ExtermiNation
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Raven
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2015
Durata: 61:02
Voto: 4/5
Oggi i Raven sono considerati una leggenda del metal. Tra la pletora di band sfornate dalla N.W.O.B.H.M. dei primi anni Ottanta, sono stati loro a sviluppare una versione particolarmente energica e selvaggia del metal, che già molto presto fraternizzava con quegli elementi che avrebbero ispirato la generazione successiva di gruppi, quella che avrebbe incoronato il thrash metal. Se negli anni Ottanta la politica della Atlantic Records non avesse mandato all’aria i loro piani, i Raven sarebbero sicuramente una band molto più conosciuta. Nel 1983, per dire, giravano gli Stati Uniti con i Metallica ad aprire i loro concerti; l’anno dopo la storia si è ripetuta, solo che a fare da spalla ai Raven c’erano gli Anthrax. L’influenza della musica dei Raven sulle prime forme di speed e thrash metal è quindi indiscutibile.
La band, che sotto la pressione della casa discografica aveva ammorbidito il proprio sound proprio mentre tutti gli altri puntavano a durezza e velocità sempre maggiori, è poi tornata in fretta al suo suono inconfondibile, ha attraversato i Novanta con tre dischi solidi e, dopo l’uscita di »One For All« (2000), è finita dritta dritta in una vera tragedia nel nuovo millennio: durante le registrazioni, un muro dello studio è crollato addosso al chitarrista Mark Gallagher, seppellendolo. Mark si è fracassato entrambe le gambe ed è stato costretto a una lunga riabilitazione e convalescenza. Nel 2004 la band è tornata sui palchi e Mark ha suonato un sacco di concerti addirittura in sedia a rotelle. Il nuovo album si è fatto attendere e »Walk Through Fire« è uscito finalmente nel 2009. Un disco che valeva tutta quella lunga attesa. Grazie a lui la band è tornata sui festival più importanti del pianeta e i Raven hanno ricominciato a farsi vedere regolarmente sui palchi di mezzo mondo. Due anni fa è uscito un ottimo DVD documentario intitolato »Rock Until You Drop – A Long Day’s Journey« e infine, quest’anno? Il nuovo album in studio. Finalmente.
Con tutto il rispetto dovuto, però, è una constatazione comica, se non addirittura tragicamente triste, che la band abbia dovuto raccogliere i soldi per il nuovo disco con una campagna Kickstarter. Per fortuna è andata benissimo e sul conto dei Raven sono arrivati ben 27.000$. Per ringraziare i donatori i Raven hanno registrato un album di cover intitolato “Party Killers” (dentro ci sono, tra le altre, cover di gente come Thin Lizzy, Queen, Budgie, Nazareth e Deep Purple), che i donatori hanno ricevuto gratis.
»Walk Through Fire« è considerato un disco eccellente, ottimo, ma il nuovo »ExtermiNation« lo supera. Una missione difficile, che i Raven hanno portato a termine in modo efficace e con un successo incredibile! »ExtermiNation« è un album straordinariamente incazzato. Produzione che spacca, carica al massimo. In più, la band ha infilato in una montagna di frasi di chitarra ispirate dei passaggi »thrashizzati«, cosa che, viste le mosse passate del gruppo, in linea di massima non sorprende nemmeno più. Quello che in Canada erano, al loro esordio sulla scena, i »sporcaccioni« a tre dita come gli Exciter (e anche gli Anvil), in Europa lo erano i Raven. Una grande fonte d’ispirazione per le band che sono state i primi esponenti del thrash metal.
»Extermination« è un album che scoppia dalla voglia di dimostrare qualcosa e da un’energia sfrenata, indomabile. John Gallagher canta in modo pazzesco. Con una potenza e un’intensità intatte. John non ha perso nemmeno un briciolo di forza vocale in tutti questi anni. I suoi »vagiti« e le sue »urla« puntati sulle note più alte restano impeccabili e continuano a perforare i timpani!
Tutta questa rabbia straordinaria e questo atteggiamento indemoniato che i Raven sviluppano (anche) nel nuovo album sono ovviamente sempre tenuti insieme dagli elementi del pionierismo dei primi anni Ottanta e dalle influenze del rock’n’ roll dei Settanta. Ma il disco ha una produzione moderna e al tempo stesso sprigiona un’aggressività fuori dal comune, quindi »ExtermiNation« non porta certo fiori, e non c’è il rischio di trovarsi ad ascoltare un prodotto »datato«, roba da vecchi tromboni venuti »a darsi una mossa in studio«. I Raven distribuiscono calci e schiaffoni lungo tutto l’album, senza fermarsi un attimo. Il disco è impreziosito da una produzione eccellente (estremamente viva), in cui tutti i mattoni di base sono contrastati alla perfezione. Le linee di basso sfruttano magistralmente lo spazio lasciato libero dalle frasi di chitarra e strappano ruggendo per tutto il disco, mentre le chitarre suonano con una potenza, uno slancio e una freschezza notevoli. Sono ricche di ornamenti a non finire, e i grandi assoli sono suonati con tanta passione e tanto fuoco. La batteria sciorina un’esposizione straordinaria di tantissimi passaggi bombastici pieni di trovate fantasiose e mantiene così il flusso dell’album incredibilmente dinamico. Come detto, la voce carismatica di John Gallagher, dopo anni passati a tener botta sulla scena, conserva una posa giovanilissima e una furia assetata di sangue, con una potenza esecutiva che non conosce un briciolo di ruggine!
I brani sono quindici (bonus track compresa). In realtà troppi, perché si finisce presto per confonderli tra loro. Quattro o cinque in meno sarebbero bastati! Dischi così non hanno bisogno di più di 40 minuti, mentre »ExtermiNation« ne serve più di un’ora ed è perciò un osso duro da mandare giù (almeno per quanto riguarda il memorizzarlo). Evidentemente i Raven sentivano di dover far entrare nel disco quanta più musica nuova possibile, visto che, a quanto pare, di idee nuove, o ripescate (»dormienti«, vecchie), ne erano rimaste in abbondanza!
Quindi, se vuoi un bel calcio dolorosissimo in testa, questo disco fa per te. La band non mostra un briciolo di stanchezza o di esaurimento. Attenzione. Resiste dal 1974 a oggi! »ExtermiNation« è un album che mantiene una carica pazzesca e con cui la band si ricollega in modo credibile ai dischi usciti tra il 1981 e il 1983! È interessante la sensazione che, a livello stilistico, il suo legame, un po’ come succede col predecessore »Walk Through Fire«, sia strettamente imparentato con la prima metà degli anni Ottanta, tanto che avrebbe dovuto uscire al posto del classico di culto »All For One«(1983). Be’, il destino ha voluto che aspettassimo un disco così per una buona trentina d’anni. I nuovi Raven ci consegnano dunque un album di heavy metal classico irresistibile, vestito di un suono moderno, ultra tosto e carico al massimo, che non lascia superstiti!
Formazione
John Gallagher – voce, basso
Mark Gallagher – chitarra, cori
Joe Hasselvander – batteria, cori
Produzione
Raven
Tracklist
01. Destroy All Monsters
02. Tomorrow
03. It’s Not What You Got
04. Fight
05. Battle March/Tank Treads (The Blood Runs Red)
06. Feeding The Monster
07. Fire Burns Within
08. Scream
09. One More Day
10. Thunder Down Under
11. No Surrender
12. Golden Dawn
13. Silver Bullet
14. River Of No Return
15. Malice In Geordieland (bonus track)