Fly Paper
Artista: Tiles
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2008
Voto: 3.6/5
I Tiles sono una band americana che da parecchio tempo si aggira per il mondo con la sua musica tiepida e manda la gente alla disperazione. È piuttosto sorprendente che siano finiti sulla label tedesca Inside Out, che sostiene un metal più progressivo e un rock sinfonico di stampo revivalista. I Tiles, infatti, non rientrano in nessuna di queste categorie: al massimo li si potrebbe infilare nell’hard rock melodico.
Ciononostante, i Tiles non si sono accontentati di riconquistare solo quelli che avevano già comprato i loro dischi in passato. A dargli una mano è arrivata una bella squadra di musicisti e navigati del mestiere, come Alex Lifeson (Rush), Hugh Syme (Rush) e il produttore Terry Brown (produttore della band (yes you guessed it) Rush). Così i signori americani si sono assicurati ancora più visibilità, non solo nel rock progressivo ma anche nell’hard rock più duro. Insomma, gli americani si espongono su più fronti contemporaneamente, ma alla fine è proprio questa indecisione a rivelarsi la causa del fallimento musicale. Manca una vera messa a fuoco, perché provano a essere allo stesso tempo progster e hard rocker. Mentre i Rush ci riescono alla grande, ai Tiles in questo senso manca ancora parecchia pratica.
La musica dei Tiles è tutt’altro che inascoltabile. Anzi, entra in testa molto in fretta, solo che i motivi e le parti strumentali si consumano altrettanto in fretta e alla fine ti accorgi che l’intero disco poggia su fondamenta fragili. In sostanza i pezzi seguono sempre gli stessi schemi – qualche parte hard rock, poi subito dopo arriva una parte più lenta alla chitarra acustica. All’inizio sembra che queste combinazioni portino nel disco una carica di energia interessante, ma a metà strada ti rendi conto che tutto segue degli schemi generici. L’unica varietà la porta il mellotron, che si sente su Markers e Hide And Seek. Si vede che i Tiles si sono posti obiettivi alti, evidentemente per ora ancora troppo alti per loro. Volevano piacere a tutti in un colpo solo, ma può benissimo succedere che non piacciano né agli hard rocker né ai progster. L’intero disco è comunque suonato a un livello alto, su questo non posso proprio criticare nulla. L’unica cosa che forse mi disturba un po’ è la voce, una specie di miscuglio tra James LaBrie (Dream Theater) e il compianto Layne Staley (Alice In Chains).
Con la loro musica i Tiles non sposteranno il mondo di un millimetro, ma non faranno nemmeno chissà quali danni. La loro musica non ha la carica e la personalità giuste per poter essere messa tra le cose di primo livello. Semplicemente non ci sono quegli elementi che la tirerebbero fuori dalla media. Ancora più triste è che si nota quanto si sforzino di suonare nuovi e freschi. Purtroppo per loro, però, questi tentativi risultano patetici, e l’effetto è plasticoso e artificiale. Non sosterrò che su Fly Paper non ci sia niente che valga la pena ascoltare. Anzi, per la maggior parte le canzoni sono molto gentili con le orecchie. Ma, come ho già detto, tutto va secondo formule già collaudate, che dubito riusciranno a convincere un ascoltatore un minimo avventuroso. Spesso cercano di creare varietà passando in fretta dalla chitarra elettrica a quella acustica, ma mentre i Rush sul loro nuovo album Snakes And Arrows lo facevano in modo del tutto naturale, i tentativi dei Tiles suonano più forzati. Come se non sapessero cosa sono – hard rocker, progster o soft rocker. Fly Paper è un prodotto generico e melodico che non mi ha convinto nemmeno lontanamente.
Formazione
Chris Herin – chitarra, tastiere
Paul Rarick – voce
Jeff Whittle – basso
Mark Evans – batteria
Ospiti:
Sonya Mastick – percussioni
Matthew Parmenter – tastiere e voce
Nate Mills – voce
altri ospiti – Alex Lifeson, Alannah Myles, Kim Mitchell, Hugh Syme, Sonya Mastick
Produzione
Terry Brown
Tracklist
1. Hide In My Shadow (5:43)
2. Sacred & Mundane (5:28)
3. Back & Forth (6:02)
4. Landscrape (4:33)
5. Markers (6:57)
6. Dragons, Dreams & Daring Deeds (8:08)
7. Crowded Emptiness (4:07)
8. Hide & Seek (8:31)
Durata dell’album: 49:36