Extra Ambiguous

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Artista: Noxire
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2006
Voto: 3/5

La band alter rock n’ roll di Celje Noxire non è certo un’educanda. Di esperienza ne hanno da vendere. Hanno talento, una visione musicale rifinita e una vena creativa. Quello che gli manca è la riconoscibilità, soprattutto in Slovenia. Dove cercare il perché? Il primo motivo, e uno dei più pesanti, sta di sicuro nel numero esiguo di album usciti a nome Noxire. Quello che abbiamo davanti è appena il loro quarto in studio, e per succedere al predecessore “Being Suspicious” (2001) ci sono voluti ben cinque anni. Insomma, manca una fornitura regolare di materiale fresco che tenga il nome Noxire in circolo sulla scena, o magari lo allarghi.

L’approccio della band è chiaramente rivolto a farsi valere sui mercati musicali esteri. I Noxire sono sporcaccioni del rock n’ roll, ma lontanissimi dal punk kamikaze sgangherato e dalle altre sciatterie suonate “più o meno”. Offrono un rock spogliato all’osso, con un’impostazione spiccata alla “meno è meglio”. Purtroppo “Extra Ambiguous” è il primo album dei Noxire arrivato ai miei centri di meccanoricezione, e chissà come, stavolta mi riesce più difficile dare un giudizio davvero oggettivo.

Per tutta la durata del disco ci accompagnano il suono e lo stile inconfondibili dei Noxire, mentre i pezzi sono allo stesso tempo variopinti a livello compositivo, e la varietà dei motivi di base su cui poggia ogni brano crea una dinamica eccezionale lungo l’album. I lunghi periodi di astinenza tra un disco in studio e l’altro della band sono utilissimi per limare la forma finale dei pezzi, in modo da arrivare a una maggiore maturità complessiva nel trasmettere l’esperienza rock. Quindi i brani che sentite sul disco sono probabilmente nati come idee “ad hoc” (che poi è il modo migliore e più naturale), ma sono cresciuti e maturati nel corso di un periodo più lungo. “Extra Ambiguous” offre anche altre virtù.

La voce del bassista Marcel Vovk ha un inconfondibile vibrato cupo e sordo. È melodica, ma per niente bella, mica che finisca fuori posto nell’approccio rock nudo e crudo, dagli accenti sporchi e dilettanteschi, coltivato dalla band. È interessante come il battito malinconico, soprattutto nei punti di maggiore melodicità (per esempio il ritornello di Metaphor of Little Girl), prenda volentieri il sopravvento sull’atteggiamento di fondo da furia rock n’ roll ribelle. E occhio! Espressione triste. Oggi va di moda! Già all’inizio del disco, con il brano Make It, la band fa capire che non le è estraneo incastrare filoni di motivi che scorrono, presupposto per creare ciò che esige un’autentica attitudine rock n’ roll! Un impatto diretto all’ascolto, al primo colpo, grazie a un’unione audace di aggressività e melodia. Ai Noxire non è nemmeno estraneo l’ampio margine di manovra che si trovano sempre aperto quando scrivono i testi in inglese. I versi sono costruiti in modo che il canto di Marcel sia sempre fluido e in sintonia con l’aggressività dei riff. Piazzando l’inglese nei versi con astuzia, il cantante ha un gran margine di manovra per sfogarsi, per risultare in certi passaggi ancora più aggressivo o per sottolineare una sensazione nuova (diversa).

Il principio del “meno è meglio” è ottimizzato. La band fa la tirchia con i motivi, ma quando li mette giù, sono rifiniti. Il suonato è compatto e raggiunge un alto livello di intesa e coordinazione tra i membri, il che permette di avvicinare l’ascoltatore alle singole idee in modo efficace e diretto. Il brano Darkman era già uscito una prima volta su “Being Suspicious” (2001). Quel pezzo resta ancora oggi uno dei più compiuti. Anche nella nuova versione inclusa in “Extra Ambiguous”. Unisce in modo riuscitissimo il semplice tocco di melodia (il motivo di chitarra acustica che alza l’atmosfera), inserito nell’immediatezza della corsa dei riff. Come Darkman, a quel livello arrivano Strange World e, subito dopo, Way Out, con ritornelli che ti agganciano. Diretto, semplice, incisivo, con quel tocco d’ambiente che mette il puntino sulla “i” grazie alla voce particolare di Marcel. Il tocco di malinconia è sempre in primo piano, grazie a una voce interessante e a un accenno di melodia, cosa piuttosto rara nelle band alternative rock slovene, che soprattutto nel punk rock arano gli strumenti a tutti i costi, sgangherati. Dai Noxire troverete anche degli intermezzi strumentali, in fondo pieni di minimalismo, perché complicare le cose per i Noxire è bandito. I Noxire sanno lasciar andare un riff in modo che scorra liscio. Sottolineo questa osservazione per richiamare l’attenzione sull’altissimo profilo compositivo della band. A volte infatti è più facile complicare che trovare la via semplice per esprimersi. E quel senso i Noxire ce l’hanno di sicuro.

I Noxire offrono un suono organicamente da garage, elementare e diretto, di pura botta rock originaria, che fa un gran bene su “Extra Ambiguous”. Il borbottio del basso è in primo piano e respira vivo.

Il lungo chilometraggio di 15 anni di attività nel mondo della musica, e l’esperienza accumulata in questo modo, la band li conferma ancora una volta in una versione riuscitamente stravolta del classico sempreverde, di per sé sdolcinato, Everybody Loves Somebody degli autori originali Irving Taylor e Ken Lane, che ai loro tempi lontani avevano già cinguettato, ognuno a modo suo, gli inseparabili e sfrenati compari Frank Sinatra e Dean Martin. Il marchio di una cazzeggio da bisboccia, sotto la bacchetta del drive diretto dei riff e della voce inconfondibile, prende vita in modo impressionante e chiude questo disco dalla durata modesta, ma in realtà ideale. La grinta rock rifinita, e con lei l’eccesso di adrenalina nel sangue, sono salvate dal principio del “meno è meglio”!

“Extra Ambiguous” è un disco di gatti incalliti. Vorrei che la band riuscisse a farlo arrivare al pubblico sloveno, perché è fatto in un modo che potrebbe finire nei libri di scuola delle band alter rock slovene più giovani, che spero non allunghino per errore la mano verso il concime succoso portato dalla puzza “emo” che oggi deforma in massa il volto sano dell’alternativa, e che restino sulle sponde del sano gusto della ribellione, che si parta dall’eredità dei Rolling Stones, dei Therapy?, dei Motorhead o dei Noxire!

Formazione

Marcel V. – basso, voce
Zeljko N. – chitarra
Filip J. – chitarra
Drash U. – batteria

Produzione

Robert V.

Tracklist

1. Make It
2. Flash
3. Strange World
4. Way Out
5. Forever
6. Again
7. Trust
8. Metaphor of Little Girl
9. Darkman
10. Everybody Loves Somebody

Durata dell’album: 36.29

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