The Enemy

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Autore: Sandi Sadar Šoba

Artista: Blynd
Etichetta: Fishbone Records
Uscita: year
Durata: 50:47
Voto: 3/5

Sepultura dopo i Sepultura, e per di più dall’esotica isola di Cipro? Non siamo lontani dalla definizione di quello che il quartetto Blynd è davvero. La band, le cui radici affondano nel 2003, è più che entusiasta dell’espressione primordiale di Max Cavalera e dei suoi complici di allora, nel 1990 ancora maledettamente attivi, e oltre ai suoni dei ridefinitori brasiliani del thrash, nel cuore del sound dei Blynd si trova anche un pizzico di Machine Head, di post thrash moderno e strati davvero spessi di riff eccellenti.

Il disco The Enemy è il loro album d’esordio sulla lunga distanza, e con lui tutti gli amanti di Rob Flynn, dei fratelli Cavalera e, a tratti, persino dei Lamb Of God più appassionati potranno saziare la loro fame di brutale lucidità e di rabbia ritmicamente articolatissima. Quello che convince in primo luogo è la linea di chitarre davvero eccezionale, fischiante e avvelenata, che ricorda i veterani del metal di Velenje, i Kaoz. La serie notevole di nove brani svela la ricetta: oltre alle chitarre eccellenti, in primo piano c’è la voce del bassista Andreas, contaminata dal metal moderno, che viene completata ritmicamente dagli inserti di batteria piuttosto asciutti ma efficaci del compagno Alex. Un grosso punto a favore della band è la sua provenienza geografica davvero esotica, che dà all’ascolto del disco un fascino tutto particolare. Fa quasi fatica a immaginare che su un’isoletta piccola come Cipro si possano trovare quattro anime musicalmente affini, con abbastanza entusiasmo, competenza e testardaggine da fondare una band, sudarsi il proprio esordio, strappare un contratto con un’etichetta e attirare l’attenzione di un pubblico musicale più ampio. Il primo demo, Embraced And Abandoned, ha raccolto una valanga di elogi sui media greci, e le correnti dell’underground hanno portato la voce sulla band fino in Nepal, in Argentina e nei paesi oltre l’oceano. Tra i nove brani ben costruiti spiccano soprattutto la title track The Enemy, il pezzo vario e pieno di sorprese Human Touch, ispirato senza dubbio dai Pantera, e il primo singolo estratto dal disco, (Rage) Mindgames.

I Blynd irradiano, in un modo un po’ inutilmente trattenuto, una quantità di talento, idee ed energia che non si può negare né ignorare. The Enemy, se sei un devoto adoratore dell’eterno groove e dell’acuminata aggressività e nel petto ti batte un cuore bionico fatto di HC e metal, è un ascolto quasi obbligato. A modo loro, questi non convenzionali ciprioti sono infatti una scoperta simpaticissima, perché hanno tutto ciò che ti fa tirare giù il disco dallo scaffale senza pensarci due volte e, ascolto dopo ascolto, soffiarne via fino all’ultimo granello della polvere dell’oblio. Però, a parte il buon divertimento e le ricette già sentite e collaudate, per ora i ragazzi portano ancora ben poco di proprio, di personalità e di carattere.

 Questa recensione è nata dalla collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija. 

Formazione

Alex – batteria
George – chitarra
Dino – chitarra
Andreas – voce, basso

Produzione

Insano & Blynd

Tracklist

1. The Enemy
2. I Won’t Break
3. (Rage) Mindgames
4. Bloodline
5. Human Touch
6. One Tear For Glory
7. Take What Is Yours
8. Left Alone
9. Circle Of Life

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