Exotic Birds And Fruit

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Procol Harum
Etichetta: Chrysalis Records
Uscita: 1974
Durata: 37:00
Voto: 3.5/5

»Exotic Birds And Fruit« è stato il settimo album in studio delle leggende del prog rock inglese Procol Harum. Una curiosità: sul mercato argentino questo disco, con la splendida copertina del noto pittore slovacco Jakob Bogdani, uscì con il titolo »Payaros Y Frutas Exoticas«, che tradotto significa »Birds And Exotic Fruit«. Secondo il capoccia della band, cantante, pianista e compositore Gary Brooker, »Exotic Brids And Fruit« fu la reazione stilistica più logica ai due lavori precedenti dei Procol Harum, il live »Procol Harum Live In Concert with the Edmonton Symphony Orchestra« (1972) e il disco in studio »Grand Hotel« (1973), in cui la band aveva collaborato con un’orchestra.

Nel 1974 Brooker e compagni erano ormai stufi dell’orchestra e così, su »Exotic Birds And Fruit«, tornati a lavorare con il produttore Chris Thomas, decisero di rimettere la testa sulle proprie radici sonore. L’album nacque in condizioni difficili: fu registrato in pieno inverno, durante il grande sciopero degli elettricisti britannici, che nella battaglia contro il governo conservatore dell’allora premier Edward Heath usavano come arma per far passare le proprie richieste i tagli regolari della corrente. Fra un blackout e l’altro la band si arrangiava con un generatore di emergenza, e si sente: l’atmosfera di alcuni pezzi è parecchio più cupa rispetto alla maggior parte dei lavori precedenti.

Su »Exotic Birds And Fruit« i Procol Harum hanno provato a svecchiare un po’ il loro inconfondibile prog rock sinfonico con qualche idea fresca, come la pedal steel guitar suonata dall’ospite BJ Cole. L’organista Chris Copping, dopo l’arrivo del bassista Alan Cartwright, ha potuto concentrarsi esclusivamente sull’organo, e nel disco si sente: i suoi assoli hanno molto più spazio. In coppia con il pianoforte di Brooker, su »Exotic Birds And Fruit« è il garante principale della trionfale tradizione sinfonica dei Procol Harum, mentre B.J. Wilson anche stavolta ha messo giù una base di batteria solida e dinamica. Keith Reid, dal canto suo, non ha risparmiato nemmeno questa volta testi beffardi e taglienti, di critica sociale, che si sposano bene con il carattere cupo della maggior parte delle composizioni di »Exotic Birds And Fruit«.

L’opener »Nothing But The Truth« è carico di arrangiamenti stratificati di piano e organo e di ritmi quasi da ballo, mentre Brooker, accompagnato dalle frasi di chitarra affilate chitarrista Mick Grabham, incanta con il suo timbro caldo e inconfondibile. Il battito cupo, quasi inquietante, raggiunge dimensioni epiche nello standard »Beyond The Pale«, dove Brooker adotta un approccio vocale un po’ più astioso: è una satira pungente dei già citati blackout, capitati proprio nel cuore di un inverno gelido. Il titolo del brano, ovviamente, è un’allusione satirica al più grande successo dei Procol Harum, »A Whiter Shade of Pale«.

»Exotic Birds And Fruit« è un disco che non contiene molti classici dei Procol Harum, ma tra questi ci sta di sicuro »As Strong As Samson«, speziato di nostalgia, con arrangiamenti sinfonici sottilissimi, passaggi di chitarra bluesy, stacchi di batteria appassionati e un’atmosfera piacevole che culmina in un ritornello toccante. »The Idol« è un’altra creatura piuttosto cupa e sarcastica, in cui al pianoforte sale un’atmosfera melodrammatica, mentre le vivaci tastiere d’organo di Copping, durante la prova vocale magistrale di Brooker, regalano di continuo un tocco epico. Sul finale Grabham sfodera un assolo di chitarra eccezionale, a un livello invidiabile rispetto al suo celebre predecessore Robin Trower, anche se il paragone è un po’ sfortunato.

»The Thin End Of The Wedge« è il pezzo più cupo del disco, e a tratti suona come la colonna sonora di un film horror, grazie soprattutto al suono sacrale dell’organo, al ritmo lento, alle fughe di pianoforte sparse e agli inserti vocali astiosi. »Monsieur R. Monde«, un po’ più hard rock e un altro classico dei Procol Harum, ha un’atmosfera elettrizzante grazie a una frase di chitarra incisiva, a rapidi giri di batteria e a ghirigori di piano e organo pieni di temperamento. Qui c’è anche una delle rare occasioni per sentire Gary Brooker in piena espressione vocale rabbiosa, quasi furiosa. »Fresh Fruit« è una breve burlesque dall’umorismo nero e con un arrangiamento di piano un po’ sgangherato, di quelli che si erano già visti in modo simile sui dischi precedenti dei Procol Harum.

Il testo di Reid su »Butterfly Boys«, che ha un ritmo quasi da ballo, è una rielaborazione satirica dei vertici della casa discografica Chrysalis Records. All’epoca i Procol Harum avevano un contratto con loro, ma erano sempre più insoddisfatti. Uno dei momenti migliori dell’album è la ballata nostalgica »New Lamps For Old«, in cui Brooker, insieme al suono caldo dell’organo di Copping, incanta con la sua magia vocale. Dal punto di vista dell’atmosfera, qui i Procol Harum si avvicinano addirittura al battito del loro indimenticabile classico »A Salty Dog«, anche grazie a un testo affine, pieno di nostalgia per i vecchi tempi ormai lontani, mentre trionfava (non per forza in positivo) una nuova era moderna.

Come bonus track della ristampa dell’album c’è la burlesque »Drunk Again«, in origine lato B del singolo »Nothing but The Truth«. È un rock’n’roller con passaggi bluesy ‘sbronzi’ e un testo beffardo che suona come una parodia della quotidianità della tipica rockstar e dello stile di vita della maggior parte dei suoi seguaci.

»Exotic Birds And Fruit« è stato, nel complesso, un lavoro ancora più che solido: ci sono un po’ di pezzi davvero ottimi, mentre altrove i Procol Harum, sempre più appoggiati al loro umorismo affilato, cominciavano a restare a corto di vera ispirazione compositiva e di idee fresche. Il loro problema principale era che a quel punto della carriera avevano già messo a segno tutti i loro risultati chiave e faticavano a sorprendere ancora con qualcosa di davvero nuovo, tanto da continuare a evolversi come band. I vecchi gatti iniziavano piano piano a restare senza forze, ma ne avevano ancora abbastanza per sfornare nei due anni successivi altri due album in studio solidi, dopodiché hanno salutato la scena musicale per un bel po’.

Formazione

Gary Brooker – voce, pianoforte
Chris Copping – organo
Mick Grabham – chitarra
Alan Cartwright – basso
Barrie James Wilson – batteria
Keith Reid – testi

MUSICISTA OSPITE:
B.J. Cole – pedal steel guitar

Produzione

Chris Thomas

Tracklist

1. Nothing But the Truth (3:13)
2. Beyond the Pale (3:03)
3. As Strong as Samson (5:05)
4. The Idol (6:38)
5. The Thin End of the Wedge (3:44)
6. Monsieur R. Monde (3:40)
7. Fresh Fruit (3:05)
8. Butterfly Boys (4:25)
9. New Lamps for Old (4:07)

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