Fantascienza incontra pop/rock: la battaglia dei Battles con la tecnologia al Kino Šiška (2011)

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Luogo: Lubiana / Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 06.07.2011
Pubblico: 300
Prezzo del biglietto: 20,00€

Chi scrive stava leggendo K. Vonnegut sul treno per Lubiana: un’introduzione mentale perfetta a un concerto altrettanto perfetto degli innovativi Battles, il cui approccio musicale si descrive al meglio come fare musica popolare per il terzo millennio.

Il Kino Šiška era pieno il giusto: nonostante le vacanze e il mare di festival all’aperto, il PR ha evidentemente funzionato bene.

Il ruolo di spalla è toccato ai prekmurani Štefan Kovač Marko banda, e la scelta degli organizzatori si è rivelata azzeccatissima.

Il quartetto si attiene alla strumentazione classica di due chitarre, basso e batteria, ma riesce a tirarne fuori un mix originale di stili musicali che al momento sulla scena slovena non ha eguali e che per questo non ha nemmeno senso ficcare in qualche cassettino.

I pezzi strumentali sono sorprendentemente brevi e asciutti, ravvivati da cambi di ritmo e dall’interplay perfetto dei due chitarristi, le cui dita passano da assoli jazzy a riff hard rock tosti nello stesso brano, buttati lì apparentemente a caso ma legati con abilità in un insieme interessante.

L’esibizione della ŠKM banda è stata  breve ed energica: hanno sfruttato al meglio il ruolo di spalla con un messaggio chiaro: questa è una band di cui non bisogna perdersi il concerto in solitaria.

Tornare in sala dopo una bevuta fresca ci ha regalato la vista di un allestimento del palco piuttosto insolito:

al centro del palco regnava la batteria, spinta proprio sul bordo anteriore, alla sua sinistra due tastiere posate in diagonale, a destra uno scaffale di elettronica circondato da una marea di pedali, controller e altri aggeggi elettronici. Il muro di ampli sullo sfondo era interrotto da due grandi schermi LCD verticali, su cui durante il concerto si sono affacciati i cantanti virtuali della band, mentre durante i brani strumentali ci hanno accompagnato proiezioni semplici ma efficaci.

I Battles sono partiti a razzo, e come altrimenti con il drumming potente e preciso di John Stanier, che potenzia alla perfezione la base ritmica elettronica. Le tastiere sotto le dita di Ian Wiliams hanno un suono davvero unico e sono uno degli elementi distintivi della loro musica, insieme ai suoni di chitarra e basso di David Konopka trattati elettronicamente. Williams suona anche la chitarra, spesso contemporaneamente alle tastiere o ai pedali del basso.

Dal punto di vista musicale i Battles sono innovativi quanto basta per non annoiare mai, ma anche abbastanza calcolatori da far suonare la loro musica piacevolmente ascoltabile e ballabile, soprattutto in combinazione con i cantanti ospiti, presenti virtualmente sugli schermi. I brani più forti sono stati Ice Cream con Matias Aguayo e Sweetie & Shag con Kazu Makino.

Nella prima parte del concerto la quantità enorme di tecnologia ha purtroppo mostrato i denti e la band è sembrata piuttosto confusa e fuori sincrono per i problemi tecnici di Konopka. I concetti innovativi hanno bisogno del loro rodaggio e i Battles, nonostante le esperienze passate, sono una band relativamente nuova.

Verso la fine del concerto si sono ripresi, e il merito è soprattutto di Stanier, che ha tirato come una locomotiva e, in prima linea, era una vera gioia per gli occhi con il piatto sollevato  a un paio di metri sopra la batteria.

La scaletta era fatta soprattutto di pezzi del nuovo album Gloss Drop, registrato con la formazione attuale, e dei momenti migliori del primo disco Mirrored, tra cui Atlas è stato il brano che ha scatenato più entusiasmo.

Il suono, nonostante i guai sul palco, era splendido: tutte le sfumature sonore sono emerse benissimo, e al Kino Šiška non avevo mai sentito un audio così buono, pur con un volume davvero altissimo.

Il bis ha rimesso le cose a posto: come scuse per i problemi abbiamo ricevuto addirittura una doppia dose di Ice Cream e l’invito all’afterparty… insomma, i Battles hanno finalmente suonato come ci si aspettava, da cercatori del suono della musica popolare del futuro.

Non sono gli unici a puntare a qualcosa del genere, ma già la loro virtuosità musicale con la strumentazione analogica di chitarra, basso e batteria li alza ben sopra la media degli esploratori di nuovi orizzonti sonori.

In attesa di nuove esplorazioni musicali e di un live ancora migliore, posso solo gridare: alla prossima battaglia, Battles!

foto: Peter Schmidt

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