From the Depths

0 16

Autore: Rok Klemše

Artista: Sagaris
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2011
Voto: 4/5

Con il loro secondo demo tornano a farsi vivi i Sagaris, melodic death metaller di Brežice. From the Depths li presenta come una band più matura, con una visione e una direzione musicale più chiare e soprattutto più personali. Per una buona diciassette minuti i Sagaris ci trascinano negli abissi con tre pezzi nuovi e una “classica” del demo di debutto, Reborn, riregistrata da capo.

La luce alle nostre spalle si spegne e restiamo in balia del buio, mentre parte l’intro del primo pezzo del demo, Further and More. Si capisce subito che il mente della band, il chitarrista e cantante Luka Žnideršič, si è sparato una valanga di Devin Townsend: gli arrangiamenti di chitarre e tastiere nella prima metà del pezzo ricordano la follia di quel genio/pazzo canadese. Già il primo brano, comunque, indica bene la nuova direzione della band, che non è più così cementata nel metal melodico finlandese alla Wintersun o Ensiferum. All’opener non avrebbe fatto male un ritornello più cantabile, perché la ripetizione di “Further and More” viene fuori un po’ maldestra. Le parti di chitarra, però, sono più ragionate e costruite meglio, e non ci sono più tutti quei soliti assoli arpeggiati da cliché alla “Jari Maenpaa”: il duo Žnideršič/Ivanšek propone una battaglia di chitarre sicura e tecnicamente impeccabile. Lo dimostrano da maestri nel secondo pezzo, From the Depths, pieno di passaggi in tremolo picking appoggiati sull’abbaiare feroce di Luka. Un po’ disturba la genericità e la leggera monotonia delle voci, ma la sensazione sparisce in fretta, appena ti ci abitui. Proprio in questo pezzo si sente anche una leggera influenza dei Nevermore di Seattle, soprattutto per il peso del virtuoso Jeff Loomis sul lavoro del duo di chitarre dei Sagaris. Le bestie a sette corde vengono fuori al meglio in Dim and Isolated, pieno di riff possenti, seghettati e galoppanti, ma purtroppo il tutto è un po’ rovinato da una produzione fatta di fretta. Se le chitarre riescono ancora a portare un senso di epicità e aggressività, a fallire è soprattutto la batteria: suona piuttosto plasticosa e artificiale, specialmente la cassa. È bello sentire, però, che su From the Depths le parti di tastiera sono molto meglio intrecciate nella musica rispetto a prima. Stavolta non hanno un ruolo da protagonista, ma costruiscono l’atmosfera sullo sfondo e fanno soprattutto da gradito complemento alle chitarre, e per fortuna stavolta non c’è nemmeno la tortura degli assoli di tastiera, che band come Sonata Arctica e simili hanno portato ai limiti estremi del buon gusto. Il demo si chiude con Reborn, riregistrata dal primo demo, che ha ricevuto un bel potenziamento e si è meritata il posto su questo lavoro. Avrei preferito sentire un altro pezzo nuovo, ma per finire ci aspetta una trovata azzeccata, una cazzata sul trangugiare sperma. Slurp!

Per i Sagaris, From the Depths rappresenta un bel passo avanti, prima di tutto per la maggiore personalità, l’indipendenza dalle influenze del primo demo e l’inserimento di elementi nuovi, mai sentiti prima, oltre a un sottile omaggio alle “nuove” influenze. Mi aspetto però che il prossimo grande passo per il gruppo sia un disco in studio sulla lunga distanza, con la produzione che si merita!

Formazione

Luka “Lux” Žnideršič – voce, chitarra
Damjan Kovačič – basso
Tilen Volčanšek – batteria
Rok Ivanšek – chitarra

Tracklist

1. Further and More
2. From the Depths
3. Dim and Isolated
4. Reborn 2010

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie