Fly
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Blind Guardian
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2006
Durata: 12:38
Voto: 3.5/5
Se per gli Helloween volare è solo un desiderio (EP “If I Could Fly”, 2000), i Blind Guardian, al contrario, non si pongono tanti dubbi su se possano volare o no. Loro volano e basta! “Fly” è per la band un pezzo insolitamente corto, e il titolo stesso è un annuncio: la nuova title track di questo EP è, ancora una volta, un po’ diversa dal solito. I ragazzi fanno uscire un EP prima dell’album e ai loro fedeli “metallari tutti d’un pezzo” vorrebbero addolcire l’attesa per il tanto sospirato nuovo disco in studio.
Porca miseria, Fly è un pezzo spaziale e l’effetto è l’opposto. Aspettare il nuovo disco sarà, purtroppo, ancora più dura. La canzone contiene tutti i marchi di fabbrica della band. All’inizio sorprende la grinta e la ruvidità di un classico “riff” metal, contrapposto alla pomposa sinfonia in versione extra-large che negli ultimi anni i Blind Guardian si portano dietro praticamente sempre e ovunque. Poi quella grinta si fonde in modo magistrale proprio con questo elemento tipico della band. Power metal sinfonico come sanno farlo solo i Blind Guardian. Insomma, un impeccabile intreccio di motivi incastrati alla perfezione, che costruiscono un capolavoro compiuto di poco meno di sei minuti, con tutti i trucchi classici a cui la band ci ha abituati. Splendidi “layer” vocali “multiarmonici”, voce inconfondibile, quelle armonie a terzine dal suono specificamente avvolgente poggiate sopra i motivi di base. I Blind Guardian hanno aggiunto con maestria un “sample folk” dell’Asia orientale, intessuto senza forzature nella classica forma “power metal”, che in qualche modo fa capire che la loro ricerca continua. Ed è qui che ci si può agganciare al testo. In breve: il mondo non è solo quello che ci circonda. C’è molto di più, e chi ci crede (“crede in qualcosa di più”) può volare. Motivo orientale e filosofia orientale. Funziona alla grande. Ancora una volta, e per di più in un genere così rigidamente delimitato come l'”heavy metal”. Chapeau, ragazzi. I Blind Guardian sono esattamente ciò che sono, ma il loro percorso evolutivo, a quanto pare, va di nuovo avanti. È troppo presto per dirlo sulla base di un solo brano ascoltato, ma di sicuro viene l’acquolina in bocca.
Sull’EP ci sono altre due canzoni che non vanno assolutamente dimenticate. La prima è la versione acustica di Skalds And Shadows. Vengono subito in mente The Bard Song – In The Forest e Harvest Of Sorrow. Insomma, elementi “folk” “incrociati” alla grande in un’unica bella entità. Come da copione. Il flauto nel pezzo lo suona il nuovo membro della band, il batterista Frederik Ehmke. Il confronto tra il suo drumming e l’eredità di Thomen Stauch lo faremo volentieri in un’altra occasione. Per esempio quando uscirà il nuovo album in studio. Il ragazzo su “Fly” dà un’impressione molto incoraggiante. La terza canzone è una versione fortemente accorciata del classico d’acciaio degli Iron Butterfly intitolato In A Gadda Da Vida. Il pezzo è Blind Guardian dalla testa ai piedi e non si ha mai la sensazione di ascoltare una cover, anche conoscendo l’originale. Incredibile come questa reinterpretazione dimostri tutta la grandiosità e, insieme, la riconoscibilità della band. Un gruppo che sa esattamente cosa vuole e fa esattamente quello che vuole. Già dopo il primo nuovo pezzo dei Blind Guardian si può, senza troppi problemi, volare davvero molto in alto! Nessun passo falso, anche stavolta!
Formazione
Hansi Kürsch – voce
André Olbrich – chitarra
Marcus Siepen – chitarra
Frederik Ehmke – batteria, percussioni, flauto
musicista ospite:
Oliver Holzwarth (SIEGES EVEN) – basso
Produzione
Charlie Bauerfeind
Tracklist
1. Fly (5:45)
2. Skalds And Shadows (acoustic version) (3:13)
3. In A Gadda Da Vida (3:38)