Funplex
Artista: B 52s, The
Etichetta: EMI Records
Uscita: 2008
Voto: 3/5
Chi di voi si ricorda ancora il brano principale del film The Flinstones ha probabilmente anche un processore cerebrale abbastanza grosso da conservare in soffitta il nome The B-52’s (e non solo per il celebre bombardiere americano). Il quartetto The B-52’s si è rifatto vivo dopo 16 anni con l’ottavo vero album in studio, intitolato “Funplex”. Si tratta di materiale totalmente nuovo, se non contiamo due pezzi inediti che erano finiti nella compilation “Time Capsule: Songs for a Future Generation”.
E la musica? The B-52s (stavolta hanno tolto l’apostrofo dal nome della band) sono entrati nel nuovo millennio in ritardo, ma con un passo ponderato e ragionato. Hanno infatti sfornato un disco che mette insieme alla grande lo spirito dei loro trascorsi, vestito con una produzione sonora moderna. Pare che Keith Strickland, il principale artefice del suono della band, si sia entusiasmato per la programmazione elettronica di Get Ready dei New Order, per cui ingaggiare il produttore Steve Osborne per “Funplex” è stata la logica conseguenza della “grande scoperta” di Strickland.
Una produzione limpida come il cristallo, che intreccia collage organici con ritmi danzerecci e dichiaratamente artificiali, spinti da una cassa di basso bella espressiva che, insieme a una chitarra dal suono naturale, regala alla band quella tipica impronta rock. I campioni elettronici dei sintetizzatori danno a questo suono una sensazione di intontimento da dipendenza, che ti stacca dalla realtà: con un po’ di sconnessione la tua testa e il tuo corpo che si dimena si ritrovano in un attimo a fare l’autostop tra le nuvole. Il cuore di tutto resta comunque la solita combinazione intatta di duetti vocali, firmata dalle indistruttibili Kate Pierson e Cindy Wilson. Le due portano nei The B-52s il riconoscibile zuccherino dal fascino ammaliante, interrotto dall’immancabile abbaiare punkeggiante, fastidioso e invadente delle citazioni di Fred Schneider, che anche sul nuovo disco aggiungono ai The B-52s una dose di provocazione, cinismo, presa in giro o abbandono edonistico alla tentazione. Insomma, qualcosa per tutti. Senza dubbio succoso al punto giusto.
Certo, il disco non ha un altro “Love Shack”, però regge su ogni fronte quando si parla di costruzione di frasi musicali ben fatte e di spicco. I pezzi hanno il tipico fascino dei The B-52s e, allo stesso tempo, un ventaglio ampio e vario di idee musicali intrecciate in modi diversi e fuse con furbizia e scorrevolezza, che fanno di “Funplex” un’avventura eccitante e dinamica. Da questo punto di vista, 16 anni di pausa sono stati più che benvenuti. Speriamo che in futuro i The B-52s varchino più spesso le porte degli studi di registrazione. “Funplex” è un ottimo ritorno della band sulla scena, che ha superato a pieni voti la grande prova di maturità e sta fieramente accanto, per dire, a “Cosmic Thing” (1989).
Formazione
Fred Schneider – voce
Kate Pierson – voce
Cindy Wilson – voce
Keith Strickland – chitarra, basso, programmazione, tastiere
OSPITI:
Steve Osborne – organo
Pete Davis – programmazione
Dan Austin – programmazione
Tracy Wormworth – basso
Sterling Campbell – batteria
Produzione
Steve Osborne
Tracklist
1. Pump (4:53)
2. Hot Corner (3:24)
3. Ultraviolet (4:25)
4. Juliet Of The Spirits (4:22)
5. Funplex (4:07)
6. Eyes Wide Open (5:35)
7. Love In The Year 3000 (4:14)
8. Deviant Ingredient (4:50)
9. Too Much To Think About (3:47)
10. Dancing Now (4:09)
11. Keep This Party Going (4:31)
Durata dell’album: 48:16