra. Con questa mossa la band ha deciso di tornare dritta al proprio nocciolo. Alle origini. Ai primi anni Ottanta, anzi alla prima metà degli anni Ottanta. Ha così restaurato alcuni brani dei primi tre album ‘Heavy Metal Breakdown’, ‘Witch Hunter’ e ‘War Games’, ma la vera sorpresa è stata la scelta di piazzare in questa compilation anche una versione rinnovata di Stand Up And Rock, che arriva dal progetto Digger, finito malissimo, e dal suo unico album uscito, »Stronger Than Ever« (1987). Con questa compilation la band ha fatto capire chiaramente ai suoi fan di restare attiva anche come autrice: ha infatti aggiunto due pezzi completamente nuovi, cioè My Private Hell Morning e Young And Dangerous, che annunciano in che luce si svilupperà il nuovo album in studio dei Grave Digger. Evidentemente il più primordiale possibile. Almeno a giudicare dal suono e dall’impianto degli arrangiamenti delle frasi di chitarra principali. Sguardo puntato dritto là da dove arrivano i primi tre album della band. Ovviamente nel pieno fuoco delle possibilità che la nuova tecnologia di registrazione ti mette a disposizione in studio. La ruvidezza spiccata e l’affilatezza seghettata delle frasi di chitarra, a cui dà un contrasto fondamentale la sezione ritmica rotolante da un lato e, dall’altro, l’eterno e riconoscibilissimo ruggito rabbioso di zio Reaper, anche stavolta non tradiscono nemmeno per un attimo il prodotto!
Di sicuro c’è stata un po’ di »chirurgia« nel rinfrescare gli arrangiamenti, che ora suonano ancora più maturi e definiti; allo stesso tempo il nuovo vestito, che non cambia affatto l’essenza degli originali, mantiene quel senso di ingenuità da esordienti che di solito le band si portano dietro con la foga dell’esuberanza giovanile. Inoltre tutti i brani nella nuova veste trasudano un sacco di divertimento e un’ottima chimica di lavoro, che la band ha sviluppato in studio durante le registrazioni della compilation.
Insomma. Grave Digger sono Grave Digger. Quello che c’è dietro il nome della band è quello che ti porti a casa. Non è più una scoperta che con questa uscita la band copra alla grande l’attesa del nuovo album in studio, previsto ancora per il 2016! Mossa ponderata ed efficace da parte di una band di esperienza!
Formazione
Chris Boltendahl – voce, cori
Axel Ritt – chitarra, cori
Jens Becker – basso
Stefan Arnold – batteria
Produzione
Chris Boltendahl & Grave Digger
Tracklist
01. Headbanging Man
02. Fire In Your Eyes
03. Witch Hunter
04. Shoot Her Down
05. Stand Up And Rock
06. Heavy Metal Breakdown
07. Enola Gay – Drop The Bomb
08. Get Away
09. We Wanna Rock You
10. Playing Fools
11. Here I Stand
12. Tyrant
13. Paradise
14. My Private Morning Hell (bonus track)
15. Young And Dangerous (bonus track)