Funeral…

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Autore: Rok Klemše

Artista: Bleeding Fist
Uscita: 2007

Chi ha detto che gli anni Ottanta sono finiti? Di sicuro non i Bleeding Fist, la crew costiera di chaos thrash. Il loro demo fresco di giornata, Funeral…, ti butta dritto sul sedile anteriore della DeLorean del cult di Spielberg Back to the Future e ti porta all’inizio degli anni Ottanta, quando il mondo del metal ha iniziato a traboccare di energia per un nuovo genere… il thrash metal, ovviamente. Funeral… ti scaraventa direttamente in uno di quei garage, dove la nuova gioventù osava suonare più veloce e più brutale di qualsiasi heavy metal band venuta prima di loro. Una gioventù che ha costruito il proprio sound sui grandi nomi della NWOBHM, Motörhead, Venom, presto gli Slayer e gli altri.

Proprio in mezzo a questi possiamo infilare i Bleeding Fist, che con Funeral… si presentano come trio. Un sound così da garage non lo sentivamo dai primissimi dischi dei grandi Sodom (zio Tom sarebbe di sicuro orgoglioso), e i Bleeding Fist non si preoccupano granché della produzione. Si tratta di una produzione quasi primitiva, da garage, che non ricorre a lucidature eccessive, ma in fondo è proprio questo il bello dei Bleeding Fist. Ciononostante, avrei voluto che nel mix spingessero un po’ più in primo piano la voce di Etienne Chelleri, che si occupa anche della motosega con la sua B.C. Rich. I riff semplici sono incisivi e diretti, mentre gli assoli ricordano Kerry King. Ettiene riempie comunque benissimo lo spazio con la sua chitarra, ma un’altra chitarra ci starebbe da dio: con il supporto ritmico lascerebbe più spazio a qualche riff velenoso in puro stile thrash in più. La sezione ritmica, diciamocelo, non è niente di speciale, ma i ritmi di batteria incisivi di Alex Destradi sono perfettamente al loro posto, mentre il basso di Simon Dermota, come da tradizione thrash, è per lo più inudibile. La produzione da garage ha sicuramente il suo fascino, ma non mi molla il pensiero che una batteria prodotta meglio e chitarra e voce spinte in primo piano darebbero ancora più botta, energia e fascino grezzo ai Bleeding Fist.

Una passeggiata di venti minuti per il cimitero ci viene offerta dall’opener tiratissimo Conquering Apocalypse, in cui Etienne sfodera alcuni ottimi riff thrash che ne vorrei sentire anche di più. L’apocalisse si apre con un interessante miscuglio caotico di tempi e ritmi diversi, a cui non si potrebbe davvero dare etichetta migliore di “chaos thrash”. Il mio preferito è sicuramente From Where (Past is Immortal), che con la sua struttura più melodica e il tempo thrash più veloce è il thrasher “straight-in-your-face” più accessibile per le orecchie. Si fa strada in primo piano anche la sezione ritmica: è davvero bello sentire il basso sullo sfondo e la batteria dinamica. Sulla stessa linea prosegue l’up-tempo Funeral Smell, che un Etienne ruggente trasforma in una bomba a un passo dall’esplosione. Il demo si chiude con la veloce Death War Carnage (Preview) e con il pezzo che a quanto pare sta diventando l’inno della band, Mark of the Beast. Giusto, perché la parte più veloce e incisiva e quella più lenta, dai ritmi demoniaci, creano un’atmosfera eccellente.

I Bleeding Fist sono un’altra delle promettenti band metal slovene che, lo sappiamo bene, il grande pubblico poco esigente e le etichette disinteressate non se le filano nemmeno di striscio. Ma sapete che c’è? Il metal non ha bisogno di loro! I Bleeding Fist hanno un grosso potenziale, che con una produzione migliore, un altro chitarrista e pezzi un po’ meglio strutturati e più vari sfrutterebbero fino in fondo. Ma i ragazzi si danno da fare, il caos è seminato e io aspetto il seguito a braccia aperte!

Formazione

Etienne Chelleri – chitarra, voce
Simon Dermota – basso
Alex Destradi – batteria

Produzione

Bleeding Fist

Tracklist

1. Conquering Apocalypse
2. From Where (Past is Immortal)
3. Funeral Smell
4. Death War Carnage (Preview)
5. Mark of the Beast

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