Attack

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Artista: Kottak
Etichetta: SAOL Music
Uscita: 2011
Durata: 32:16
Voto: 2.5/5

James Kottak è il batterista dei mitici Scorpions. Il tipo vive il suo sogno e non vuole, né potrebbe, nasconderlo. Un fortunello che si è fatto le ossa in carriera suonando in gruppi come Montrose, The Cult, MSG (nella versione con Robin McAuley), Kingdom Come, Warrant, e che nel 1996 è entrato a far parte dell’indistruttibile fortezza hard rock tedesca, la cui storia è ormai diventata a tutti gli effetti una vera leggenda della musica.

“Attack” è il seguito edonistico di quello che Kottak faceva già su “Rock N’ Roll Forever”. Rock n’ roll da festa, dall’accento sporco, puntato dritto sulla frequenza del divertimento totale per il suo pubblico di riferimento. Una spruzzata di punk in cui non è difficile riconoscere influenze trendy e allegramente pop, da Green Day fino a Blink 182. Aggiungici un po’ di trucco glam alla Kiss e il quadro è più o meno cementato.

La cosa curiosa è che Kottak, a 49 anni, resta un ragazzino incorreggibile. Uno penserebbe che l’uomo, negli anni della maturità musicale, avrebbe voglia di qualche avventura più originale, e invece è più che evidente che si accontenta di cavalcare ostinatamente i cliché.

“Attack” è l’album di un vecchio rocker che, ruggendo a pieni polmoni, fa capire senza mezzi termini di non essere affatto da rottamare e che dentro di lui ribolle una potenza “teenager”, un’anima da monello e una testarda vena di ribellione generalizzata.  La possiamo chiamare un grido da crisi di mezz’età. Testi banali, canzoni costruite in modo banale, piene di una banale prudenza e di schemi rock n’ roll rigidi e irrimediabilmente ingessati .

I pezzi sono compatti, messi insieme senza ricorrere a trovate “alla Einstein”, suonati in studio completamente di getto e, proprio nella loro semplicità e prevedibilità, raggiungono il massimo dell’impatto e di un fascino melodico immediato e rapace. Allo stesso tempo hanno potenza, hanno una produzione viva e da monelli, come richiede una simile nudità diretta del rock n’ roll a tutta velocità. Ovviamente, però, c’è tanta di quella patina da cliché che nei miseri 32 minuti di musica l’ascoltatore inciampa di continuo in battute a la Ramones, Green Day, Kiss, Motley Crue,… il che non è esattamente il miglior biglietto da visita per l’album “Attack”.

“Attack” è un album che James Kottak ha creato nello spirito di uno sfogo personale, rigorosamente per l’anima, rigorosamente per il piacere proprio. È un disco dall’impostazione positiva, pieno di sincera sfrontatezza e di rumoroso rock n’ roll, la cui prevedibilità e il cui velo punk da skater alla moda, a tratti condito in salsa MTV, risultano più forzati che naturali. Semplicemente perché James è un musicista della vecchia scuola e la stranezza, incisa nella scia di un’allegra e spensierata MTV-attitudine (che da ben più di dieci anni vende alle masse un punk “finto”), non gli regala quei punti con cui convincere che Kottak e soci facciano sul serio con questo lavoro.

In futuro sarebbe molto più sensato che James e la compagnia ammiccassero in modo più deciso alle radici glam rock e cancellassero del tutto dal vocabolario della loro direzione musicale il gioioso skate-punk, che la nuova generazione padroneggia in modo molto più convincente. Per Kottak sarà difficile difendersi anche con l’argomento che hanno semplicemente tirato fuori l’album che in quel momento avevano sullo stomaco. Da un fenomeno musicale che ha macinato tutti i chilometri di James Kottak ti aspetti semplicemente più acume espressivo e più concretezza artistica del giocare da bambini nella sabbiera.

La recensione è nata dalla collaborazione tra RockLine e Rock Hard Slovenija. 

Formazione

James Kottak – voce, chitarra
Tommy Henriksen – chitarra, chitarra bassa, programmazione
Johnny Lucas – chitarra
Price Vernon – basso
Francis Ruiz – batteria

Produzione

Tommy Henriksen

Tracklist

1. Teenage Kix
2. Scandalous
3. Hit The Heartbreakers
4. Let’s Do It Tonight
5. Sexy Motherfucker
6. Perfect Defects
7. Bang Bang Baby
8. World War Love
9. So Disconnected
10. Time TO Say Goodbye

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