Forever In Time
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Praying Mantis
Etichetta: Zoom Club Records
Uscita: 1998
Durata: 64:05
Voto: 4.5/5
“Forever In Time”, sesto album in studio (e quinto dopo la reunion del 1990) dei sempiterni hard rocker melodici, tra i nomi più riconoscibili della nuova ondata del heavy metal britannico, è una bellissima sorpresa per tutti quelli che hanno seguito con costanza la loro carriera ultra turbolenta, e una prelibatezza di prima scelta per ogni amante del rock melodico di qualità. Allo stesso tempo rappresenta uno dei rarissimi momenti della loro storia fino a lì in cui per un po’ è tornata la stabilità, e sembrava che sarebbe durata ancora a lungo.
Dal croccante esordio “Time Tells No Lies (1981), che a ragione passa per un classico della NWOBHM, i Praying Mantis hanno cambiato formazione a ritmo di catena di montaggio. Gli unici membri originali, i fratelli Chris Troy (basso/voce/tastiere) e Tino Troy (chitarra/voce), negli anni seguiti al debutto si sono ritrovati intorno una pletora di musicisti, e meglio non parlare dei cantanti, che si sono avvicendati a una velocità raramente vista. Nei pochi anni dopo la reunion hanno fatto girare ben quattro cantanti e, anche se nessuno era uno qualunque, ognuno è durato giusto il tempo di un album.
Dopo la breve parentesi con Gary Barden (ex-MSG, Statetrooper) nel precedente “To The Power Of Ten” (1995), in cui con una sofisticatezza sonora ben percepibile avevano (di nuovo) provato senza successo ad avvicinare le loro canzoni a un pubblico più ampio, al microfono è arrivato Tony O’Hora. Con lui hanno pescato il jolly. O’Hora era (ed è ancora) uno dei migliori cantanti dell’hard rock melodico, quindi non sorprende che per il loro stile non potessero trovare una voce più compatibile.
Che scelta vocale pregiata sia, O’Hora lo dimostra già nell’opener “Wasted Years” (stesso titolo del classico degli Iron Maiden, pura coincidenza), dove regna il loro attacco di marca: armonie di chitarra a tre voci uscite dalle dita di Tino Troy e Dennis Stratton (ex-Iron Maiden, Lionheart). Quest’ultimo, insieme al tappeto di tastiere di Chris sullo sfondo, costruisce un suono eccezionalmente pieno, che si sposa a meraviglia con le melodie imponenti e i passaggi di batteria possenti di Bruce Bisland. La voce di O’Hora toglie il fiato dall’inizio alla fine, e non fa meno impressione l’eccellente produzione, che potrebbe fare da modello a parecchi loro contemporanei. Su “The Messiah” ci troviamo davanti a un originale motivo orientaleggiante, costruito arrampicandosi sulle scale pentatoniche della chitarra, e a un ritornello magico, contagioso all’istante, in cui al fenomenale O’Hora si uniscono come coristi i fratelli Troy e Dennis Stratton.
“Best Years” è intessuta di texture fluide di tastiere che fanno crescere piano piano un’atmosfera maestosa. Col tempo si trasforma in una delle composizioni più elaborate dei Praying Mantis in assoluto, con un ritornello da inno che non ti esce dalle orecchie per un bel pezzo. Le armonie di chitarra a tre voci suonano abbastanza sottili e i singoli riff sono abbastanza affilati da far leccare i baffi anche ai palati più esigenti. Intanto la sezione ritmica dinamica garantisce di continuo la base ideale per la voce assassina e le tastiere sofisticate. “Blood Of An Angel” incanta con una prestazione vocale fenomenale (il ritornello in particolare uccide) e un intreccio sofisticatissimo tra le armonie delle chitarre e le tastiere.
Anche andando avanti i pezzi ottimamente arrangiati non mancano, con riff croccanti, texture romantiche di tastiere e un approccio vocale elettrizzato fino all’osso. “Valley Of The Kings”, come da titolo, evoca un’atmosfera mistica, dove regnano i sottili arrangiamenti di tastiera, e O’Hora si rivela un cantante estremamente eclettico, capace di saltare con facilità dai toni energici a quelli più delicati e liricamente intimi. “Changes” è un’altra leccornia da gourmet del rock melodico, che negli anni 80, con la produzione dell’epoca, avrebbe potuto essere addirittura un hit. “Man Behind The Mask”, con armonie di chitarra a più voci, riff incandescenti e un ritornello da inno, è quasi l’archetipo del classico Praying Mantis. Non sono da meno “Remember My Name”, l’unica ballad del disco, dove si possono ammirare le incredibili dimensioni vocali ed emotive di O’Hora, l’epica “The Day The Sun Turned Cold”, che con le sue armonie a tre voci power metal è senza dubbio il brano più metallico dell’album (anche se li si annovera tra i fondatori della NWOBHM, i Praying Mantis nella loro musica hanno sempre avuto pochi legami con l’heavy metal), e la fiaba conclusiva “Forever In Time”, che stuzzica le terminazioni dell’udito soprattutto con un ritornello da sogno, riunendo al contempo tutti i migliori elementi sonori del disco.
“Forever In Time” è, se si eccettua il classico esordio “Time Tells No Lies”, senza dubbio il miglior traguardo nella storia di questa band di culto, che ancora oggi sembra non riuscire a scrollarsi di dosso la sfortuna. Per qualità generale e coerenza dei singoli brani, tra i loro dischi può stargli accanto solo il successivo “Nowhere To Hide” (2000), il che non sorprende, visto che l’ha creato la stessa squadra (per la prima e probabilmente l’ultima volta nella loro storia). Purtroppo col tempo sono tornati alla loro poco gloriosa tradizione di cambi di formazione a ripetizione, seppellendo così con ogni probabilità la miglior versione dei Praying Mantis di sempre. “Forever In Time”, nobilitato dall’incredibile Tony O’Hora, fattore chiave di una rinascita sonora estremamente positiva, resta comunque una gemma dell’hard rock melodico spesso trascurata, che devono avere in collezione tutti quelli a cui sta a cuore il melodic hard rock di prim’ordine, quello che ogni volta ti fa venire i brividi lungo la schiena.
Formazione
Tony O’Hora – voce
Dennis Stratton – chitarra, cori
Chris Troy – basso, tastiere, cori
Tino Troy – chitarra, cori
Bruce Bisland – batteria
Produzione
Praying Mantis
Tracklist
1.Wasted Years
2. The Messiah
3. Best Years
4. Blood of an Angel
5. Valley of the Kings
6. Changes
7. Man Behind the Mask
8. Remember My Name
9. The Day the Sun Turned Cold
10. Forever in Time