Forbidden Dreams

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Artista: Downcast Art
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2011
Durata: 50:42
Voto: 4/5

I Downcast Art sono degli heavy metaller croati di Karlovac che l’anno scorso hanno fatto il loro ingresso sulla scena metal con il debutto »Forbidden Memories«, e si può dire che il power metal sinfonico-gotico che arriva da oltre la Kolpa non suonava così convincente da un bel pezzo, se mai l’ha fatto. Mi vengono subito in mente i ShadowIcon di Postumia, che un anno fa hanno alzato altrettanto in alto l’asticella della qualità del genere in Slovenia. 

Per essere un debutto, questo disco ha ricevuto una bella dose di lucidatura e rifinitura raffinata e precisa: si vede che i membri della band sono dei perfezionisti, già ben collaudati nel mestiere e che sanno esattamente cosa vogliono. Hanno pensato davvero a ogni dettaglio. Dagli arrangiamenti a tutto tondo della musica fino all’impaginazione del booklet (tutti i testi e la musica dei brani sono accompagnati da disegni che si legano in modo sensato al messaggio di ciascun pezzo).

»Forbidden Memories« è una sequenza di dieci contenuti (brani) ben arrotondati, che formano tra loro un intreccio dinamico e tengono altissimo il flusso variegato delle tante atmosfere del disco. Lo impreziosisce una tessitura acuta di frasi di chitarra, vero motore a propulsione della musica dei Donwcast Ar. Non solo. L’album è prodotto in modo eccellente, e questo vale soprattutto per il muro sonoro potentissimo, vivace, tagliente e massiccio come il cemento, costruito dai riff di chitarra per tutta la durata del disco. Un ottimo livellatore che garantisce una distribuzione uniforme dei mattoni del quadro sonoro arriva dall’altra parte, con la produzione delle batterie, che con il loro lavoro mettono in risalto, al momento giusto, gli inserimenti a strappo della doppia cassa, e al tempo stesso riempiono con efficacia lo spazio disponibile tra i cambi di tema e di ritmo grazie a passaggi impiantati con maestria.  I riff di chitarra sono arricchiti da un accompagnamento in primo piano delle tastiere, che porta l’elemento sinfonico, una dose extra di pomposità e di bombast nelle atmosfere drammatiche, e spesso ci si può godere un dialogo affiatato nell’intreccio melodico tra chitarra e tastiere su una singola frase tematica. Le melodie che ti si attaccano sottopelle, e che a metà dei ritornelli toccano il culmine dell’esposizione emotiva, sono con tutta la loro pomposità appesantite, in modo riuscito, da un’atmosfera di lutto gotico, componente importante dell’immagine del disco »Forbidden Dreams«.

L’album stesso si apre con un maestoso crescendo d’atmosfera, che si sviluppa acquisendo un motivo guida, elemento di base di una pastorale celtico-gotica, su un’armonizzazione stratificata in cui entrano uno dopo l’altro i vari strumenti attraverso la ripetizione, fino a un crescendo finale che passa quasi inavvertitamente in Bloodred Ink, la quale spinge il disco a un livello energetico più alto. Questo brano riassume le caratteristiche dell’espressione artistica della band descritte nel paragrafo precedente. Il tocco gotico e gelido di un’intro con il culmine in un ritornello bombastico. È lo stampo di base che il disco mantiene fino alla fine.  Miris Prošlosti (Il profumo del passato) funziona benissimo in croato, e tra i momenti più interessanti del disco c’è la title track Forbidden Dreams, con un duetto tra una voce maschile alla »Type O’Negative« e un soprano femminile da operetta nella strofa, mentre l’atmosfera cupa e luttuosa vira con efficacia verso il bombast del power metal sinfonico di Face Without A Name, che porta una delle melodie meglio definite del disco nel ritornello. Downlight, nell’ultimo minuto e mezzo, con la sua uscita teatrale prolungata, porta il disco a un nuovo picco atmosferico proprio sul finale – i Downcast hanno pensato anche a questo dettaglio e l’hanno capitalizzato con successo! Questo pezzo si poteva allungare senza problemi di un minuto o due! Anche in chiave progressive, come lasciano intendere le strutture di batteria mosse sotto il riff di chitarra!

 I Downcast Art non sono dei leziosi. La loro musica è sempre chiaramente intrisa di sensazioni da dramma teatrale, che non semina rose e non conosce il patetico piangersi addosso, anche se il disco ha una componente marcata di atmosfera cupa, persino luttuosa. La voce femminile da mezzosoprano, pulita e di impostazione da operetta, non cerca paralleli voluti con le cantanti di band affermate del genere come i Nightwish (ai tempi di Tarja) o gli Epica, anche se nei punti di partenza di base è vicina a loro, ma sviluppa una propria incisione di interpretazione vocale, che dà alla musica dei Downcast Art il suo marchio di fabbrica. La band ha del resto pensato anche a corredare le melodie vocali principali con linee corali – una formula collaudata per ottenere un’atmosfera più mossa.  

La voce della cantante Jelena, in generale gradevole e molto bella, è l’unico punto della produzione che si potrebbe ancora migliorare. All’interpretazione non manca proprio niente, a tratti questo svolazzare da operetta evoca persino echi di madrigali medievali (Home Of Silence, la parte tranquilla verso la fine di Downlight,..). È solo l’approccio unidimensionale, ancorato alla collaudata formula lirica, a risultare a tratti un po’ rigido, impacciato, perché con un po’ più di »sperimentazione« si potrebbe ricavare dalla musica stessa dei Downcast Art una portata ancora maggiore del messaggio artistico. In questo modo suonerebbe ancora più integrata nell’impalcatura dell’accompagnamento e nel massiccio muro di riff. Resta comunque una sciocchezza, che verrà migliorata in futuro, quando la band maturerà ancora.

Raggiungendo standard qualitativi altissimi, incarnati dal debutto in studio, i Downcast Art non nascondono grandi ambizioni creative. »Forbidden Dreams« è un salto di qualità decisivo, e non solo per la band ma per tutta la scena heavy metal croata, e i Downcast Art possono con questo disco candidarsi senza timori a passare a una solida etichetta di fama internazionale del tipo Nuclear Blast Records, aprendosi così la porta per sfondare all’estero.  Dopo l’impegno dimostrato finora, se lo sono di certo guadagnato!

Formazione

Jelena Mužar – voce
Kristijan Radeka – chitarra, voce
Zdravko Smenderovac – tastiere
Davor Grdić – basso
Saša Fajković – batteria

Produzione

Downcast Art

Tracklist

1. Everlasting
2. Bloodred Ink
3. Miris Prošlosti
4. Home Of Silence
5. Forbidden Dreams
6. Face Without A Name
7. Whisper Of A Dying Rose
8. innocence Never Dies With Desire
9. Chants From The Deep
10. Downlight
11. Home of Silence (piano version)*

*…. bonus track

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